Il leader della Lega contro gli operai difende gli effetti del decreto Sicurezza. Fumata nera tra metalmeccanici e imprese: il contratto non si sblocca

La protesta dei metalmeccanici sulla tangenziale di Bologna venerdì 20 giugno

(di Giuseppe Colombo – repubblica.it) – ROMA – Parola d’ordine: fermezza. Contro la protesta dei metalmeccanici. E a difesa del decreto Sicurezza. Nel day after dello sciopero delle tute blu, culminato con l’invasione della tangenziale di Bologna, è Matteo Salvini a farsi portavoce della linea dura. “Ognuno può scioperare, manifestare, presidiare, fare cortei, ma se blocchi la tangenziale, la ferrovia, una strada, un ospedale o una fabbrica commetti un reato”, dice il vicepremier leghista a margine di un’iniziativa di partito a Roma proprio sul provvedimento che ha trasformato l’impedimento alla circolazione su strada da illecito amministrativo a reato.

Il leader del Carroccio respinge le accuse delle opposizioni sulla volontà del governo di limitare il diritto allo sciopero: “È sacrosanto”, ribatte. Ma sul passaggio dei lavoratori sulla tangenziale ribadisce il concetto: “Quando mi blocchi e mi impedisci di andare al lavoro, a scuola, al negozio – sottolinea – fai un torto ad altri lavoratori”. Anche Forza Italia tiene separati i due piani e rivendica l’inasprimento delle norme. Lo fa il responsabile nazionale dei Dipartimenti, Alessandro Cattaneo: “Nessuno vuole ledere il diritto a manifestare, in Italia di scioperi ce ne sono tanti e possono continuare sempre nel rispetto delle regole civili: abbiamo aggiunto norme di buon senso che puniscono chi blocca le tangenziali”.

Più sfumata la posizione di Fratelli d’Italia. Il partito della premier è in linea con gli alleati nel condannare il transito del corteo sulla tangenziale. Il capogruppo del partito alla Camera, Galeazzo Bignami, dice a Repubblica: “Tutti possono scioperare e manifestare, ma va fatto nel rispetto dei diritti altrui: se invadendo la tangenziale si sono lesi i diritti di chi stava andando a lavorare, è chiaro che il diritto di sciopero non può soverchiare quello delle altre persone”. Ma sull’applicazione del decreto Sicurezza, l’esponente di FdI è cauto: “Non conosco direttamente la dinamica, ma mi pare di capire che ci troviamo nel campo della tolleranza, non in quello di un divieto ostativo all’ingresso in tangenziale”.

La postura della maggioranza non piace affatto alle opposizioni. “Reato è lasciare a casa chi lavora, sottopagarlo, precarizzarlo: Salvini pontifica sul diritto di sciopero con il cinismo di chi difende i ricchi e non gli importa nulla degli sfruttati”, dice Marco Grimaldi, vicepresidente di Avs a Montecitorio. “Gli operai che combattono per un contratto giusto non possono essere soggetti a misure penali”, dichiara il leader di Azione, Carlo Calenda, mentre per la senatrice di Italia Viva, Annamaria Furlan, “non si possono mettere sullo stesso piano la violenza e la protesta sindacale”.

Intanto il governo prova a mediare tra imprese e sindacati per sbloccare la trattativa sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Ma la volontà di “agevolare il dialogo” e di “restare accanto alle parti sociali”, espressa dalla titolare del Lavoro, Marina Calderone, non basta.

La riunione al ministero si trasforma in una resa dei conti tra Fiom, Fim e Uilm da una parte e Federmeccanica e Assistal dall’altra. “Le associazioni datoriali hanno ribadito la loro indisponibilità a discutere del rinnovo del contratto nazionale e dei minimi tabellari”, denunciano le tre sigle sindacali. La replica arriva a stretto giro: “Abbiamo colto una novità: la disponibilità del sindacato a discutere di tutto senza nessuna pregiudiziale, se questo sarà confermato Federmeccanica non si sottrarrà al confronto”. Al che i sindacati ribattono: “Prendiamo atto della precisazione dopo che al tavolo era stata dichiarata l’indisponibilità, noi siamo pronti”.