“Conte ha tradito il M5s, si faccia il suo partito”. L’ex ministro del M5s all’attacco di Conte: “È politicamente illegittimo che continui a usare un simbolo che ha stravolto”

(ilfattoquotidiano.it) – “La causa intentata da Beppe Grillo contro Giuseppe Conte? Era scontata, perché Conte non molla il simbolo, nonostante abbia cancellato le regole fondative volute da Grillo ed eliminato la figura del garante nella persona di Beppe, che doveva proprio garantire quelle regole fondative. Credo che Grillo abbia lasciato passare 6 mesi e non avendo ottenuto quello che sperava, sta preparando l’unica possibilità per porre fine a questa sofferenza”. Sono le parole pronunciate nella trasmissione Controinformazione, su Radio Cusano Campus, dall’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che aggiunge: “Quella di Grillo è l’unica strada rimasta per far finire l’agonia di un M5s, che esiste solo come simbolo, ma che è scomparso come regole e valori. Ma non è vero quello che scrivono i giornali, e cioè che quella di Grillo sia un’azione di vendetta. Non c’è nessuna vendetta, è solo un’azione di giustizia su un Movimento che è stato completamente stravolto da Giuseppe Conte e non può continuare a esistere, tanto più nelle mani di chi ha cambiato totalmente i nostri valori, tenendosi però il simbolo e i voti contenuti in quel simbolo”.
L’ex parlamentare e attivista del M5s rincara: “Spero che questa azione legale smuova un po’ le coscienze (ammesso che le abbiano) di chi è dalla parte di Conte. E spero che riconoscano che Grillo non è solo il fondatore, creatore e inventore del M5s assieme a Casaleggio, ma anche il detentore giuridico della titolarià del simbolo, dato a Conte semplicemente in uso. Ma questo utilizzo – spiega – è venuto meno, perché Conte ha tradito i valori del M5s e quindi lo deve restituire al legittimo proprietario. Conte guida un partito con caratteristiche profondamente diverse dal M5s originario. È politicamente illegittimo che continui a usare un simbolo che ha stravolto“.
Poi si sofferma sul celebre slogan pentastellato ‘uno vale uno’: “Conte ha calpestato anche lo straordinario significato di quella frase, che non vuol dire che il cuoco di Voghera vada a fare il ministro della Giustizia o del Bilancio, ma che la persona con meno qualifiche scolastiche, attraverso un’intelligenza collettiva, possa comunque partecipare a costruire un indirizzo politico, perché l’intelligenza popolare anche senza laurea vale tanto quanto l’intelligenza con la laurea. E questo non significa mandare nello spazio uno che non è un astronauta, che è stata invece l’interpretazione molto limitata che ha portato avanti Conte”.
Toninelli preconizza poi il futuro dell’attuale M5s, attaccando reiteratamente il suo leader: “Conte farà una grandissima fatica ad andare avanti, perché creare un partito è un’attività molto complicata. Lui è un ottimo mediatore, ma non è certamente un ottimo decisore. E per creare un partito bisogna essere capaci di fare delle cose pratiche, di prendere decisioni semplici e di assumere scelte veloci, tutte caratteristiche che io penso che Conte stesso abbia capito di non avere. Da ex membro del M5s, spero solo che venga data una degna sepoltura a questa storia, perché oggi non si può andare avanti così. Giuseppe creerà un suo movimento – continua – ormai ha deciso di sposare la politica come carriera, perché cancellando il limite dei due mandati l’ha eliminato anche per se stesso. È giusto quindi che faccia il suo partito. Secondo me, come sta avvenendo abbondantemente già ora, il partito di Conte sarà inghiottito dal Pd. A un elettore più o meno attento è evidente che non ci sia più differenza tra il partito di Conte e il Pd”.
E conclude: “Prima di Conte il M5s e il Pd potevano stare insieme solo col metodo del contratto di governo, ma in assenza di metodologie di questo tipo mi pare scontato l’insuccesso del partito di Conte. Oggi il fallimento del M5s nei numeri è del tutto evidente: dopo 2 anni e mezzo di governo, la Meloni cresce, mentre il partito di Conte cala“.
“..far finire l’agonia di un M5s, che esiste solo come simbolo, ma che è scomparso come regole e valori”
..”Conte guida un partito con caratteristiche profondamente diverse dal M5s originario. È politicamente illegittimo che continui a usare un simbolo che ha stravolto“.
Due passaggi che reputo fondamentali, ma comunque tutto l’articolo rispecchia anche il mio pensiero. Aggiungo solo una cosa: ammesso sia vera la storia di una probabile vertenza intentata da Grillo per il simbolo, credo che al Presidente, anche nel caso la spuntasse, non convenga affrontarla. E mi riferisco unicamente alle lungaggini del caso, ai ricorsi ecc. con diversi appuntamenti elettorali alle porte. Vale la pena?
Il Presidente completi il percorso con grande serenità e abbellisca la sua creatura con una effige nuova e appropriata, chiamandola per quel che è realmente: un partito e non un movimento. E tanti cari auguri di buon proseguimento.
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Aspetta sino a Luglio ci saranno altri articoli…..non ti buttare ora aspetta che aumenta la melma… altrimenti si tocca.
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@net
Non capisco dove sia il problema: il Presidente è tosto, con una ottima reputazione e dotato di invidiabili capacità diplomatiche; ha un buon seguito e riempie le piazze (5 aprile da incorniciare, dico davvero).
Cosa se ne fa di un simbolo che ricorda il passato? Ha le carte in regola per proseguire il suo percorso dritto come un fuso, col suo bel simbolo nuovo nuovo.
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Il simbolo porta una data 2050.. non più beppe grillo.it… mi spiego meglio:Conte vuol portare quei valori (5 stelle) sino al 2050 e quindi non rinnega nulla di quei valori,ma senza Grillo perchè così hanno deciso gli iscritti! é lo stesso logo di quando, l’elevato(?), disse che Draghi era un grillino…ti ho detto tutto!
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Capisco tutto, e comunque stiamo ancora parlando di una ipotesi (magari la voce di un contenzioso è stata fatta uscire per evitare le conseguenze di un suo avverarsi, boh). Però torno a dire: se partono le carte bollate vale la pena? Io credo di no, ma capisco che in ballo c’è qualcosina in più di un marchio registrato.
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In effetti hai ragione c’è molto di più della proprietà un logo e le 5 stelle sono confermate perchè rappresentano: tutela dell’acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività e ambiente.,c’è il prestigio politico e il tentativo di una sissione all’interno che porta solo alla perdita di consenso…(Toninelli,.Morra,Di Maio ecc.ecc)) e anche qualcosa di problemi personali..non dico altro perchè qualcuno nonm è daccordo con me.
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Infine la domanda che mi sono sempre fatto…ma chi c’è dietro a Grillo…per chi sta lavorando e perchè? Più avanti vedremo i risultati.
Risultati già visti con Draghi e prima ancora con Conte 2 e l’incarico provvisorio a Fico da parte di Mattarella… i risultati si son visti o no? Aspettiamo questi ultimi!
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Quasi d’accordo, ma dargliela vinta al fondatore per gonfiare ancora di più il suo ego, anche no.
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Ma per favore, stronzate gigantesche. Il M5S e il logo è degli iscritti che ancora lo seguono e votano, a prescindere da chi lo guida. Si ringraziano Casaleggio e Grillo per aver iniziato quest’avventura, ma Beppe sta esagerano e non poco: cosa gliene viene a riprendersi il simbolo? Per pulircisi il sedere?
Toninelli irriconoscibile, quali colpe avrebbe Conte? Lui ha imposto il voto per ogni singola decisione e soprattutto all’inizio è lo stesso Grillo che gli ha chiesto la riforma del Movimento. E ora che l’ha portata a termine non gli sta più bene? Diciamo che Beppe non è mai stato democratico e quando ha potuto ha preso decisioni drastiche facendo prendere ai 5S la direzione che lui voleva fregandosene del pensiero degli iscritti anzi, dicendo di fidarsi. E per molto tempo ci si è fidati ma poi è totalmente impazzito e ora deve farsi da parte. Come dice Conte né lui né Beppe né nessun altro può rivendicare alcunché: il M5S siamo noi.
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Questo è fuori come un balcone!?! Conte ha tradito? Ma stai bene? Chi ha tradito il M5S è stato grillo! draghi è uno di noi e un grillino! Grandissimo deficiente!
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Stellina…. non a caso lo chiamavano Tontinelli già quando era ministro!
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“Stellina (buuhahah)…. non a caso lo chiamavano Tontinelli già quando era ministro!”.
E magari ti inca22avi pure!
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E non c’è più trippa per gatti …. miaoooopo!
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Sei solo capace di prendere ….Tpo gigio!
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E, tra l’altro, mille accuse, ma lui è abbarbicato al “partito di Conte” come una COZZA!!!
Allora perché in attesa della, a suo dire, sicura sentenza, non si toglie dalle 00 di QUESTO tanto deprecato partito?????? Non vomitare Toninelli… VAI!!!!
Cominci a dirigersi, senza por tempo in mezzo, chez il suo caro Grillo che non ha stravolto il Movimento, noooo… l’ha anche tradito e infangato per ragioni personali.
Inoltre dare tutta la “colpa” a Conte è disonesto.
C’è stata Nova. Si è votato.
I pentastellati hanno deciso anche sulla base del comportamento inammissibile di Grillo come garante. Un garante che( pagato profumatamente!!!) usa la sua eccezionale capacità comunicativa per remare SPUDORATAMENTE contro non merita neanche rispetto.
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SE Conte fosse stato disonesto e si fosse fatto un suo partito nel logo avrebbe messo “Giuseppe Conte .it”
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Non credo che lo farebbe mai, al contrario dell’ELEVATO …
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Nei tuoi voli pindarici continui a ribadire che Conte è più grillino di Grillo. Ma come è possibile questa cosa? Chiedo sul serio, perché mi incuriosisce molto (e devo dire che è anche divertente, un bel calembour)
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…fondatore, creatore, inventore, detentore, TRADITORE…
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Uno dei due è un personaggio finto, l’altro è Ned Flanders.
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Amici carissimi, una idea per coinvolgere i veri proprietari del partito del Presidente: lanciare un concorso grafico riservato agli iscritti per simbolo e nome nuovi. Che ne dite?
A me pare buona.
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C’è già… quello di Nova, Cassiopea.
È bellissimo!
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ogni 30 anni tolgono le bare dal cimitero e mettono i resti nell’ossario,
qui ogni 3 mesi riesumano i cadaveri ed invitano il Tonninelli per il “laudatio funebris”
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“Oggi il fallimento del M5s nei numeri è del tutto evidente: dopo 2 anni e mezzo di governo, la Meloni cresce, mentre il partito di Conte cala“.
Tontinelli ha proprio ragione:
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Per motivi diversi, ma sono giunto alla stessa conclusione di Giansenio: un rinnovamento del simbolo non farebbe un soldo di danno (dubito che qualcuno degli elettori che attualmente ripongono la loro fiducia in Conte cambierebbe sponda per una quisquilia come il nome), ma potrebbe recare qualche vantaggio.
Una rinfrescata potrebbe portare nuovo appeal ed erodere qualche consenso, a scapito soprattutto del PD (il cui elettorato in passato si è già dimostrato sensibile a queste operazioni di restyling di facciata, che non spostano una virgola sul piano politico ma che hanno comunque una loro utilità).
Inoltre, avrebbe il pregio di scrollarsi di dosso una volta per sempre tutte le pulci duro-puriste (insieme al loro pessimismo cosmico), che a loro volta potrebbero realizzare il loro sogno tornando a votare per il prossimo prestanome di Grillo: se l’ex “garante” è così desideroso di avere un proprio partito, sarebbe giusto che lo abbia (e sarebbe anche giusto che infine garantisca qualcosa per davvero: candidandosi in prima persona, visto che tiene tanto alle sorti del Paese, invece di delegare sempre qualcun altro, da incolpare quando qualcosa va storto).
Così, chi ha idee di sinistra potrebbe finalmente godere della stessa varietà di scelta di cui da tempo si gode a destra: Partito di Conte per quelli un po’ più svegli, M5S grillino per i più stupidi, e PD per quelli così così. Alleati. Contro le loro controparti (rispettivamente: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia), in un’epica battaglia dall’esito finalmente non scontato.
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“Partito di Conte per quelli un po’ più svegli, M5S grillino per i più stupidi, e PD per quelli così così.”.
Non sia mai che l’imb3cill3 insulti gratuitamente.
SEI UN PAGLIACCIO IRRAGIUNGIBILE!
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Signor Jonny d’accordo su tutto, magari un po’ meno sull’equazione M5S Grillino per i più stupidì…
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Gentile, anche se la mia era una chiara provocazione hai ragione, pertanto riformulo.
Le tre categorie in cui i partiti tendono a dividersi sono le seguenti: quelli che parlano alla testa (M5S contiano e FdI), quelli che parlano alla pancia (eventuale M5S grillino e Lega), e quelli che parlano al portafogli (PD e FI).
Il fatto che ci sia chi scientemente decide di rivolgersi alla fetta di elettorato meno dotata di senso critico è una mera constatazione, che non implica nessun giudizio di merito (trattasi di semplice strategia commerciale, che spesso si è rivelata vincente).
Il succo del mio discorso è che, al momento, la parte sinistra della pancia è rimasta scoperta, e questo sta causando danni a tutto l’organismo (leggi: astensione), pertanto non sarebbe sbagliato provvedere a ricoprirla quanto prima.
La chiave del mio discorso invece, è nella parola “alleati”: se davvero si vuole provare a battere le destre, al momento gli unici che potenzialmente hanno i numeri per farlo sono Conte, Grillo (o chi per lui) e Schlein. Insieme. Coalizzati.
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“Prima di Conte il M5s e il Pd potevano stare insieme solo col metodo del contratto di governo, ma in assenza di metodologie di questo tipo mi pare scontato l’insuccesso del partito di Conte”
Qualcuno gli avrà fatto notare che lui ha governato col PD e ha dovuto tirare fuori “il contratto”.
Praticamente sta dicendo che i cattivi fanno alleanze per governare, mentre i buoni fanno i contratti.
Sta furbata del contratto fu inventata (non da Conte) come alibi da dare in pasto ai duri e puri, tonti o finti tonti, per non dover ammettere che tutta quella retorica sul “mai alleanze con i vecchi partiti” era una presa per i fondelli per raccattare facili consensi che poi, inevitabilmente, sono andati via (- 6 MLN) dopo il primo anno di ALLEANZA di Governo.
E’ una baggianata ipocrita riservare la parola “alleanza” solo alle coalizioni pre elettorali e non al governare con gli odiati vecchi partiti. Da sempre, nei tg e sui giornali, vengono definiti “alleati di Governo” coloro che governano insieme, indipendentemente da come si sono presentati alle elezioni. Ma siccome la parola “alleanza” era diventata sinonimo di “male” nel lessico del “mov. delle origini”, bisognava trovare una foglia di fico che coprisse la bugia del “mai alleanze”, quindi si inventarono: “noi non facciamo alleanze, ma solo contratti”.
Possono girarci intorno quanto vogliono i duri e puri, ma prima (coalizione) o dopo (Governo) sempre di ALLEANZA si tratta.
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Ladis, il governo “a contratto” fu messo in atto solo con la Lega.
Col Pd fu una normale alleanza di governo, quindi Toninelli ha toppato anche in questo.
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confermo anche perchè decisero gli iscritti!
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Si e no. Lo chiamarono “accordo di programma” invece che “contratto”. Forse perchè senza notaio non poteva essere definito “contratto”.
https://www.nextquotidiano.it/programma-del-governo-m5s-pd/
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Per “contratto” si intendeva che ciascuno aveva il suo elenco di proposte, anche completamente divergenti da quelle dell’altro partito. Infatti i famosi “decreti sicurezza”, che tanto rinfacciano a Conte, furono solo una “concessione”(Conte lo specifica sempre, quando qualcuno glieli rimprovera) da contratto, visto che noi (m5s) avevamo già attuato vari altri punti del nostro programma.
Con ACCORDO di governo, invece, si intende, ovviamente l’accordo che doveva esserci tra le parti per attuare una determinata proposta, ma in genere non c’erano grandi contrasti… è molto diverso.
Purtroppo ci furono Renzi… e il Covid. Ma il colpo di grazia furono i 209 miliardi… figurati se li avrebbero mai fatti gestire a Conte, colui che li aveva portati! Rischiavano di essere usati fuori dalle mangiatoie, nel sociale, sanità, scuola, lavoro, rilancio dell’economia…😥😭
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Toninelli ha la memoria molto corta. Bisognerebbe ricordargli le imbarazzanti sparate di Grillo quando era ancora il garante ma faceva il padre padrone dentro il movimento, gli scazzi continui che aveva con il fu Casaleggio , le figure di merd@ che hanno fatto molti miracolati poltronari sconosciuti catapultati a Roma dalla fiducia che avevano riposto in loro 11 milioni di persone ed ora dispersi in diversi consigli di amministrazione, per passare con il democratico azzeramento della base dei meet up, il papà di Ciro che sbraita per il figlio fuori dal tribunale di Tempio, fino ad arrivare alla ciliegina del grillino Draghi, che di fatto ha dato il via all’ascesa di Maria Antonietta. Senza Conte (che considero miglior PdC perlomeno degli ultimi trent’anni ma non un capo politico di uguale spessore) oggi non esisterebbe più un movimento (mai visto così tante volte dato morto il terzo partito in Italia) e la gente come Toninelli piangerebbe davanti all’album delle foto, figurine dei bei tempi che furono e che per chi come lui, non torneranno più.
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La mia opinione sul simbolo 5stelle, da accantonare ( perché espressione di un Movimento troppo diverso da quello di Conte), l’ho espressa mesi fa. Sottolineando che Giuseppe Conte avrebbe tutto da guadagnare. Un nuovo simbolo, un nuovo nome, darebbe linfa tale da poter erodere sul serio il consenso al PD, forse sollecitando al voto anche una parte di astenuti. La penso quindi esattamente come JD ( capita…).
E comunque, con tale andazzo, con tale offerta politica, preferirei sempre votare Conte piuttosto che un M5s grillesco o toninelliano. Quella stagione è finita. E solo un’altra rivoluzione culturale, e umorale ( che Casaleggio e Grillo fecero alla grande) potrà portare aria nuova.
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All’epoca di Nova ho caldeggiato l’adozione di quel simbolo… Cassiopea.
Infatti, uso ancora, e sempre, le 5 stelle e il simbolino delle stelle (sarebbe la via lattea, credo, ma vabbè) insieme⤵️
🌟🌟🌟🌟🌟🌌
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Guardate quanto sono belle quelle 5 stelle disposte nella loro costellazione…
Purtroppo dallo smartphone non riesco ad inviare immagini… (se qualcuno mi desse una dritta… 🙏🏻
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Beh, su questo hai ragione. Un M5S grillesco o toninelliano non potrà più esistere. Non c’è più quella forza propulsiva e Beppe non può certo mettere l’impegno e le risorse che ci ha messo quando era 20 anni più giovane (per poi farsi clamorosamente cacciare). Il problema è che Conte, che io considero un buon diplomatico – anche con sani e cattolicissimi principi – non ha alcuna visone politica. Con la sua lotta per scalare il Movimento in pratica ha portato alla distruzione di tutto. Nessuno ha vinto e tutti sono sconfitti. Il M5 S viaggia sul 9% (ed è inutile stare a guardare quei sondaggi farlocchi che escono, basta pensare che al Sud – ossia l’unico bacino pentastellato, non vota più nessuno, l’astensione è alle stelle). Ma un ipotetico Partito di conte farebbe ancora più ridere, perché ci sarebbero solo i suoi ormai pochi seguaci, e non darebbe nulla di più del solito partitino di sinistra. Insomma, i giochi ormai sono fatti. il quadro è fosco. Conte ha portato avanti una battaglia (legittima) e alla fine abbiamo perso tutti. La talpa politica ha colpito ancora, Chapeau
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Quando lei parla di sondaggi farlocchi intende farlocchi per tutti o solo per i cinque stelle?
Se fosse vero che al sud non vota più nessuno il 9% sarebbe un’esagerazione.
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Per sondaggi farlocchi intendo questo. A mio parere è più probabile che ci sia un più ampio margine di errore nei sondaggi laddove l’astensione è molto alta. Perché molti ‘in dubbio’ alla fine non vanno a votare. Quindi, vedendo i risultati ormai disastrosi dei 5 stelle al nord, è improbabile che la percentuale si alzi di molto, facendo affidamento praticamente solo nel Sud Italia. Qui l’astensione arriva anche al 60%. e così sarà anche nel futuro. Perché Conte (che sicuramente è una persona stimabile) non scalda i cuori. Questo è poco ma sicuro. In questo senso, sì, anche prendere il 9% potrebbe essere un risultato persino alto.
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“Con la sua lotta per scalare il Movimento in pratica ha portato alla distruzione di tutto”
Non ho parole.
Di quale “lotta” e di quale “scalata” parli?
È stato chiamato da Grillo a salvare un movimento dato per morto e l’ha risollevato a terzo partito, sfiorando il 15%, altrimenti ora, sempre che fossimo sopravvissuti, ce la giocheremmo con FI e Lega, se non con AVS!
“La distruzione di tutto” ha altri autori… e sappiamo benissimo i loro nomi.
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“Lotta” nel senso che ha usato le armi a sua disposizione (cavilli giuridici e quant’altro) per fare fuori il suo avversario, ossia Grillo. Per carità, tutte cose legittime. E per altro avvengono in qualsiasi altro partito, e ribadisco ‘partito’. Il problema è che questa strategia contiana non porta a nulla, se non alla fine del Movimento 5 Stelle come forza di rinnovamento.
Arrivo a dire che per dare un senso al Movimento, avrebbero dovuto trovare una quadra Conte e Grillo. Il diplomatico e il barricadero. Ma non l’hanno trovata. Conte ha fatto un po’ d tutto per far fuori il piantagrane Grillo. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: irrilevanza e sconfitte continue e sonore, ad ogni elezione. E inutilità nelle città. A Genova credo che abbiano ottenuto 2 seggi, a Ravenna forse 1. Ma facciamo pure finta di nulla
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Ma di quali “cavilli giuridici è quant’altro” vai cianciando?
Grillo non ha fatto altro che denigrarlo e insultarlo, senza la minima reazione da parte di Conte.
A tutto c’è un limite.
Alle caxxate, a quanto pare, NO.
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Ovviamente un accento in meno, dannata tastiera SwiftKey.
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chi cavilla sul simbolo non è un 5s, nemmeno delle origini. Millanta una superiorità di contenuti ed atteggiamenti che non hanno nessun riscontro né nella storia del movimento, né nella sua quasi dissoluzione, promossa da fondatori che avevano cambiato campo. Non vi sono istanze iniziali che non siano ancora presenti nei programmi e nelle iniziative politiche del m5s. Se la differenza sono i due mandati, è detto tutto su ciò che sarebbe elevato e su ciò che non lo è. Allora diventa possibile anche parlare del tradimento di Conte, senza mai spiegare quale sarebbe, e far finta di nulla su Draghi e Cingolani protagonisti del vero grillismo. Sul rapporto col PD, chi ci ha fatto due governi si inalbera per la Liguria.
Gente così, loro oggi distanti dalle origini, perché orientati non più verso il progresso sociale e vivide del paese, ma verso il conformismo degli agit prop. Stare da soli aspettando le folle, e contribuendo al successo di governi, anche locali, in piena sintonia coi nuovi eroi Draghi e Cingolani.
Facciano il loro movimento, ci spieghino le loro idee elevate, tocca loro.
Senza il vecchio simbolo, però, che non gli appartiene più non solo giuridicamente, ma soprattutto politicamente. Sono sempre stato possibilista sul simbolo, non mi sembrava rilevante. Sbagliavo. Il simbolo va a chi continua, tantissimi dal 2013 e prima, a coinvolgersi nel m5s, non a chi ha cercato di distruggerlo. E che userebbe il simbolo solo per quello, anche oggi. È per cercare di distruggere il m5s che lo vogliono, e per ritagliarsi spazi propri che non hanno voluto sin qui agire. Sempre utili, renzianamente, a frammentare l opposizione, e a perpetuare le agende Draghi di turno.
Il simbolo è comunque problema da avvocati. Il rispetto per Giuseppe Conte e il m5s è dovuto, innanzitutto da loro, veri traditori di quegli ideali.
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Mah… io invece penso che, al netto dei blabblabblà del Toninelli (che è sempre stata una persona che stimavo, anche se ora come ora sarei pure propenso a smettere 😅), l’idea di un cambio di nome e conseguentemente anche grafico, porterebbe un’ cambiamento’innovazione assolutamente positiva. La classica ventata rinfrescante. Di solito ‘ste cose sul piano psicologico delle masse (ma quindi anche del corpo elettorale che vota) funzionano benino, in certe condizioni. Fosse per me il nome e il logo li cambierei a velocità warp. 😊
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Poteva mancare – come se il resto di cupo non bastasse – il ritorno del Beppe-casino?? No di certo! Mi rifiuto di leggere l’articolo (o altro di più urgente e interessante a cui pensare). Dico solo che se il Grillo parlante si fosse ritirato, come aveva promesso (“sono solo un comico, io!”) dopo gli exploit elettorali, oggi il M5S sarebbe ancora alle stelle. E’ stata la perdurante presenza del genovese a condannarlo a ruolo di secondo piano. Il resto sono chiacchiere inutili, anzi dannose. Punto!
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“…perché Conte non molla il simbolo, nonostante abbia cancellato le regole fondative volute da Grillo ed eliminato la figura del garante nella persona di Beppe, che doveva proprio garantire quelle regole fondative…”.
Ma quando Grillo diede il suo assenso all’abolizione della regola che impediva al Mov. di allearsi coi partiti, a lui andava bene?
“Quella di Grillo è l’unica strada rimasta per far finire l’agonia di un M5s, che esiste solo come simbolo, ma che è scomparso come regole e valori”.
Ripeto: è stato giusto abolire la regola che impediva al Mov. di fare alleanze? I valori sono ancora tutti lì, non li ha cancellati nessuno…
“E spero che riconoscano che Grillo non è solo il fondatore, creatore e inventore del M5s assieme a Casaleggio, ma anche il detentore giuridico della titolarià del simbolo, dato a Conte semplicemente in uso”.
Il simbolo non appartiene più a Grillo ma all’Associazione presieduta da Conte, quindi non è più lui il titolare del marchio. E uno che è ancora nel M5S, questo, dovrebbe saperlo…
“Poi si sofferma sul celebre slogan pentastellato ‘uno vale uno’: “Conte ha calpestato anche lo straordinario significato di quella frase, che non vuol dire che il cuoco di Voghera vada a fare il ministro della Giustizia o del Bilancio, ma che la persona con meno qualifiche scolastiche, attraverso un’intelligenza collettiva, possa comunque partecipare a costruire un indirizzo politico”.
E’ ancora così. Chiunque può entrare nel Movimento, a patto che frequenti una scuola di formazione se vuole fare il parlamentare o il ministro.
“Conte farà una grandissima fatica ad andare avanti, perché creare un partito è un’attività molto complicata. Lui è un ottimo mediatore, ma non è certamente un ottimo decisore“.
Ammesso che Grillo riesca a riprendersi il simbolo, Conte non avrebbe alcun problema a farsi un suo partito. Ha ormai esperienza e insieme ai parlamentari navigati creerebbe in breve tempo un nuovo Movimento. Tra l’altro, credo che un nuovo partito gli porterebbe nuovo elettorato.
“Giuseppe ormai ha deciso di sposare la politica come carriera, perché cancellando il limite dei due mandati l’ha eliminato anche per se stesso“.
Conte è un professore universitario, quindi non ha alcun bisogno di far carriera politica.
“A un elettore più o meno attento è evidente che non ci sia più differenza tra il partito di Conte e il Pd”.
Eh già, infatti sulle armi, sull’immigrazione, sulla cittadinanza, sulla transizione green e sulla Giustizia la pensano alla stessa maniera. Sul tema del lavoro è il PD che ha inseguito il M5S.
“Prima di Conte il M5s e il Pd potevano stare insieme solo col metodo del contratto di governo, ma in assenza di metodologie di questo tipo mi pare scontato l’insuccesso del partito di Conte”.
Gli sfugge che gli iscritti hanno sancito che il M5S farà alleanze solo sulla base di un programma chiaro e condiviso. Tradotto: il PD dovrà convergere sulle idee e sulle proposte del M5S, altrimenti ognuno andrà per la sua strada.
“Oggi il fallimento del M5s nei numeri è del tutto evidente: dopo 2 anni e mezzo di governo, la Meloni cresce, mentre il partito di Conte cala“.
Eh sì, è del tutto evidente: https://www.ipsos.com/it-it/sondaggi-politici-pagnoncelli-pd-m5s-ripresa-governo-stabile-variazioni-gradimento-leader
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/04/23/sondaggi-fdi-fi-lega-centrosinistra-m5s-giorgia-meloni/7962530/
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Dopo avere letto le rispettabili e legittime opinioni dei cari amici del blog mi sento in dovere di fare alcune precisazioni: il “contratto” con la lega (post voto) venne stipulato dopo il rifiuto del pd di formare un governo col Movimento (PD secondo alle elezioni, lega terza forza); quando cadde il Conte 1, nonostante la lega navigasse ben oltre il 30% (veniva data anche al 34/36% dopo il successo alle europee 2019), il pd manifestava ancora una iniziale riluttanza ad allearsi col Movimento; il governo Draghi nacque grazie alla spinta di diversi attori, dopo un farlocco “o Conte o elezioni”; la differenza abissale tra un contratto di governo (post voto) e una alleanza (ore elettorale) consiste in questo: un vero movimento conduce la campagna elettorale senza fare sconti a nessuno, e poi, dopo avere messo fieno in cascina, propone il “chi ci sta??”; una alleanza certa costringe il fu movimento a fare campagna elettorale col freno a mano tirato, perché secondo il presidente è meglio non entrare nelle dinamiche interne degli altri partiti (cioè scurdammoce o passato). “Dinamiche interne degli altri partiti” è una definizione tratta dal politichese consolidato per indicare il bordello del correntismo. Basta edulcorare il tutto e il gioco è fatto.
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Il problema di fondo di tutto il tuo discorso è che funziona solo quando sei il primo partito.
Quando non lo sei, l’unico modo per provare a governare ugualmente è sperare nella quota proporzionale che spetta alle coalizioni (e quelle devono per forza essere fatte prima del voto).
Rinunciarci equivale a lottare con una mano legata dietro la schiena, in pratica significa rinunciare in partenza alla possibilità di andare al Governo (ma allora che ti presenti a fare?). E in nome di che cosa? Di un aspetto puramente formale, non certo sostanziale: la campagna elettorale senza fare sconti a nessuno.
Che ti devo dire? Se pensi che il primo problema dell’Italia sia il PD, tieniti la Meloni insieme alla tua purezza.
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Invece il problema di fondo di tutto il tuo discorso (tranquillo, non sei il solo a farlo: è un “male” che affligge praticamente l’ elettorato intero dell’ attuale partito dem presidente) riguarda la rinuncia totale a diventare in primo primo partito, pur avendo sulla carta eccellenti contenuti programmatici e una enorme riserva di voti potenziali (astensionisti). La attuale guida del partito ha prodotto un elettorato votato alla rassegnazione .
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“dem presidente” non è affatto male.
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Toninelli e’ un miserabile tanto quanto Grillo. Hanno sepolto l’M5S appoggiando il Draghi grillino . Ma almeno Grillo ci guadagnava qualcosa . Ma riesce a capire Toninelli che si è votato 2 volte per abolire (democraticamente ) la figura del garante ? La loro arroganza e’ direttamente proporzionale alla loro miseria morale . Chi perde deve sapere perdere. Semplicemente indegni.
Giuseppe Parinisi
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Scrivete sempre le stesse cose, come un disco rotto. Ancora non avete capito che la decisione di fare il governo con Draghi è stata presa perché la parte massiccia dei parlamentari voleva questo? Tutti erano d’accordo, a parte quelli eroici che sono usciti e forse Toninelli che si è sempre professato contrario. TUTTI, anche quelli che adesso hanno la puzza sotto il naso quando si parla di draghi. E per quale motivo lo hanno fatto? Soprattutto per salvare la cadrega. Grillo ha semplicemente preso atto di questa cosa (convinto da Di Maio) e ha dato la direzione al Movimento. Lo stesso Conte più volte ha detto, ripetuto, ribadito che era giusto fare il governo con Draghi. Lo ha ripetuto fino alla nausea. Voi dite che era “obbligato a dirlo”. E va bene, togliamoli anche questa responsabilità al sant’uomo. Non gli fate nemmeno fare una bella figura, trattandolo come un pupazzo in balìa degli eventi. Invece Conte sapeva benissimo quel che diceva, non essendo certo un figurante, ma il presidente in pectore del Movimento 5 Stelle. Però la verità va detta, non potete sempre piegarla alle vostre visioni parziali
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Il via libera al governo Draghi è arrivato dal voto democratico degli iscritti
https://www.ilblogdellestelle.it/2021/02/votazione-su-rousseau-su-governo-draghi-i-risultati.html
Governo, Conte: “Se fossi iscritto a Rousseau voterei sì a Draghi. Io presidente M5s? Non ambisco a incarichi personali e formali”
https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/02/10/governo-conte-se-fossi-iscritto-a-rousseau-voterei-si-a-draghi-io-presidente-m5s-non-ambisco-a-incarichi-personali-e-formali/6097130/
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ricordo tutto. Aprire il link spiega anche perché si tratta di un opinione da uomo delle istituzioni. Non di un opportunista passante. E rispetto ai 5s,non era ancora successo nulla, l aventino dei puri, la scissione dei traditori, le picconate alle norme realizzate. Tutto col beneplacito del fondatore e della sua parte. Incluso il voto degli iscritti. E Conte non era neppure iscritto. Il m5s uscito dal governo Draghi era alnlimite dell estinzione. Se vi lamentate, se fate i distinguo e grazie a Conte e a chi ci ha creduto. E comunque fu Conte a far cadere Draghi.
L ambizione ad essere il primo partito c’è l hanno tutti i partiti. Quelli uniti di più. Grillo ve lo darà il.primo partito, c è tempo, e il voto di tutti quelli che augurano oltre m5s al 9% o meno sarà garantito, come inizio. Io trovo il programma 5s estremamente radicale e progressista. E sarò con Conte finché ci sarà Conte.
la differenza tra contratto e alleanza è legata al contesto in cui ci si muove. Con l alleanza, tipica delle consultazioni locali, l obiettivo è il cambiamento di segno delle amministrazioni, in cui si prova a far entrare propri rappresentanti. Su programmi vicini.
Il contratto è stato adottato per le elezioni politiche, proprio per garantirsi la possibilità di rispettare promesse elettorali e di legiferare su tematiche fondamentali per il riequilibrio delle opportunità sociali e civili, che è il cuore del programma progressista del m5s di sempre. Ha funzionato talmente bene che il mainstream se l è fatta sotto ed ha reagito. Mi sentivo un elettore del PCI di Berlinguer che finalmente aveva visto realizzare il disegno politico di quell uomo unico.
Anche col lavoro di un uomo che gli assomigliava molto. Io, elettore 5s di seconda scelta, ero orglioso di quella scelta. Covid, pnnr, nessuno lasciato indietro. Ancora oggi sono orgoglioso di votare 5s. Chi è più giovane e più 5s di me non può non vedere cosa si sta cercando di distruggere, di nuovo.
5s, Avs e voti dispersi su programmi sovrapponibili, alle disgraziate europee valevano almeno il 20%. Oggi valgono almeno la % attribuita al PD, forse di più. Più della nuova dc in nuce.
Questo è il campo da coltivare, non da avversare.
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