Ponte sullo Stretto, la Corte dei conti blocca l’appalto: “Chiarire su costi e norme ambientali”
(ansa)

I magistrati non approvano la delibera Cipess e danno al governo venti giorni di tempo per rispondere a una serie di rilievi: invitando a ritirare l’atto in autotutela

(Antonio Fraschilla – repubblica.it) – Corte dei conti rispedisce al mittente la delibera Cipess sul ponte sullo Stretto. Non solo: invita l’organismo interministeriale a ritirarla in autotutela e comunque intima in venti giorni a dare risposte a una serie di rilievi che smontano l’iter messo in piedi dal governo Meloni: un iter accelerato che ha compresso i tempi normale per un’opera pubblica di questa portata grazie al decreto approvato nel 2023 e alle integrazioni normative fatte successivamente.

Innanzitutto, scrivono i magistrati contabili “in via generale, con riferimento alla fase progettuale, si osserva che non risulta in atti il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici” e nemmeno la risposta ai rilievi fatti in sede di approvazione della Via-Vas al ministero dell’Ambiente (la stessa Unione europea ha chiesto chiarimenti in merito). “Alla luce di recenti notizie di stampa si chiedono, inoltre, aggiornamenti in merito all’interlocuzione che sembra avviata, sul punto, con la Commissione europea anche a seguito della informativa relativa all’operazione effettuata in data 11 giugno 2025 dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea”.

Poi sul fronte del costi e della spesa per lo Stato i magistrati chiedono chiarimenti in merito “alla quantificazione degli oneri correlati al complessivo quadro prescrittivo e ai criteri, a detti fini adottati, dando compiuta evidenza di quelli ricadenti nella progettazione definitiva e in quella esecutiva. Analoghi chiarimenti si rendono necessari in relazione alla quantificazione dei costi afferenti alle raccomandazioni formulate dal Comitato scientifico”.

Ma è proprio al spesa prevista dal governo Meloni sul Ponte, e stabilità attraverso un emendamento presentato dalla Lega nella manovra di bilancio 2024, a suscitare dubbi per la Corte dei conti: “In merito alla quantificazione delle diverse voci attestate nel quadro economico complessivo dell’investimento si osserva: 1) In disparte le riserve sulla metodologia adottata, si chiede, in primo luogo, di integrare la documentazione con atti afferenti agli esiti delle interlocuzioni intercorse tra la società Kpmg e la Direzione del Committente, il Contraente generale ed i funzionari del MIT in merito a “fatti e eventi che possano avere un effetto significativo sulla determinazione dei valori oggetto del parere”; 2) perplessità si manifestano, inoltre, in merito al disallineamento tra l’importo asseverato dalla società Kpmg in data 25 luglio 2025 – quantificato in euro 10.481.500.000 – e quello di euro 10.508.820.773 attestato nel quadro economico approvato il 6 agosto 2025. Si chiedono chiarimenti; 3) con riferimento agli oneri per cct non è dato evincere dalla documentazione prodotta quali criteri siano stati applicati per la relativa quantificazione; 4) chiarimenti si rendono necessari in merito ai costi della sicurezza e all’incremento registrato nel 2011 (euro 206.521.286) rispetto a quanto attestato nel progetto preliminare (euro 97.244.007); 5) quanto alle stime di traffico – al piano tariffario di cui allo studio redatto dalla Tplan consulting – poste a fondamento del piano economico si chiedono chiarimenti in ordine alle valutazioni svolte da codesto Comitato in merito alle modalità di scelta della predetta società di consulenza e agli esiti di detto studio anche in relazione agli approfondimenti istruttori svolti in occasione della riunione preparatoria del Cipess”.

Dubbi dei magistrati anche rispetto alla normativa Ue sugli appalti (il vicepresidente della commissione Europea ha già chiesto la documentazione sull’appalto e il contratto con i privati). Scrive la Corte dei conti: “Si chiedono, da ultimo, chiarimenti in merito alle valutazioni svolte da codesto Comitato in relazione al rispetto della direttiva 2014/24/UE, con specifico riferimento all’art. 72, anche alla luce dell’interlocuzione avviata con la Commissione come attestata nella documentazione messa a disposizione della KPMG e trasmessa a questo Ufficio a seguito di richiesta di integrazione documentale”.

I magistrati quindi concludono, rinviano l’approvazione della delibera Cipess, dando 20 giorni di tempo per le risposte e invitando in autotutela a ritirare la delibera: “In forza della quale il tempo intercorrente tra la presente richiesta istruttoria e la risposta dell’amministrazione non può complessivamente essere superiore a 20 giorni. Trascorso detto periodo, la Sezione potrà decidere allo stato degli atti, ferma restando la facoltà di codesta amministrazione di ritirare il provvedimento in sede di autotutela”.

Con questo parere la Corte dei conti intanto blocca l’iter che Salvini aveva annunciato: impossibile senza la delibera Cipess pubblicata in Gazzetta ufficiale avviare anche solo i cantieri preparatori (si rischierebbe il danno erariale). “Ma quello che preoccupa di più – dice il deputato dem Anthony Barbagallo – sono le domande e i rilievi sulla parte dell’iter contrattuale che non ha previsto una nuova gara, con il rischio che non si rispettino le norme europee”. Un piccolo particolare: lo Stato, attraverso la Stretto di Messina, ha già firmato il contratto con i privati che prevede penali per la parte pubblica in caso di mancata realizzazione dell’opera per cause non del contraente.