
(di Carlo Marroni – Il Sole 24 Ore) – I primi sei mesi del 2025 confermano la prospettiva che si è già ben delineata in primavera: l’anno in corso vedrà un ulteriore netto calo della natalità in Italia.
Dai nuovi dati demografici che Istat ha registrato nella sua banca dati emerge che tra gennaio e giugno sono nati 166.051 bambini e bambine: si tratta di un calo di 12.054 unità, quindi -7,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando le nascite erano state 178.555.
Come andrà l’anno in corso? Nel 2024 i nati erano stati 370mila, un dato già in calo dai 379mila del 2023: per il 2025 se proseguirà il trend di calo attuale (in maggio era stato del -7,9%) si arriverà a fine anno attorno ai 342mila, mentre se il secondo semestre fosse identico a quello dell’anno scorso – fatto abbastanza improbabile – il calo si fermerebbe a 357.418 unità. […] sulla popolazione totale, che si assesta a quota 58.916.449 (58.930.778 un anno prima), influiscono altri due fattori: i morti e il saldo migratorio. I decessi nel primo semestre 2025 sono stati 327.271, in lieve crescita dai 321.870 dello stesso periodo 2024.
Gli immigrati dall’estero sono ammontati a 214.000, in linea con l’anno precedente, mentre è calato molto il dato semestrale degli emigrati all’estero: si è scesi da oltre 112mila del 2024 a 67.731 di quest’anno.
Quindi, per tornare alle nascite, c’è un nuovo record negativo, che si registra ogni anno da molti anni, visto che il calo delle nascite è in corso dal 2008, quando erano state oltre 576mila e il tasso di fecondità era di 1,42 figli per donna, mentre ora siano a 1,18.
Questo dato tra l’altro era stato registrato anche nel 1995, anno in cui erano nati 526.064 bambini, che in quel momento rappresentò un minimo storico da 50 anni: allora si parlò dell’apice del “baby-bust”, il periodo di denatalità che ha caratterizzato il ventennio 1976-1995.
Il dato sul tasso di fecondità, secondo gli scenari dell’Istat delineati nelle recenti previsioni demografiche, potrebbe migliorare e arrivare a 1,46 nel 2080 e le nascite risalire sopra 400mila nel 2038.
Ma il problema di fondo è rappresentato dalla “coorte” delle donne in grado di poter avere figli: il previsto aumento dei livelli riproduttivi medi infatti non porta un parallelo aumento delle nascite, in quanto contrastato da un calo progressivo delle donne in età feconda. Per l’Istituto di statistica basta considerare che nel 2024 il numero delle donne in età 15-49 anni ammonta a 11,5 milioni (erano 14,3 milioni nel 1995, anno dello stesso tasso di fecondità di 1,18 del 2024) e che, in base ad uno scenario mediano, questo “contingente” è destinato a contrarsi fino a 9,1 milioni nel 2050 e a 7,6 milioni nel 2080.
D’altra parte, lo scenario più favorevole di una fecondità in rialzo fino a 1,85 figli per donna nel 2080, registrando un intermedio di 1,59 figli per donna nel 2050, restituisce un livello di nascite inferiore alle 500mila unità annue.
L’attesa futura diminuzione della popolazione residente segue quindi l’andamento negativo registrato negli ultimi 10 anni. Lo scenario di previsione “mediano” dell’Istat delinea un ulteriore calo di 478mila individui entro il 2030 (58,5 milioni), con un tasso di variazione medio annuo pari al -1,2‰.
Nel medio termine la diminuzione della popolazione subisce un’accelerazione: da 58,5 milioni a 54,7 milioni tra il 2030 e il 2050 (tasso di variazione medio annuo pari al -3,3‰).
Nel lungo periodo la dinamica demografica prevista ha un impatto ancora maggiore sulla numerosità della popolazione. In base allo scenario mediano, essa scenderebbe nel 2080 a 45,8 milioni, ulteriori 8,8 milioni in meno rispetto al 2050 (-5,4‰ in media annua). In questa ipotesi il calo complessivo dall’anno base dell’esercizio (2024) ammonterebbe a 13,1 milioni di residenti.
Le coppie italiane fanno meno figli di quanti ne vorrebbero perché si scontrano con i mali strutturali della nostra economia e della nostra società. Il micidiale mix fra abuso del precariato e basse retribuzioni (anche per chi ha il “posto fisso”).
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/04/08/crisi-delle-nascite-le-storie-di-chi-ha-rinunciato-a-fare-figli-o-ad-averne-altri-un-secondo-bambino-ci-renderebbe-poveri-nessun-aiuto-dallo-stato/7120367/
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Però è aumentata la fecondità di cani e gatti : è di di circa 7 figli a coppia …per anno .
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Altro che invasione, qua siamo in preda all’evasione: piuttosto che fare figli si preferisce fuggire.
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era ora
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Non essendoci una “razza” italiana non vedo come possa estinguersi. Gli italiani sono gli abitanti dell’Italia e l’Italia continuerà ad essere abitata.
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Ite missa est!
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Questo è uno dei problemi principali; il calo demografico.
Di suo è anche lui un effetto, le cause sono da ricercare altrove e vanno oltre gli aspetti contingenti.
Il precariato, ad esempio, non permette di pianificare la formazione di una famiglia; ma anche chi ha un contratto a tempo indeterminato ha problemi nel farlo.
Con le aziende che chiudono, con la transizione da un sistema industriale, già di suo povero, ad un sistema basato sui servizi, ancora più poveri , le prospettive non sono quelle idonee per far aumentare la natalità.
Per farla semplice: chi è quel neoassunto in FIAT, con contratto a tempo indeterminato (ammesso che ve ne siano, ma è solo un esempio) che si sentirebbe di metter su famiglia?
La radice del problema è che in Italia non c’è capacità di pensare al futuro, come si dice in genere: non si ha una visione ed è un problema trasversale cioè che riguarda tutti e a tutti i livelli.
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Nella teoria economica classica, la “Legge bronzea dei salari” di David Ricardo sostiene che i salari tendono a rimanere a un livello di sussistenza, sufficiente a mantenere i lavoratori e permettere loro di perpetuare la specie, senza significativi aumenti o diminuzioni nel lungo periodo.
Poi con la guerra di secessione americana si è dimostrato che persino la manodopera degli schiavi è più cara della forza lavoro degli immigrati di cui non occorre pagare i costi di riproduzione, di istruzione e di trasporto ma solo poco più del vitto, e che è sempre possibile far morire di fame, anche letteralmente, in caso di recessione.
L’immigrazione, di tutti i livelli, lavoro manuale (braccianti), infermieri, ingegneri, costituisce la riserva di manodopera utile a calmierare le possibili (una volta) richieste contrattuali dei lavoratori mentre si smantellano istruzione e stato sociale.
Quindi la denatalità non è realmente combattuta né dalla destra che a chiacchere difende la famiglia tradizionale e più o meno esplicitamente ripete gli antichi slogan più figli alla Patria (e all’esercito) ma in realtà adotta provvedimenti di segno opposto, né dalla sinistra ZTL che bolla come ideologia patriarcale le politiche pronatalità e, nel nome dell’accoglienza, protegge il lavoro nero degli immigrati dando origine alla lotta tra poveri che favorisce le destre, mentre l’unico modo di favorire l’integrazione e limitare l’immigrazione è assicurare lavoro e paga regolari a cittadini e stranieri (a parità di condizioni nessun datore di lavoro assumerebbe un immigrato).
La trappola della lotta tra i polli di Renzi organizzata dagli oligarchi del capitale internazionale è scattata e nessuna forza politica o sociale nell’ Occidente capitalistico sembra in grado di sovvertire l’andamento, come dimostra il degrado sociale, morale, culturale e finanche fisico degli statunitensi.
Per fortuna così ci estingueremo così come si stanno estinguendo gli Yankees WASP sopraffatti dai latinos. Peccato che gli immigrati siano in genere più fascisti dei locali.
Sic transit gloria mundi.
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Come ho scritto più volte gli eventi passati hanno delle analogie con quelli attuali, ma non sono copia incolla.
Andare ad invocare Ricardo per descrivere gli eventi attuali è una forzatura anche se non del tutto fuori luogo.
L’operaio di fine 800 viveva in condizioni diverse da quello del 1960 cosi come le condizioni di oggi sono ancora più diverse.
Può sembrare paradossale ma le condizioni di un operaio di oggi si avvicinano di più a quelle di un operaio di fine 800 di quanto non lo siano quelle che potrebbero emergere facendo il raffronto con uno del 1960.
La traiettoria descritta è quella di una parabola (con concavità verso il basso); nell’800 c’erano pochi diritti e paghe da fame, poi le cose sono migliorate e dopo il crollo dell’URSS si sta procedendo verso un’involuzione.
Il punto è che tra oggi e la fine dell’800 non è che non sia successo nulla che abbia influenzato il comune sentire, gli aspetti culturali e tutte le altre variabili che influenzano le decisioni compresa quella di mettere al mondo figli.
Personalmente penso che il calo demografico sia una protesta continua e “apparentemente” silenziosa contro una sorta di involuzione nei diritti; che non deve essere vista solo come condizione attuale, ma anche futura.
Oggi e non solo un giovane in cuor suo pensa che le cose nel loro complesso non potranno che peggiorare e se non c’è una visione positiva del futuro a che serve mettere al mondo i figli che del futuro positivo sono la massima espressione?
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@lionheart70
Il riferimento alla teoria economica classica (epoca di transizione tra rentiers e rivoluzione industriale) e all’economia schiavista non volevano servire a delineare la storia economica del mondo moderno e contemporaneo ma a sottolineare quanto oggi, forse con modalità peggiori del passato, le élite economiche sempre più apolidi proseguono sempre più cinicamente (soprattutto dopo la fine dell’ URSS; concordo) il processo di accumulazione di (? ricchezze, potere) con modalità distruttive dei popoli inferiori, delle classi inferiori, dell’ambiente sino a mettere in pericolo il tessuto sociale, culturale ed economico di cui fanno parte o almeno provengono, in termini sia di distruzione delle classi intermedie, sia di denatalità, sia di diminuzione dell’istruzione generale sia anche promovendo un’altra grande guerra “igiene del mondo”, sfoltimento della popolazione e concentrazione di ricchezze virtuali.
L’idea di replicare la Grande guerra si sta trasformando in un tentativo di suicidio indotto dell’ Occidente di cui la denatalità è un effetto in parte voluto/previsto, in parte indesiderato perché chi rinuncia a procreare boicotta il disegno sottraendo servi e carne da cannone.
Rispetto a tutto ciò finora l’unica reazione che abbia consistenza è quella MAGA, peccato che sia la risposta sbagliata e facilmente strumentalizzabile dalle élite, e comunque con un minimo di realizzabilità solo al centro dell’impero a danno dei vassalli, cioè noi.
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ma dove sta il problema , siamo troppi, non abbiamo abbastanza cibo ecc e vogliamo più figli per il pil?Per le pensioni che secondo me sono da rivedere tutte, basterebbe dare le pensioni a chi ne ha bisogno, e ai ricchi du calci ando u culu
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e poi se non c’è più carne giovane in guerra chi ci và? il settantenne con l’AR 70/90 e l’artrite reumatoide? l’ottantenne con l’ARX 160 e il deambulatore? il novantenne con la bara tattica Ariete C2 e la dentiera d’acciaio?
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Cani e gatti da combattimento.Dicono che con una buona scorta di kitcat fanno miracoli, soprattutto se vengono scelti alternativamente , cioè se il nemico manda i gatti noi mandiamo i cani e viceversa . Però, mi raccomando, non utilizzare mai i conigli.
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No, vabbè, spiegami tutti gli “attrezzi siglati”, ché sto già morendo così 😆🤣😂
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Era per Unkle Jam!
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Anail, mi son messo a spulciare il catalogo di Leonardo, non si sa mai con i tempi che corrono, e per esempio ho trovato questo ARX 160 sviluppato e prodotto da Beretta https://it.wikipedia.org/wiki/Beretta_ARX_160
tutto sta a capire se poi il rinculo dei colpi possa far saltare le dentiere o sganciare i cateteri ai baldi nonnetti in guerra
😉
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😆😂🤣😆😂🤣😆😂🤣😆👍🏻
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Il calo della natalità è un problema per l’INPS che ha mal gestito il gettito di ricchezza che la parte sana del paese ha versato, è un problema per le forze armate che hanno bisogno di figli con petti da contrapporre alle pallottole di figli di altre mamme.
L’insicurezza regna sovrana nella maggior parte dei giovani, lo Stato non protegge economicamente le giovani coppie e l’insidia dell’ecatombe nucleare impera.
Possono fare figli solo i ricchi e solo loro avranno la gioia di andare in trincea a difendere i privilegi dei poveri, degli ultimi e di chi non ha nulla da perdere.
Viva la denatalità.
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IO LO DICO DA DECENNI I FIGLI LI FACCIANO I RICCHI, DOVE STA IL PROBELMA I RICCHI E I POLITICI CHE SE VAI A GARDARE NE FANNO POCHINI DI FIGLI LORO
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Come andrà l’anno in corso? Nel 2024 i nati erano stati 370mila, un dato già in calo dai 379mila del 2023: per il 2025 se proseguirà il trend di calo attuale (in maggio era stato del -7,9%) si arriverà a fine anno attorno ai 342mila, mentre se il secondo semestre fosse identico a quello dell’anno scorso – fatto abbastanza improbabile – il calo si fermerebbe a 357.418 unità. […] sulla popolazione totale, che si assesta a quota 58.916.449 (58.930.778 un anno prima), influiscono altri due fattori: i morti e il saldo migratorio. I decessi nel primo semestre 2025 sono stati 327.271, in lieve crescita dai 321.870 dello stesso periodo 2024.
Gli immigrati dall’estero sono ammontati a 214.000, in linea con l’anno precedente, mentre è calato molto il dato semestrale degli emigrati all’estero: si è scesi da oltre 112mila del 2024 a 67.731 di quest’anno.
Quindi, per tornare alle nascite, c’è un nuovo record negativo, che si registra ogni anno da molti anni, visto che il calo delle nascite è in corso dal 2008, quando erano state oltre 576mila e il tasso di fecondità era di 1,42 figli per donna, mentre ora siano a 1,18.
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STRANO, non capisco come mai GIOGGIA non si vanti di questi nuovi record.
Del resto lei stessa ha 1 (UNA) figlia, quindi sta sotto la media.
Curioso, visto il livello di prolificità tipico dei politici italiani con una o più famiglie (Casini, Delrio con 9 figli, Renzi con 3, Grillo con 6, Berlusca con 5 ecc).
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Troppe ore in volo per Giorgia, anche volendo dovrebbe procreare in una toilette 🚽 🚾
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