L’ex premier israeliano ed ex sindaco di Gerusalemme Ehud Olmert, politico moderato-conservatore di primo piano in Israele, accusa apertamente Netanyahu e il suo governo di commettere crimini di guerra a Gaza.

(glistatigenerali.com) – Firmato dall’ex primo ministro Ehud Olmert e pubblicato su Haaretz, l’editoriale del 27 maggio 2025 rappresenta un atto di accusa durissimo e senza precedenti contro il governo israeliano. Non proviene da un attivista o da una voce marginale, ma da uno dei protagonisti della politica israeliana degli ultimi decenni. Già sindaco di Gerusalemme e leader del Likud, Olmert uscì dal partito insieme ad Ariel Sharon per fondare Kadima, la formazione centrista nata per portare avanti il disimpegno israeliano da Gaza, avviato nel 2005. Olmert è stato alla guida del Paese tra il 2006 e il 2009. La sua parabola politica fu interrotta da gravi guai giudiziari: fu condannato per corruzione e scontò una pena detentiva, diventando il primo ex premier israeliano a finire in carcere. Malgrado ciò, ha continuato a intervenire nel dibattito pubblico e internazionale, difendendo Israele anche durante le fasi più difficili del conflitto con Hamas. Ora, però, afferma: “Enough is enough. Israel is committing war crimes”.
Secondo Olmert, l’operazione “Carri di Gedeone” nella Striscia di Gaza è una guerra senza scopi legittimi: “Questa è ormai una guerra politica privata”, scrive. Accusa il governo Netanyahu di mandare i soldati in missioni senza senso, che colpiscono indiscriminatamente anche i civili, e denuncia il deterioramento dell’esercito, che opera “rashly, incautiously, over-aggressively”. Ma la svolta è recente: “Ciò che facciamo a Gaza ora è una guerra di devastazione: uccisione indiscriminata, illimitata, crudele e criminale di civili”.
Tra le accuse più gravi figura quella di affamare intenzionalmente la popolazione: “Abbiamo negato cibo, medicine e bisogni essenziali come parte di una politica esplicita”. Alcuni esponenti del governo affermano apertamente che “tutti i gazawi sono Hamas” e che non esiste alcun limite morale all’“esterminarli tutti”. Secondo Olmert, Netanyahu sta cercando di oscurare le responsabilità per evitare future incriminazioni penali, ma non ci sono più dubbi: “Israele sta commettendo crimini di guerra”.
La condanna non si limita a Gaza. L’ex premier denuncia anche le violenze quotidiane in Cisgiordania: “I giovani delle colline commettono crimini atroci, mentre la polizia e l’esercito chiudono un occhio”. Denuncia episodi di saccheggi, uccisioni e distruzioni da parte di soldati, a volte pubblicizzati dagli stessi autori.
Anche sul fronte diplomatico la frattura è netta. Olmert racconta di colloqui con leader come Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, che, pur amici di Israele, esprimono orrore per la condotta del governo. “Queste voci cresceranno”, scrive, e prevede misure concrete contro Israele da parte dell’UE e potenzialmente anche processi internazionali.
Infine, la conclusione più lacerante: “Credo che il governo di Israele sia oggi il nemico interno. Nessun nemico esterno ha mai causato tanto danno allo Stato quanto Netanyahu, Ben-Gvir e Smotrich”. Olmert chiama a un’immediata inversione di rotta: “È tempo di fermarsi, prima che Israele venga bandita dalla famiglia delle nazioni”.
Immagine di copertina, Licenza Creative Commons, Ehud Olmert fotografato nel 2006 da Johnatan Klinger, Flickr.
“Ciò che facciamo a Gaza ora è una guerra di devastazione: uccisione indiscriminata, illimitata, crudele e criminale di civili”.
Tra le accuse più gravi figura quella di affamare intenzionalmente la popolazione: “Abbiamo negato cibo, medicine e bisogni essenziali come parte di una politica esplicita”. Alcuni esponenti del governo affermano apertamente che “tutti i gazawi sono Hamas” e che non esiste alcun limite morale all’“esterminarli tutti”. Secondo Olmert, Netanyahu sta cercando di oscurare le responsabilità per evitare future incriminazioni penali, ma non ci sono più dubbi: “Israele sta commettendo crimini di guerra”.
Adesso confrontiamoli con la definizione di genocidio delle Nazioni Unite:
articolo 2 della Convenzione del 1948 per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio.
“Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
a) uccisione di membri del gruppo;
b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro”
E POI ti trovi i Mentana che non vogliono sentire parlare di genocidio, la Segre che lo considera una bestemmia, e Loguasto e simili che riducono il tutto a ”crimini e uccisioni”.
Strano come i TURBO ATLANTISTI di ogni classe siano anche così minimizzatori dell’olocausto palestinese, vero?
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il problema per Mentana è che forse è pagato per mentire spudoratamente, ma chiunque altro lo neghi è solo complice asservito ,in altro modo non mi spiego questo amore per gli ebrei che sono da sempre ( e non dal 7 ottobre) degli aguzzini e sterminatori in una terra che si chiama Palestina e non Israele come si sono autoproclamati inventandosi la fila di Mosè e Dio che gli ordinato di vivere li ,perché in America latina non li volevano .
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Mentana è uno del popolo eletto, anche se in maniera criptica. Teoricamente cattolico, ma stranamente di madre ebraica e sempre vicino a quel mondo (te credo, sennò è difficile fare carriera)
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