
(Tommaso- Merlo) – Sono il principale complice del genocidio a Gaza, me ne vergogno come un cane ma sono incastrato. Se oso fermare Netanyahu, quel pazzo criminale mi scaglia addosso il mio governo e l’intero Congresso che la lobby sionista ha profumatamente pagato. Per vincere le elezioni in America servono un sacco di soldi. Anch’io ne ho presi tanti dai sionisti ed oggi dobbiamo tutti rispettare i patti. Lo so, è una truffa democratica. Perfino la mia base maga col genocidio è diventata anti sionista, ma oggi in politica comandano i soldi mica i cittadini. E io pur di vincere ho cavalcato il sistema. Avevo nemici politici e giudici alle calcagna e rischiavo di fare una brutta fine, e avevo soprattutto un disperato bisogno di tornare davanti ai riflettori del mondo intero. Se non sono al centro dell’attenzione e lodato di continuo, ho delle gravi crisi di astinenza. Una vera e propria droga colpa di un’infanzia terribile senza amore che mi ha lasciato ferite indelebili ed un narcisismo sempre più tossico e maligno. Sono in perenne fuga da me stesso e non riesco a stare da solo nemmeno un minuto. O vivo circondato da leccapiedi oppure davanti a qualche schermo ad alto volume finché non crollo stremato. Sono terrorizzato dalla verità su chi sono veramente e di dover fare i conti col mio passato. Sono terrorizzato dal dover ammettere che tutti coloro che mi disprezzano hanno perfettamente ragione e dovrei farlo anch’io. Perfino mia moglie mi detesta e vivo circondato di gente che mi ammira solo perché gli interessano i miei soldi e il mio potere. Sono circondato da persone dalla mattina alla sera, ma in realtà sono profondamente solo perché non ho un vero rapporto con nessuno. Sono vittima del personaggio con la cravatta rossa che recito in un reality ormai permanente. Sono vittima del mio bulimico ego che mi impedisce di essere davvero me stesso e quindi anche vulnerabile e genuinamente aperto verso gli altri. Io non sono il presidente Trump, io sono Donald. Un vecchio palazzinaro che ha speso la vita a far soldi anche fregando il prossimo e a salire su qualche palco per mettersi in mostra illuso di poter trovare senso e perfino pace. L’unico hobby della mia vita è stato quello di importunare le ragazzine col mio vecchio amico Epstein e sono consapevole delle mie enormi lacune intellettuali e morali. So di essere un pessimo leader perché arrogante e privo di empatia. Non ascolto e non leggo e quindi non capisco le dinamiche e sono incompetente sulle questioni su cui devo decidere perché al di là di me stesso non mi interessa nulla. E so di essere un leader debole che cambia continuamente idea perché non ho valori e quindi decido in base alla convenienza del momento. Come con Gaza che non sapevo nemmeno cosa fosse e adesso lascio che se la sbrighino i sionisti fregandomene della comunità internazionale e delle chiacchiere sui diritti umani, facevo fatica a vedere oltre i confini della mia persona e della mia città, figuriamoci oltre a quelli americani. Anche l’Ucraina non sapevo nemmeno trovarla su una mappa e non so nulla della storia dell’Unione Sovietica e di quella Europea se non a livello di chiacchiere da campo da golf. A me piacciono le persone e anche i paesi che mi leccano i piedi come l’Italia e l’Argentina ed altri dove governano destre che scimmiottano la mia base maga. Per il resto lascio che lo stato profondo americano prenda le decisioni vere, quelle utili alla guerra permanente e quindi a vendere più armi possibili. Perchè è il profitto l’unica vera ideologia rimasta, quello personale e quella nazionale. Lo so, sto distruggendo gli Stati Uniti ma non riesco a fermarmi. L’economia va male, avevo promesso di abbassare i prezzi ed invece la mia ridicola ossessione sulle tariffe li ha fatti lievitare scatenando un caos globale che sta favorendo la Cina mentre la locomotiva statunitense si è fermata. Del resto per certi epocali cambi di politica economica, servirebbero anni e persone competenti. Io improvviso governando a colpi di post sui social e mi sono circondato da incompetenti signorsì. Per recuperare consensi sono persino ricorso alle maniere forti sguinzagliando l’esercito tra le strade americane. Tutto inutile. I sondaggi dicono che sono il presidente più disprezzato della storia americana e continuano a calare. Una catastrofe. Sto distruggendo gli Stati Uniti e tutto l’Occidente ma non riesco e non posso fermarmi. Vorrebbe dire guardarmi allo specchio e affrontare la verità, vorrebbe dire ammettere i miei enormi limiti e il fallimento della mia vita. Vorrebbe dire togliersi la cravatta rossa e smetterla di recitare. E io non ho il coraggio di farlo. Preferisco scappare da me stesso fino all’ultimo giorno, preferisco congedarmi ingannato dal mio ego. Abbiate pietà di me. Io non sono il presidente Trump, io sono Donald. Un vecchio palazzinaro dall’infanzia terribile. E abbiate pazienza, le mie precarie condizioni di salute mi hanno fatto perlomeno capire di non essere immortale. Spero che la mia deriva egoista e narcisista serva come esempio negativo all’umanità e che quando finalmente mi sarò tolto dai piedi potrete riprendere la strada per costruire un mondo migliore.
Tommaso Merlo
Sono un giornalista, uno dei tanti che ha contribuito a far eleggere i complici del genocidio a Gaza, me ne vergogno come un cane ma sono incastrato.
So benissimo che non #sonotuttiuguali i politici/partiti, soprattutto per quanto riguarda il genocidio a Gaza, ma siccome non ho il coraggio di ammettere che il mio omettere sistematicamente le loro differenze ha contribuito a far eleggere in Italia e UE i complici del genocidio, continuo a mischiare tutti in quel calderone che chiamo “la politica” (#hastatolapolitica).
E abbiate pazienza se continuo a menarla con sta scemenza degli “evoluti” che “hanno capito” che non votando arriverà il salto quantico animico spirituale coscienziale che renderà l’universo un posto fatto solo d’amore e bene. Dato che non arriverà mai, mo’ ci metto pure che lo sanno tutti che ci vogliono secoli. Così gli “evoluti” hanno un altro alibi per non dover ammettere che hanno seguito un’ideologia fatta di fuffa. Ora grazie a me potranno dire a se stessi: e solo che ci vuole tempo!
Senza fretta eh!
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Mamma mia, che palle!!!!
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Hai scritto un bell’articolo, magari Donald fosse capace di una simile analisi su se stesso, forse si sarebbe imbarcato su un razzo di Musk e si sarebbe lanciato su marte.
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Infatti è una perfetta “autoanalisi”, peccato che Trump non abbia ombra di consapevolezza dei suoi meccanismi psicologici, né alcuna traccia di etica per avere contezza e rimorso delle sue malefatte.
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Hai detto bene. Il narcisista non è consapevole del suo comportamento patologico. Si gasa sempre di più se ha un parterre di baciapile. Sono persone molto pericolose. Comunque insisto nel dire che l’egoriferito zucca gialla, non ha avuto un’infanzia infelice e affamante. Il padre colpevolmente gli insegnò come fare soldi imbrogliando e pagò sempre i suoi fallimenti.
Le precoci prodezze imprenditoriali di D. Trump di Paul Krugman April 24, 2025
C’è sempre la tendenza a pensare che le grandi ricchezze, il più delle volte, siano state guadagnate più o meno onestamente. La prodezza imprenditoriale di DT, si è sviluppata precocemente: anzi, era talmente straordinaria che già in tenerissima età guadagnava 200mila dollari l’anno (ai valori odierni). Per essere precisi, è quello che guadagnava all’età di 3 anni. Arrivato a 8, era già milionario. I soldi venivano da suo padre, che ha passato decenni a evadere le tasse che era legalmente tenuto a pagare sui soldi che regalava ai suoi figli.Il recente servizio-bomba del NYT sulla storia di frodi della famiglia Trump riguarda in realtà due tipologie distinte, ma collegate tra loro, di raggiro.Da un lato, la famiglia praticava frodi fiscali usando una varietà di tecniche di riciclaggio di denaro per evitare di pagare quello che le spettava.
Trump si è dipinto come un imprenditore che si è fatto da solo, guadagnando miliardi di dollari pur essendo partito da umili origini: è sempre stata una menzogna. Ha ereditato oltre 400 milioni di dollari da suo padre: Fred Trump, è sempre andato in soccorso finanziario del figlio ogni volta che i suoi affari sono andati male. Fino a poco tempo fa, la maggior parte degli economisti, anche quelli esperti di tasse, avrebbero detto che l’elusione fiscale di ricchi e grandi aziende, che è legale, rappresenta un grosso problema, ma l’evasione fiscale (nascondere soldi al fisco) meno. Era evidente che alcuni ricchi sfruttavano le scappatoie legali (anche se moralmente discutibili) ma la visione prevalente era che defraudare sic et simpliciter le autorità fiscali, e quindi i cittadini, non fosse una pratica così diffusa nei Paesi avanzati. Un colpo di fortuna enorme arrivò sotto forma dei Panama Papers, un tesoro di dati trafugati da uno studio legale panamense specializzato nell’ aiutare le persone a nascondere la loro ricchezza in paradisi fiscali, e di una fuga di notizie di minore entità dalla banca e società di servizi finanziari Hsbc.
Parte2👇
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Si dice che abbia fatto pace con muschio. Su Marte ♂️ lo spedirei certamente con un razzo infilato, ma sarebbe auspicabile che il razzo non fosse del signor X, visto che sono fallaci.
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Vero purtroppo, e tristemente è comunque quello cui aspirano moltissimi: riuscire ad avere successo e soldi nel tentativo (inutile) di dare un senso ad una vita senza senso.
Però non vorrei che si pensasse che biden o la harris erano meglio. Erano la stessa cosa purtroppo. L’unica cosa che differenzia i dem dai rep è che i repubblicani sono interessati soltanto ai soldi al potere e alla carriera apertamente, mentre i democratici lo sono allo stesso modo ma se ne vergognano e si nascondono sotto una maschera buonista.
trump ha indubbiamente venduto l’anima al diavolo in cambio di soldi successo e potere (un classico alla Faust), mentre biden e la harris l’avevano venduta a un altro diavolo.
Solo all’ultimo l’affarista si accorgerà di aver fatto un pessimo affare.
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Caro Tommaso Merlo grazie!
Grazie per aver letto sapientemente nella mente del platinato americano e di aver riportato fedelmente anche le virgole.
Speriamo che il platinato prenda coraggio e spiattelli urbi et orbi ciò che maldestramente sta occultando.
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E’ del tutto incapace di avere il minimo rimorso. Come lo era B., a cui è accomunato per essere della stessa pasta. Due casi fotocopia di “delinquente naturale”, come quell’onesto giudice ebbe a scrivere su una sentenza dedicata all’uomo di Arcore. Il lungo pelo, anzi la pelliccia, sullo stomaco, gli impedisce la sia pur minima consapevolezza del suo essere immondo. Per lui l’umanità si divide in due parti: coloro che siedono permanentemente a tavola e i tanti che stanno dietro la porta in un’attesa senza fine. Ci vuole un certo talento per diventare lupi, mentre per essere pecore basta… la mitezza naturale. Ma anche la Melona, nel suo piccolo, è… “una figlia della LUPA”!
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No Gae, B. non era della stessa pasta.
Assolutamente No.
E non perché da morto vada rivalutato. Ma perché B. era molto più empatico, intelligente e competente di dinamiche economico/sociali.
Mi rendo conto che però parlare del Cialtrone Geniale (come lo chiamavo io) in qualche riga è impossibile. Alcuni personaggi della Storia politica di questo Paese vanno analizzati nei dettagli.
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Statistiche sulle diserzioni in Ucraina:
Gente inferocita ha assaltato un centro di ‘reclutamento’ per riprendersi i propri cari rapiti dai nazi servi di Zelensky:
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……
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Parte 2a. I Trump, iniziando da Fred il padre attraverso le generazioni, hanno turlupinato il sistema fiscale americano. Inizia tutto nel lontano 1962, con Kennedy alla Casa Bianca ed il suo futuro successore in una Prep School. Donald ha 16 anni e qualche mese. Il 1 giugno di quell’anno il Patriarca Fred prese un lotto di terra nel Queens e lo trasferì ad una società di nuova creazione. Lui sarebbe stato il presidente, i figli i proprietari. Anche quello di 16 anni, che grazie ad un palazzo di 52 piani prontamente realizzato si trovò, uscendo dall’università, a esser già milionario.Seconda mossa: 1992 la società che comprava tutto: “All County Building Supply and Maintenance”, e come suggerisce il nome logorroico si occupa di forniture per palazzi. I palazzi sono quelli dei Trump, le forniture tutto ciò che può servire a un condominio: dagli scaldabagni agli ascensori ai detersivi per pulire le scale. Tutto acquisito e fornito dai Trump ai Trump. Il problema è che “la All County servì ad aspirare milioni di dollari dai beni di Fred Trump per trasportarli nelle tasche dei proprietari della azienda, i figli” (malversazioni): si dichiaravano come comprati dalla All County materiali “già acquistati dai suoi dipendenti” per rendere quelle cifre “donazioni di fatto non soggette a tassazione”. E, come se non bastasse, “Fred Trump a questo punto usava le fatture dell’azienda per giustificare l’aumento degli affitti agli inquilini”.A babbo morto. Nel frattempo Trump, forte di un patrimonio non esattamente messo insieme da lui (a differenza dello story telling imposto durante la campagna elettorale), si mette in affari. Ma le cose non gli vanno benissimo, anzi “con la fine degli anni ’80 del secolo scorso le sue imprese, schiacciate dai debiti, iniziarono a registrare grosse perdite”. Prosegue la storia che “nel 1990 Trump figlio tentò di far modificare il testamento del padre in uno modo tale che Fred, allarmato e indignato, ebbe di che temere che alla fine il suo impero sarebbe servito per scoprire le perdite degli affari del figlio”.
Il padre, passò a miglior vita nel 1999. Nel frattempo aveva passato ai figli, ma in particolare a Donald una pioggia di minidonazioni travestite da regalini: 10.000 euro a Natale, i soldi per la macchina (non certo una Fiat Topolino), stipendi dei dipendenti delle sue ditte pagate dalle sue, soldi per l’affitto degli uffici, soldi per curarne la ristrutturazione. Soldi persino per fare la Trump Tower, spacciata nella vulgata trumpiana come esempio del successo di un uomo pronto a puntare al cielo. Nel frattempo, i figli senza le fanfare, annunciano sottotono che lo hanno liquidato, spartendosene le spoglie nemmeno si trattasse del lascito di un lontano Zio d’America. A Donald tocca una bella fetta: 177 milioni di dollari, dato che aggiornato tenendo conto dell’inflazione oggi sarebbe di 237 milioni…Ma qui il caso è diverso, perché il vero lascito era già stato effettuato sette anni prima, il 22 novembre del 1997, quando Fred era vivo e vegeto, anche se ormai vicino all’ultimo giorno. Traferì il grosso degli averi agli eredi, e per farlo dovette quantificarne l’entità. Padre e figli pare abbiano scelto le vie spicce: “minore il valore, minori le tasse sulla donazione. I Trump evitarono centinaia di milioni in tasse presentando dichiarazioni che di fatto sminuivano il valore delle loro proprietà, valutate 41,4 milioni. Salvo poi rivenderle nel decennio successivo a 16 volte tanto”. A conti fatti, quanto pagato al fisco sarebbe solo un decimo del dovuto.
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Non l’avevo letto, mi capita di leggerlo ora visto che i pezzi di oggi non ci sono (ancora?).
Bello, e vedo apprezzato.
Ma al solito, è un guardare al dito e non alla luna.
Mi piacerebbe lo stesso pezzo per Biden o Harris; o per Clinton, Obama, e per gli ultimi 10 potus, tutti diversi ma tutti accomunati da un’unica caratteristica: essere miliardari.
E’ il fallimento della democrazia, questo è; era, è stata il miglior sistema di governo per un secolo (e ce la siamo goduta, noi tutti), ora è marcita e sta diventando putrescente.
Per vincere le lezioni, in America ma anche in tutti i paesi democratici (e persino nel mio paese di 3000 abitanti, lo so per conoscenza diretta) servono soldi; tanti, tantissimi soldi, sempre di più (la concorrenza è sempre maggiore, coi foraggiamenti da ambo le parti).
E allora, il tempo di organizzarsi, e arrivano, quelli coi soldi: a far vincere un inetto al loro comando, e poi a decidere le politiche direttamente in prima persona; deep state, lobby delle armi, sistema economico-finanziario-militare, chiamateli come volete.
Fatto sta che si impossessano del potere, in prima persona o dietro le quinte, e lo dirigono.
Poi si arriva addirittura agli eccessi eclatanti, il potere degli USA in mano ai sionisti, che fanno esattamente quello che vogliono mettendo la guida del paese più importante del mondo nelle mani di un paese si per sé insignificante.
Ecco, poi lo stesso pezzo lo vorrei anche per Putin, o Modi, o Xi; per i leader delle non-democrazie, delle autarchie, delle democrazie imperfette, che ci fanno tanto schifo. Chissà cosa verrebbe fuori. Cinismo, pragmatismo estremo, egocentrismo, vanità? Probabile, forse sicuro. Ma di sicuro la storia loro la conoscono; e non si circondano di yesman incompetenti, con livelli di carriera direttamente proporzionali alla saliva utilizzata.
Vedremo; il sistema “comunista” è crollato di colpo, e nessuno di quelli della mia età l’avrebbe mai immaginato, anzi man mano che uscivano dall’orbita sovietica i primi paesi, si scommetteva che mai sarebbe toccato alla Bulgaria, all’Albania, alla Romania.
Ora siamo nelle mani di VDL, Kallas, Starmer, Merz, Macron, Meloni: saranno quelle del crollo? O è ancora presto?
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