Caso Galvagno: terremoto in Fratelli d’Italia, Manlio Messina lascia il partito. Il deputato: “Valuterò se proseguire il mio mandato parlamentare”. Secco il comunicato: “Un’esperienza intensa che ha rappresentato la mia passione e il mio impegno più autentico verso la politica, a cui ho dedicato gran parte della mia vita”. Il parlamentare catanese abbandona nel giorno dell’audizione del presidente dell’Ars davanti ai probiviri di Fdi

(di Accursio Sabella – repubblica.it) – Manlio Messina lascia Fratelli d’Italia. Lo ha comunicato lo stesso deputato, usando parole molto dure, che sembrano scaturire da uno scenario di grandi tensioni interne al partito, dove il clima è già caldissimo: proprio oggi sono stati ascoltati dai probiviri il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, ai quali la procura di Palermo ha comunicato la chiusura delle indagini a loro carico: nel mirino l’utilizzo di fondi pubblici dell’Ars e dell’assessorato, oltre a quello dell’auto blu, nel caso del presidente dell’Assemblea.
“Comunico – ha detto Messina – la mia decisione di lasciare il partito Fratelli d’Italia e di rassegnare le dimissioni dal gruppo parlamentare. Non aderirò – ha aggiunto – ad altri partiti, né ora né in futuro”. Ma non solo. Messina mette in discussione anche la sua permanenza all’interno del parlamento romano: “Nei prossimi giorni – ha detto infatti – valuterò con senso di responsabilità se proseguire il mio mandato parlamentare, continuando a sostenere il presidente Giorgia Meloni e il suo Governo, oppure se concludere anticipatamente questa esperienza, lasciando anche il ruolo di deputato. Un’esperienza intensa – ha proseguito – che ha rappresentato la mia passione e il mio impegno più autentico verso la politica, a cui ho dedicato gran parte della mia vita”.
Già qualche mese fa non erano mancate le fibrillazioni. Erano i giorni del “caso Auteri”, cioè della vicenda che ha fatto emergere dubbi – e inchieste – su alcuni affidamenti di contributi pubblici, finiti ad associazioni direttamente o indirettamente riconducibili al deputato regionale del Siracusano. Un politico notoriamente vicino a Manlio Messina, che in quei giorni decise di dimettersi dal ruolo di vice capogruppo alla Camera. Un gesto, aveva spiegato Messina, al quale avrebbero dovuto seguire decisioni analoghe di altri colleghi di partito, cosa che però non è mai avvenuta.
Adesso Messina non è più in Fratelli d’Italia. Uno dei più influenti meloniani di Sicilia va via in uno dei giorni più caldi. Quello nel quale è iniziato il “processo politico” ad altri due big di Fdi nell’isola, Galvagno e Amata appunto, indagati per corruzione (e nel caso del presidente dell’Ars anche per peculato) in un’inchiesta che, hanno spiegato i magistrati palermitani nei loro atti di indagine, prende le mosse anche dagli approfondimenti sulla partecipazione della Regione siciliana al Festival di Cannes.
Se FdI piange, il PD non ride: https://www.balarm.it/news/il-pd-senza-pace-in-sicilia-rubino-all-attacco-chi-sono-i-veri-responsabili-delle-divisioni-157430
E mentre loro esplodono, il M5S prosegue nella sua risalita.
Vamos 😉
https://www.quotidiano.net/politica/sondaggi-supermedia-nel-campo-largo-cresce-il-m5s-jufpiwhg
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“«Dobbiamo tracciare la stessa strada che Elly Schlein sta tracciando nelle altre regioni ovvero il campo largo. Ma per riuscirci serve un Pd autorevole e credibile che elimini ogni PREOCCUPAZIONE circa la PROPRIA AFFIDABILITÀ ai NOSTRI ALLEATI».”
Esatto!!!
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rimanendo sempre in trepidissima attesa della “deflagrazione”, in modo democratico ovviamente, del governo di Roma………!!! Che il Cielo ci aiuti…..
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