L’Italia perderà miliardi di euro a causa dei dazi di Trump, cui darà miliardi di euro per acquistare le armi americane. Da una parte, gli Stati Uniti impoveriscono l’Italia; dall’altra parte, l’Italia […]

(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – L’Italia perderà miliardi di euro a causa dei dazi di Trump, cui darà miliardi di euro per acquistare le armi americane. Da una parte, gli Stati Uniti impoveriscono l’Italia; dall’altra parte, l’Italia arricchisce gli Stati Uniti. Sotto il profilo sociologico, ciò che sta accadendo all’Italia è interessantissimo giacché rende evidente il comportamento di uno Stato satellite. Come insegna la scuola del sospetto di Marx, Nietzsche e Freud, tutte le comunità umane cercano sempre di apparire migliori di quel che sono. Siccome l’Italia si vergogna di essere dominata da una potenza straniera, ha elaborato una retorica per abbellire la cruda realtà della sua sottomissione. Per anni, la sottomissione è stata abbellita con la retorica secondo cui gli Stati Uniti avevano liberato l’Italia dal fascismo. Questa retorica ha perso vigore con il tempo giacché la morte dei partigiani ha indebolito la memoria storica e il legame emozionale con quegli avvenimenti.
I diciottenni di oggi non sentono di avere un debito di riconoscenza verso l’esercito americano, anche perché gli Stati Uniti hanno devastato la propria immagine compiendo ogni tipo di massacro e appoggiando le dittature più sanguinarie del mondo. Quando i diciottenni italiani guardano la televisione, associano gli Stati Uniti a Gaza mica allo sbarco in Normandia. Tutto questo pone una sfida enorme ai grandi media che devono elaborare una nuova retorica per spiegare che il dominio degli Stati Uniti sull’Italia è cosa buona e giusta. Tuttavia, il giornalismo filo-americano del Corriere della Sera non ha le qualità intellettuali per creare una retorica nuova al passo con i tempi. Quindi distrugge anziché costruire. La retorica della Prima repubblica era una retorica positiva basata su un sentimento costruttivo: amare gli Stati Uniti. La retorica della Repubblica di Mattarella, invece, è una retorica negativa basata su un sentimento distruttivo: odiare la Russia.
Il problema è che gli italiani non odiano affatto la Russia. Al contrario, secondo un’indagine del Censis pubblicata il 6 dicembre 2024, la grande maggioranza degli italiani pensa che la colpa della guerra in Ucraina sia dell’Occidente, in particolare degli Stati Uniti (66,3%). La maggioranza degli italiani pensa che la Russia abbia ragione e la Nato torto. In sintesi, il passaggio dalla retorica dell’amore alla retorica dell’odio non dà i frutti desiderati dalla Casa Bianca. Il che significa che Giorgia Meloni e Guido Crosetto si stanno preparando alla guerra con la Russia senza il consenso degli italiani. Se i diciottenni non possono essere educati ad amare gli Stati Uniti perché sono troppo lontani dal 1945, forse possono essere educati a odiare la Russia. Ecco spiegata la retorica del Quirinale secondo cui la Russia è come la Germania nazista e Putin è come Hitler. L’investimento che la televisione faceva un tempo per insegnare ad amare la Casa Bianca oggi viene fatto per insegnare a odiare la Russia. In Italia, questo progetto fallirà. Gli italiani rimarranno refrattari all’odio per la Russia per due ragioni principali. La prima è che gli italiani, nonostante i fiumi di propaganda, sanno che la Nato è un’organizzazione offensiva assetata di potere che cerca di espandersi il più possibile senza curarsi delle linee rosse di nessuno. La seconda è che nessun italiano vuole morire per la Nato perché gli italiani percepiscono la Nato come una realtà estranea alla loro cultura e al loro modo di pensare. La Nato è un’élite del potere senza alcun radicamento popolare. Per gli italiani, la Nato sono soltanto armi parcheggiate nelle basi americane. Questo spiega quel 66,3% registrato dal Censis.
Molto interessante questa analisi di Orsini. E ritengo possa essere applicata anche ad un altro evidente e attuale fenomeno: la progressiva e inevitabile scomparsa dei testimoni più o meno diretti degli eventi ventennio/guerra/resistenza/ricostruzione/boom economico, ha prodotto una parallela e altrettanto progressiva dissoluzione/deterioramento delle ideologie, perlomeno nelle masse. Oggi l’ elettorato, che un tempo per i partiti era un elemento di solidità, è diventato addirittura liquido, con ampie capacità di evaporazione. Certo, in entrambi i campi esiste uno zoccolo duro, ma si tratta di minoranze che girano nella ruota come criceti, stimolati da capaci pifferai (fassistii!! comunistii!!). Queste categorie minori sono composte da “biiip” di ogni età. Il malloppone grosso dei votanti residuali (alle ultime politica uno su tre è rimasto a casa) è formato da clientele, e a tale categoria fanno riferimento cittadini garantiti nei loro privilegi e i vecchi. Una massa trasversale e fortemente reazionaria, contraria a qualsiasi cambiamento che possa mettere in pericolo questo equilibrio che sta distruggendo inesorabilmente il paese . Infatti i partiti di riferimento votano le stesse identiche cose. Uguali.
Quelli che hanno mangiato la foglia su come funziona la spo.rca faccenda se ne stanno a casa e non vanno a votare. Però, dato che hanno capito, secondo la vulgata sono ignoranti e menefreghisti. Loro. È chiaro? Meglio ripeterlo: chi si astiene sta lanciando il messaggio che ruota per criceto e/o la greppia non fanno per lui, vuole cambiamenti veri, perché è stanco di p. nel c. !!!
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Guarda che Orsini a votare ci va.
E’ difficile elogiarlo e, contemporaneamente, metterlo nell’elenco dei babbei che non hanno capito e non hanno mangiato la foglia. Ma tu riesci pure a fare l’impossibile. Complimentoni!
“Chi si astiene sta lanciando il messaggio che ruota per criceto e/o la greppia non fanno per lui, vuole cambiamenti veri, perché è stanco di p. nel c. !!!“
Eppure, nonostante abbia una buona memoria, proprio non ricordo tue simili “perle di saggezza “durante il Conte1 e 2. Anzi, sembravi abbastanza soddisfatto. Com’è possibile?
Comunque ricordo perfettamente il giorno/fatto in cui, folgorato sulla via di Damasco, “hai capito” e hai fatto indigestione di “foglie”: il “caso Emiliano“. Per chi non lo sapesse: 2 eletti col cdx, che avevano comprato dei voti nei loro paesini di provincia, furono scoperti solo dopo che passarono in maggioranza di csx. Scandalone! Ricordo tue memorabili perle di saggezza tipo: “chi va con lo zoppo impara a zoppicare!”
Dopo sta fesseria/pretesto hai cominciato il tuo perenne predicare contro Conte/M5S. Sempre in pole position nel commentare contro. Pure quando diceva cose che approvavi, tu riuscivi sempre a scovare il male ben nascosto. Che poi son sempre le stesse 2 cose: “ILPIDDììììììì!” e “QUELLOE’RENZIANO!”
Ecco i frutti del “messaggio”:
Dall’espressione che ha, direi che il “messaggio” ha funzionato alla grandissima. Un successone!
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Quella foto di un politico che ringrazia i suoi elettori è l’emblema di quanto in basso si sia arrivati.
Chissà quando se ne vedrà una (a legislazione terminata) di un elettore che ringrazia con cartello e sorriso i suoi rappresentanti.
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“dato che hanno capito“
Scusi buon uomo, ma chi avrebbe certificato che astenuti=quelli che hanno capito?
Il CERN di Ginevra?
Lo Smithsonian Institution del Massachusset?
Caifa il gran sacerdote del tempio presso il Lago di Tiberiade?
Spongebob l’allegra spugna di mare?
I Tokio Hotel?
“secondo la vulgata sono ignoranti e menefreghisti”
Assolutamente falso. A parte Scanzi, dal mainstream alla controinformazione è tutto un giustificare il “cliente” che ha sempre ragione se si lamenta e non vota. La frase più gettonata è: “…perchè non c’è una vera opposizione!”.
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Sai com’è se stai al governo o stai all’opposizione lo stipendio da parlamentare è lo stesso.., il lavoro è simile.. spari una battuta alla settimana e sei a posto.., dicono che per ogni legislatura (se rensis kan non la fa cadere) metti da parte 500k euro.., in due sarebbero 1mln di euro, per un comune mortale circa cinque vite a sgobbare 43 anni l’una. Capito? Il comune mortale vuole un cambiamento e lo vuole perchè ci è già passato, ha già provato, ha votato, non ha votato, ha scioperato, non ha scioperato…, non è cambiato niente..e ora è stufo, non gioca più, si astiene e si sfoga qui su Infosannio.
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Il Paese degli ignoranti. ((CENSIS)Siamo culturalmente preparati al salto d’epoca? La mancanza di conoscenze di base rende i cittadini più disorientati e vulnerabili. Per quanto riguarda il sistema scolastico, non raggiungono i traguardi di apprendimento in italiano: il 24,5% degli alunni al termine delle primarie, il 39,9% al termine delle medie, il 43,5% al termine delle superiori (negli istituti professionali il dato sale vertiginosamente all’80,0%). In matematica: il 31,8% alle primarie, il 44,0% alle medie e il 47,5% alle superiori (il picco si registra ancora negli istituti professionali, con l’81,0%). Il 49,7% degli italiani non sa indicare correttamente l’anno della Rivoluzione francese, il 30,3% non sa chi è Giuseppe Mazzini (per il 19,3% è stato un politico della prima Repubblica), per il 32,4% la Cappella Sistina è stata affrescata da Giotto o da Leonardo, per il 6,1% il sommo poeta Dante Alighieri non è l’autore delle cantiche della Divina Commedia. Mentre si discute di egemonia culturale, per molti italiani si pone invece il problema di una cittadinanza culturale ancora di là da venire (del resto, per il 5,8% il «culturista» è una «persona di cultura»). Nel limbo dell’ignoranza possono attecchire stereotipi e pregiudizi: il 20,9% degli italiani asserisce che gli ebrei dominano il mondo tramite la finanza, il 15,3% crede che l’omosessualità sia una malattia, il 13,1% ritiene che l’intelligenza delle persone dipenda dalla loro etnia, per il 9,2% la propensione a delinquere avrebbe una origine genetica (si nasce criminali, insomma), per l’8,3% islam e jihadismo sono la stessa cosa.
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Si ED, c’è anche lo studio sull’ignoranza degli italiani che hai postato tu. Ma io voglio riportare lo studio del Censis (di un anno fa) di cui parla il prof. Orsini. Con due piccoli commenti: 1 Gli Italiani tanto disprezzati dai frequentatori di Info sembrano pensarla come loro. 2 Non c’è scritto da nessuna parte che gli italiani amano la Russia 👇
Oggi è molto difficile salire nella scala sociale: 85,5%
Ormai i politici pensano più a se stessi che ai cittadini: 84,4%
Se non cambia, l’Unione europea è destinata a sfasciarsi: 71,4%
Partecipare a manifestazioni di piazza e cortei di protesta non serve a niente: 55,7%
I Paesi occidentali pretendono di imporre agli altri il proprio modello economico (libero mercato) e politico (democrazie liberali): 70,8%
Le democrazie occidentali non funzionano più: 68,5%
I Paesi occidentali (Usa in testa) sono i principali responsabili delle guerre in corso in Ucraina e in Medio Oriente: 66,3%
I Paesi occidentali sono destinati a soccombere economicamente e politicamente dinanzi all’ascesa di Paesi come Cina e India: 51,1%
Bisogna aumentare le spese militari fino al 2% del Pil: 31,6%
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Se il 70% degli italiani pensa che i paesi occidentali, democratici, pretendano di imporre il proprio modello, significa che quel modello non è sentito come una scelta virtuosa, la migliore possibile da offrire/esportare ad altri , e che altri modelli non sono il male assoluto….sono diversi, migliori, peggiori o pessimi, tutto da valutare! Il modello imposto e’ considerato discutibile, altrimenti non ci sarebbe bisogno di alcuna imposizione, e questo implica diffidenza, critica! Certamente non significa automatico amore per la Russia, ma neppure odio….e quel valore del 70,8 % è un dato interessante, perché mette in dubbio l’ idea di suprematismo culturale, politico e di civiltà tipica occidentale .
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“Certamente non significa automatico amore per la Russia, ma neppure odio…”. Cara Alessandra, NON È STATA FATTA nessuna domanda diretta agli italiani, tipo: che sentimenti hai nei confronti della Russia? Dire quindi che gli italiani “non odiano affatto la Russia” è FUORVIANTE, ulteriore segno della manipolazione della realtà per fini propagandistici, che diventano interessi personali, del prof. Orsini.
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No Alessandra, non è vero quello che dici. Se il 70% degli Italiani pensa che i paesi occidentali pretendono di imporre il proprio modello non significa assolutamente che il modello non è sentito come una scelta virtuosa ecc. ecc. Significa semplicemente che non dovremmo imporre il nostro modello agli altri, anche se fosse il migliore.
Questo lascia intendere tra l’altro che dal tuo punto di vista se ritenessimo invece che il nostro modello è il migliore allora saremmo giustificati nel volerlo imporre.
Che gli italiani non odino la Russia lo sappiamo già e non è quindi vero che agli italiani viene insegnato ad odiare la Russia.
Gli Italiani per la verità non odiano nemmeno l’Iran, la Corea del Nord ecc.
Se uno facesse un sondaggio per sapere quanti italiani odiano la Corea Del Nord probabilmente sarebbero pochissimi. Forse sarebbero molti di più quelli che odiano Israele.
Quindi? Stabilito chi non dobbiamo odiare i russi che si fa? Diamo a Putin ciò che vuole? Anche no, grazie.
Tu dirai sì assolutamente, magari anche qualcosa in più a titolo di rimborso per il disturbo.
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Finché c’è ignoranza c’è speranza…..su questo contano la classe dirigente politica nazionale ed europea, i media, le propagande (ognuno ha la sua perché è il mezzo più potente di convinzione e persuasione…), i professionisti di narrazione, ecc…i cittadini sono volutamente indotti all’ ignoranza, perché cittadini disorientati e vulnerabili sono più facilmente manipolabili! Ma non è da ora, è stato un processo progressivo e programmato parallelo alla dissoluzione/deteriotamento delle ideologie con riferimento ai partiti di massa che svolgevano anche una funzione pedagogica/educativa, della fede con riferimento alla chiesa cattolica con funzione di aggregazione, socializzazione ed educazione, ovviamente secondo i suoi principi, della figura degli intellettuali aperti alle masse cioè a trasferire loro strumenti di conoscenza e pensiero critico, e non autoreferenziali a servizio di politicanti, media, propaganda come ora, tanto da perdere la valenza di intellettuale….In questo deserto di conoscenza e soprattutto di propensione alla conoscenza anche solo per curiosità se non come strumento di consapevolezza, certamente relativa e parziale, ma pur sempre strumento, si è imposto il dominio della tecnica/tecnologia come se smanettare sullo smartphone equivalesse a leggere un libro…..la lettura, la comprensione di un testo, la riflessione su parole, linguaggio, contenuti sono, almeno per me, mezzi di comprensione della realtà, complessa, la chiave critica di comprensione, mentre la capacità tecnica è uso di altro mezzo tecnico/tecnologico , dove poi alla fine non è ben chiaro chi usi chi e se non sia il mezzo ad usarti…..Ma sono decenni di processo involutivo e non è avvenuto per caso, anzi è stato scientificamente programmato perché vulnerabilità significa ricattabilita’ ed accettazione!
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Non si capisce il nesso con l’articolo di Orsini! Il CENSIS? Gli italiano non amano gli USA e non odiano la Russia perché sono ignoranti?! Ti sei svegliato male?
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Il restante 33,7% è sicuro di essere esentato dall’ andare al fronte .
Battute a parte mi piacerebbe sapere dal prof perché negli altri paesi europei il sentimento antibellico e antiNato non è così forte come da noi .
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Perché sono meno ignoranti.
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Ma infatti.
Leggono tutti Severgnini e Molinari.
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Perche’ non hanno avuto il piu’ forte partito comunista occidentale.
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La differenza la fa il PD. Infatti i favorevoli al riarmo (FDI, FI, Calenda, Renzi e Bonino) non superano il 45%. Quindi il 55% sarebbe contrario. Però nel 55% c’è il PD. Che è il PD. Cioè un mistero totale che spazia da Picierno a Strada occupando tutte le posizioni intermedie.
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E’ un partito plurale, con tante anime, aperto, multiculturale. C’è chi appoggia la guerra, chi è contro, chi sta un po di qua e un po di la, il realista, il sognatore, il radical-chic. Con questo guazzabuglio è l’unico partito (DC a parte) che è riuscito ad essere quasi sempre al governo e quasi sempre all’opposizione. In entrambi i casi non ha mai ffatto gli interessi degli italiani tutti, solo i suoi.
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A proposito di amore-odio, chiedo solennemente alla redazione di Infosannio di pubblicare l’appello di Julija Navalnaja oggi su Repubblica per impedire al direttore d’orchestra russo Gergiev, a suo dire “complice dei peggiori crimini di Putin”, di dirigere un concerto a Caserta. Concerto promosso dalla Regione Campania di De Luca. Un dibattito su questa questione sarebbe uno spasso unico.
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Mi associo alla richiesta.
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Io proporrei un altro tipo di dibattito:
Loguasto:
ED:
Rotncul:
Il ministero della TRINITA’ TR0llante.
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“Mistero” è più giusto di “Ministero”. Io rilancio con un gossip estivo: Sparvy e De Luca. È amore vero o solo sesso? Il dibattito è aperto.
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Ecco qui, puntuale come un bombardamento di Putin sui civili, l’avvoltoio complottista insinua che ci sia un gomblotto di alias che tramano contro i radiosi destini del Macellaio Russo . Ma fatti una camomilla !!!
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Vedo gia’ Sparvy in preda a raptus omoerotico in divisa da capostazione. In sottofondo l’ “Ouverture 1812” di Ciaikowsky, quella con i colpi di cannone, niente di piu’ eccitante per un finto pacifista.
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X ED:
Ti basta?
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Desideri inconsci insoddisfatti, ti piacerebbe tanta potenza , vero ? E invece…Come Putin ha bisogno dei soldatini nordcoreani, a te manca la pillolina blu…
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