Il fondatore dà l’incarico a uno studio milanese sei mesi dopo l’estromissione

(di Emanuele Buzzi – corriere.it) – Beppe Grillo rompe gli indugi e si prepara alla guerra legale per riappropriarsi del simbolo e del nome del M5S. I Cinque Stelle fanno muro e parlano di «prerogative infondate». La mossa arriva a sei mesi di distanza dal voto degli attivisti stellati, un voto che ha eliminato il ruolo del garante e di fatto messe alle porte Grillo nel Movimento contiano. «Vedere questo simbolo rappresentato da queste persone mi dà un senso di disagio — fu il commento di Grillo all’epoca — Fatevi un altro simbolo. Il Movimento è stramorto, ma l’humus che c’è dentro no».
Ora, il fondatore stellato — dopo aver «congelato» l’idea a lungo — va in contropiede e sfodera le carte (legali). Grillo si affida a due avvocati milanesi: Matteo Gozzi dello studio Danovi e Giulio Enea Vigevani dello studio Melzi d’Eril Vigevani. Vigevani è professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, editorialista del Sole 24Ore, mentre Gozzi insegna diritto processuale civile progredito nello stesso ateneo. Difficile ipotizzare tempi ed evoluzione dell’iter.
La notizia della causa imminente ha provocato la reazione dei vertici M5S. «Siamo assolutamente tranquilli», fanno sapere da Campo marzio. E precisano: «Se e quando dovesse esserci questa nuova iniziativa giudiziaria leggeremo le carte e i nostri avvocati risponderanno a tono». Nel Movimento continuano a pensare che le pretese avanzate sul simbolo siano «infondate».
Secondo Lorenzo Borrè, storico avvocato dei dissidenti pentastellati, la causa «riguarda non tanto questioni di marchi, quanto la titolarità del diritto di utilizzo del nome e del contrassegno del partito, già oggetto di accertamento da parte della Corte d’appello di Genova del 2021, in cui si spiegava che il nome e il simbolo dei pentastellati sono di Grillo». «L’azione legale — spiega all’Adnkronos l’avvocato —, dovrebbe portare all’inibizione dell’uso del nome e del simbolo da parte di Giuseppe Conte e del partito di cui è presidente». Nel merito, aggiunge, «esistono tre diverse, seppur omonime, associazioni, ma proprio la Corte d’appello di Genova, all’esito di un’azione proposta dal curatore originale del simbolo, ha dichiarato che Grillo è l’unico titolare del diritto di utilizzo del contrassegno e del nome Movimento 5 stelle». «Se così non fosse — conclude Borrè —, non si spiegherebbe il contratto di manleva».
E proprio la manleva sarà uno dei nodi cruciali dello scontro. Tra i rumors che circolano in queste ore sulla scelta di Grillo di adire le vie legali peserebbe anche l’incertezza di una futura tutela nei suoi confronti per quello che riguarda i processi ancora pendenti. Voci, supposizioni, nulla più. Ma la mossa del fondatore ha comunque rianimato l’ala movimentista. C’è chi esulta: «Finalmente». E chi si chiede: «Perché soltanto ora?». C’è anche chi si prepara a star al fianco del «fu garante»: «Qualsiasi cosa Beppe abbia bisogno sa che troverà aiuto da molti vecchi amici». L’ipotesi di un sostegno anche economico alla causa non sembra così remota.
“ma l’humus che c’è dentro no”.
A volte tale sostanza potrebbe essere ,come si è dimostrato, nociva al rinascimento del Movimento che ella ha amorevolmente affossato!
ps: come al solito la stampa del sistema…va avanti…il Movimento per loro deve MORIRE!
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Grillo ha compiuto alcuni errori molto gravi; ma stilando un bilancio complessivo del suo operato io vedo anche il fondamentale contributo per introdurre nel dibattito politico idee veramente rivoluzionare, e molte sono state realizzate grazie al lavoro prezioso svolto da perfetti dilettanti, Conte compreso.
Se quella stagione è solo un ricordo, oltre ad essere ritenuta irripetibile (mi imbatto spesso in convinzioni simili) e se, come appare evidentissimo, mette tanta serenità la pacatezza, la correttezza istituzionale e la ferma volontà di uniformarsi espresse dalla nuova dirigenza, oltre allo smantellamento di ogni caratteristica moVimentista, mi chiedo: cosa c’entra il simbolo 5* con un partito (quello di Conte) fatto e finito?
Movimento è chi movimento lo fa (semi cit). I signori del partito di Conte, oltre a campare di rendita (le idee nuove e originali dove sono??), provino ad inventarsi almeno un nuovo simbolo e tentino di camminare con le loro gambe.
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non capisco. Se avesse idee nuove, da sostituire a quelle vecchie dovresti arrabbiarti, perché sarebbe un modo per affossare la vecchia identità del movimento. Non volete conte perché cerca di fare alleanze col PD, ma è stato grillo il primo a volere fortemente l’alleanza col PD. È stato lui a cacciare di maio per tenere buoni i dirigenti del PD; è stato grillo ad impedire a di battista di succedergli perché sapeva che avrebbe fatto in modo da spezzare l’alleanza col PD. Ora vi attaccate a grillo per rompere l’alleanza col PD? Proprio a grillo? È da far ridere i polli.
un po’ di coerenza e pensiero. A nessuno di noi va a genio l’alleanza col PD, ma ce la facciamo scendere, perché la cosa più importante è fare le leggi; non certo votare un partito tanto per votarlo.
ps. Quando mai avete visto conte schiacciarsi sul PD? E prima di dire che, per colpa di conte, il movimento ha perso voti votatelo. Non potete accusare conte di far perdere voti se poi voi stessi contribuite all’erosione del consenso, per via di cosa poi? Per il tema alleanze? Che palle….
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Se Casaleggio fosse ancora vivo si suiciderebbe.
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L’obiettivo degli articoli di Buzzi-De Carolis è provocare una scissione tra movimentisti e statici usando ogni possibile “venticello”.
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Ma Toninellum ancora è inguattato all’ interno del movimento🤔. Perché se è così la prima reazione dovrebbe essere quella di dargli una pedata indardidietro per accompagnarlo all’ uscita
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C’è una petizione che sta girando per far mandare via toninelli dal M5S.. e sarebbe cosa buona e giusta visto che Conte gli fa schifo!
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