A Santa Reparata – In un hotel del gruppo Hilton: sguardi diffidenti, in pubblico parlano tra loro in inglese. Uno ammette: “Hard times”

(di Marco Grasso e Mauro Lissia – ilfattoquotidiano.it) – Immaginate un lounge bar al tramonto con un dj e musica chill out. Il sole che si tuffa fra il mare e una delle coste più suggestive della Sardegna. Ragazzi e ragazze, tutti israeliani, che ballano con cocktail mano. Connazionali più maturi in drappelli, tatuati e ben piazzati, che si scambiano pacche fraterne e selfie. Il contesto è un resort 5 stelle con spiaggia privata, tre ristoranti, piscina a sfioro e Spa. E poi massaggi, pilates, hata yoga. Ecco, da questa distanza, Gaza vi sembrerà lontanissima.
Siamo al Mangia’s resort Curio Collections di Santa Teresa di Gallura, hotel del gruppo Hilton. Costo medio 4-500 euro a notte, 200 posti, la metà occupati da un unico gruppo di israeliani. La metà sono single fra i venti e i trent’anni, si conoscono tutti. La località si chiama Santa Reparata, nome perfetto per chi è in cerca di anonimato e cerca un rifugio per rimarginare le ferite di guerra. Chi sono ce lo svela una fonte che lavora nella struttura: “Sono soldati israeliani, purtroppo”. Lo sottolinea due volte: purtroppo. “Sono quelli di cui parlano i giornali. Abbiamo la polizia che sorveglia costantemente l’ingresso. Proteggono loro, ma proteggono anche noi. Alcuni si comportano bene, altri dopo che bevono diventano molesti. Urlano, e insultano, sono arroganti e con segni evidenti di stress. Non sono turisti come tanti. Vanno in gruppo come se fossero in squadra, si guardano le spalle. Ogni sera si vanno a prendere bottiglie da bere a bar chiuso. Un po’ li lasciamo fare, cerchiamo di evitare che la situazione degeneri”.
Accade sotto i nostri occhi. A mezzanotte e mezza, dopo che il pullman che li aveva portati tutti a Santa Teresa li riscarica in albergo, la lobby è piena di vita. Chi scrive è l’unico non israeliano fra israeliani che gozzovigliano. I gruppetti sono diventati un unico gruppone. Si ride, si scherza, si beve. Il bar è chiuso, ma sotto gli occhi vigili e quasi paterni di un uomo più anziano, verrebbe da pensare un ufficiale, le comitive si servono liberamente dal bancone. Sulle prime sono gentili, mi offrono da bere, sebbene a pagare sia l’Hilton: “Come my friend, drink something”.
Si chiama Eron, ci siamo conosciuti per caso a Santa Teresa, dopo che ci ha chiesto da accendere: “Vengo da Israele, questo posto è bellissimo, sai perché? Perché ci si sente davvero liberi. Qui non ti senti giudicato”. Ha il fisico asciutto e le movenze di un militare, ma come altri, diventa sfuggente quando ci si avvicina all’argomento: “Hard times”. È un po’ stupito di ritrovarci proprio in quell’albergo. Gli facciamo notare l’anomalia della sproporzione tra israeliani e autoctoni, lui ridacchia e se ne va. Nel frattempo il clima si è fatto ostile. L’unico fra tutti ad ammettere di far parte dell’esercito è un ragazzo più giovane con cui scambiamo due parole al bancone di un bar. Dice di chiamarsi Reuven e di essere lì solo con un amico: “Voi in Europa parlate di genocidio ma non capite cosa è stato per noi il 7 ottobre”. Non c’è il tempo per un’altra domanda, si offende e se ne va. Lo ritroviamo all’after party con il gruppone, con i commilitoni che lo chiamano con un altro nome. Proviamo a fare un cenno ma il saluto non è ricambiato.
Non indossano kippah o segni religiosi. Quando scendono in paese, le stesse persone che prima si parlavano in ebraico adesso le sentiamo parlare fra loro in inglese. Accade con due donne nella boutique Amare mio, intente a provare vestiti nel camerino. “Non disponiamo di documenti sull’appartenenza di queste persone all’esercito israeliano, – spiega Ismail Fawzi, medico e presidente dell’associazione Amicizia Sardegna Palestina – ma abbiamo elementi significativi: età, corporatura, atteggiamenti, comportamenti, del tutto anomali per turisti ordinari. Sono scortati dalla polizia. Nella nostra esperienza gli israeliani non si muovono così in massa senza basi logistiche, dunque è probabile che esista un qualche accordo con le autorità italiane”.
I negozianti di Santa Teresa sembrano non farci troppo caso. L’emergenza dell’estate gallurese è l’invasione dei cinghiali. C’è da dire che, anche confusi nella folla, non passano proprio inosservati. Un gruppo di ragazze ieri avrebbe preso a male parole una bancarella che esponeva iniziative palestinesi. Incrociamo tre uomini al nostro arrivo in paese. Sulla quarantina, palestrati, accento israeliano, uno di loro porta uno zaino dell’esercito israeliano. Osservano le vetrine di un negozio di corallo in via Maria Teresa, ma si guardano intorno in modo nervoso come se stessero in pattuglia. Quando si abbandonano i convenevoli hanno fretta di andare via.
Nei giorni scorsi la notizia è rimbalzata fra le chat di attivisti Pro Pal ed è stata rilanciata da un quotidiano locale online, Sardegna 24: ci sono comitive di soldati dell’Idf mandati in Gallura a “decomprimere”, cioè a curare lo stress postraumatico della guerra, sindrome di cui soffrono 3770 soldati sui 130 mila impiegati, con 16 suicidi nel solo 2025. “Faccio parte del Pd e ho ricevuto l’invito alla mobilitazione – racconta Anselmo Soro, titolare del bar – a dir la verità mi sembra che ci sia il rischio di fare generalizzazioni”. I manifestanti fino ad ora hanno organizzato alcuni sit-in all’aeroporto di Olbia, dove hanno contestato comitive di turisti israeliani in arrivo da Tel Aviv: “Non ci sta bene che chi commette crimini di guerra venga qui in viaggio premio”, spiega Vittoria Nicoli, portavoce di Lungoni per la Palestina. Tre consiglieri regionali della lista Uniti per Todde – Sebastian Cocco, Valdo Di Nolfo e Giuseppe Frau – hanno chiesto alla Geasar, società che gestisce l’aeroporto di Olbia, di interrompere il collegamento con Tel Aviv, per “questioni di sicurezza” ma anche per non accogliere “attività economiche e turistiche con un governo che sta violando il diritto internazionale e compiendo azioni riconosciute come crimini di guerra”.
Ieri un corteo di protesta si è affacciato davanti al Mangia’s. Gli attivisti hanno raccolto screenshot di chat interne tra dipendenti della struttura e i loro superiori, in cui si invita a negare ai giornalisti che gli ospiti siano militari. Un copione che si verifica puntualmente quando proviamo a fare qualche domanda: “Sono solo turisti e sono un po’ ovunque”, dice un receptionist senza troppa convinzione. Ma la gazzella dei carabinieri davanti all’ingresso? E la vigilanza disposta dal questore di Sassari? La Digos sostiene non si tratti di militari, ma dei dipendenti di una compagnia di telecomunicazioni. La Cellcom, azienda che lavora per l’Idf e delle colonie dei territori occupati, che ha postato le tappe del tour sardo di un viaggio aziendale: cantine Surrau, isole della Maddalena, Phi Beach Club. Ci sono stati anche loro, ma non sono gli stessi che abbiamo incontrato. Ieri, dopo l’articolo pubblicato dal Fatto sul caso Marche, altra meta scelta per viaggi organizzati dell’Idf, la parziale ammissione riportata dall’Ansa, che cita “fonti informate”: “I soldati dell’Idf in Italia sono tutelati perché considerati obiettivi sensibili”. La vera paura, all’Hilton, è che le sparute manifestazioni si trasformino in qualcosa di più serio. Ce lo conferma la nostra fonte: “Speriamo tutti che non succeda”. Il gruppo americano è già finito al centro delle proteste dei movimenti Pro Pal. Ieri il Fatto ha provato a chiedere una risposta ufficiale, senza ottenerla.
Si ritemprano per poi tornare a fare il lavoro sporco a Merz .
"Mi piace"Piace a 2 people
“Voi in Europa parlate di genocidio ma non capite cosa è stato per noi il 7 ottobre”
Ascu’, ma ti pozzu toccai?
.. Ma bacca*ai!!! 🤬🤬🤬
Ps Magari siete quei poverini che si devono riprendere dallo stress di aver spappolato Hind con 350 pallottole…
"Mi piace"Piace a 6 people
Uccidere stanca. l’Italia una retrovia per i sicari comandati da un criminale di Guerra. Strano che Tajani non abbia regalato anche a loro un libretto della Pimpa.
"Mi piace"Piace a 3 people
hanno la splendida spiaggia di Heilat a pochi metri ,perché svagarsi in Sardegna o nelle Marche a spese nostre? Sarà così che risolleviamo la bassa stagione ?
"Mi piace""Mi piace"
Speriamo non salti fuori qualche versetto della bibbia da cui si deduce che gli avevano promesso anche la Sardegna…….
"Mi piace"Piace a 6 people
😱
"Mi piace"Piace a 1 persona
https://postimg.cc/wtB6Jz2M
"Mi piace"Piace a 5 people
👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻🤬
"Mi piace"Piace a 1 persona
Il 16 dicembre 1982, l’ONU condannò il massacro, definendolo “un atto di genocidio” (risoluzione 37/123, sezione D).
"Mi piace"Piace a 3 people
Invece stasera la nazionale italiana ci gioca la partita🤮🤮🤮🤮… tutt’altro isolamento rispetto ai pericolosi gatti russi!!! 🐈🇷🇺
"Mi piace"Piace a 3 people
🤮
"Mi piace""Mi piace"
Alessandro Di Battista
20 ore fa
Meloni e Tajani da un lato si vantano di aver accolto tanti bambini palestinesi, dall’altro consentono ai soldati israeliani, i terroristi in divisa che hanno reso orfani gli stessi bambini, di venire in vacanza in Italia (scortati dalla Digos) per superare lo stress della guerra. È tutto ripugnante. Leggete qui 👉 https://alessandrodibattista.substack… e iscrivetevi al mio canale Substack
"Mi piace"Piace a 2 people
Dopo Almasri in gita premio per svagarsi da stupri e mattanza di bimbi e adulti profughi, con tanto di volo di Stato per il rientro in Patria, l’Italia è divenuta ufficialmente il centro turistico d’eccellenza per gli stragisti e le criminali della peggior specie. Vacanze Italiane con tanto di Vespa pro-capite per le gite rigeneranti….si capisce che sparare in testa ai bambini, devastare case e bombardare le tendopoli siano attività che ledono l’equilibrio psicologico dei moderni conquistadores, vuoi non accoglierli, ritemprarli, fargli mangiare una buona cacio e pepe, sostenerli con ausilio psicologico e con motivatori, organizzargli qualche giornata in Spa con massaggi e saune ritempranti, organizzargli concertini per allietarli? Ma un dubbio solo mi attanaglia….ma non era mica in Sardegna che si addestravano storicamente militari, miliziani, appartenenti a gladio? Non era mica in Sardegna che si costruivano villaggi per i “giochi di guerra” per personale dei servizi, militari etc e utili zone franche dí addestramento tattico-militare? 30.000 ettari di zone franche. E giacché forniamo armamenti importanti a Israele, piuttosto che pensare a vacanze premio, mi farei qualche domandina in più. Ma le mie sono solo domande di una Komplottara. Notizia di qualche giorno fa: atterrati caccia israeliani a Sigonella per trasporto merci e rifornimenti carburante
"Mi piace"Piace a 4 people
E il G8 del 2009 all’Aquila, che in origine doveva essere alla Maddalena?
Ormai è chiaro: bisogna denazificare la Sardegna.
"Mi piace""Mi piace"
https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/no-di-meloni-all-invio-di-truppe-ucraini-addestrati-in-italia/ar-AA1LTppC
La servitù militare della Sardegna è un fatto, con una lunga storia controversa legata a sperimentazioni, inquinamento, limitazione della libertà e dei diritti dei sardi.
Ciao Jonnu Diu, anche oggi hai detto la tua ed https://youtube.com/shorts/X_uD51PsDko?si=wBpeKUM6PRJa5V0C
Tutto questo affannarsi a fare il prezzemolino, con zero contributi ma solo sterili insulti o ironia spicciola, risparmiatelo: ti fa male alla salute!
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie per l’interessamento, ma non accetto consigli dai complottisti: niente di personale, sia chiaro, è una semplice questione igienica.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ahahah
Dove eri JD?
Stavi per caso a fare da agente consolante ai soldati israeliani stressati giunti qui in vacanza?
"Mi piace"Piace a 1 persona
@ Circo Togni: che te ne frega di dove sono e di quello che faccio?
Tu, piuttosto: dici che non hai tempo da perdere col sottoscritto, ma quando non ci sono mi nomini in continuazione: senti la mancanza, che tenero!
"Mi piace""Mi piace"
L’igienista Jonnu bellu che non scrive nemmeno una riga su questa ennesima farsa degli IDF in Sardegna è lo stesso che faceva filippiche su sesso coi minorenni che non è pedofilia. Il mondo al contrario del groupie delle peggio porcate dell’universo mondo e che vorrebbe per l’Italia un destino da meta turistico-militare dei peggiori aguzzini del pianeta. Jonnu bellu Minetti, almeno impara dai tuoi ispiratori….almeno mi auguro ti paghino per fare il groupie di ogni laidezza che ci propinano.
Un tir di Amuchina ti seppellirà
"Mi piace""Mi piace"
Non c’è proprio nulla da scrivere, in quanto questa vicenda è solo una polemica pretestuosa (turisti paganti israeliani: un vero scandalo), a totale uso e consumo degli indignati perenni, che per sfogare la loro quotidiana indignazzzione generano tante visualizzazioni.
La distinzione sulle varie tipologie di sesso con/tra minorenni (che qua c’entra come i cavoli a merenda) non è una “filippica”, ma è semplicemente la legge, della quale sei evidentemente ignorante.
Inoltre, nella tua foga moralizzatrice, sei riuscita a contraddirti nella stessa frase, accusandomi contemporaneamente sia di “fare il groupie” (di chi o di che cosa, non si sa: segreto professionale tra te e il tuo psichiatra) che di non scrivere nemmeno una riga.
Tu sotto un tir ci stai già da un pezzo: ad occhio e croce, da almeno un lustro.
Una prece.
"Mi piace""Mi piace"
Chissà se anche tu avrai la stessa capacità della Micol di monetizzare le tue preghiere, naturalmente sempre da prefica inginocchiata. Soldati IDF = turisti; adulti con minorenni = educatori sessuali con discepoli.
Una groupie dello sfacelo, un deviante senza coalizione….
"Mi piace""Mi piace"
Questi sono i nostri vergognosi sgovernanti super-servi dei zionisti e ameri-cani.
Ci invadono con questi criminali che hanno ammazzato decine di civili e noi dobbiamo dirgli pure benvenuti?
Ma chi caxxo l’ha deciso? FUORI I NOMI. Crosetto? Melona? Taiani???
Tanto per capire i soggetti.
Uno dei soldati israeliani finiti nella Striscia ha parlato di un episodio tra i tanti.
Erano nella Striscia. Nella strada di prima mattina non c’era nessuno se non un piccolo bambino che giocava con la sabbia.
L’ufficiale che era con loro gli corre contro, gli spezza un braccio, una gamba e poi gli salta sulla pancia 3 volte a fila.
Proprio così. Ha ucciso un bambino che giocava per strada.
E poi dice ai soldati atterriti che guardano questo: ‘se lo fa un ufficiale vuol dire che è una cosa lecita!’.
"Mi piace"Piace a 2 people
maledetti assassini ,saprei dove mandarli .
"Mi piace""Mi piace"
In Sardegna!
"Mi piace"Piace a 1 persona