“La loro guerra è fertilizzante del terreno degli affari”

(di Antonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – Erri De Luca, sembra che il mondo si sia stancato di scandalizzarsi. I potenti abusano del potere in modo così sfacciato da ritenere esclusa ogni minima dose di vergogna.
La mutazione genetica prosegue: il politico ambisce a governare per accrescere la sua fortuna personale. Quello che un tempo era definito conflitto di interessi tra la funzione pubblica e l’interesse privato oggi è diventata prassi lecita. Un presidente può avvisare i suoi amici di intervenire in borsa conoscendo in anticipo decisioni che influenzano il mercato. Dunque ci siamo, prendiamone atto che alle pubbliche autorità è consentito agire per il tornaconto personale.
L’età trumpiana ha come rotto gli argini e ogni residua forma di etica pubblica è stata divelta. Il predecessore di Trump alla Casa Bianca, Joe Biden, poco prima di andarsene ha firmato la grazia in favore di suo figlio Hunter. Il conflitto di interessi, negli Usa come in Europa, è così legittimato che nessuno ha in mente di perderci tempo. È divenuto tema di assonnati dibattiti giornalistici, roba da amatori e nulla più.
Quando lo scandalo non comporta conseguenze penali o di discredito per le autorità coinvolte, ecco che la notizia si trasforma in pubblicità del comportamento illecito istigando la società a comportarsi di conseguenza. È una mutazione iniziata in Italia con la carica di primo ministro occupata a lungo dall’imprenditore che faceva prosperare le sue reti grazie al suo governo. Conseguenza è che si trasforma il consiglio dei ministri in consiglio di amministrazione di una ditta.
Il presidente degli Stati Uniti infatti accetta in dono dal Qatar un aereo del valore di 400 milioni di dollari. Sarà addobbato con gli stemmi presidenziali e al termine del mandato sarà consegnato al tycoon per le sue trasferte private. Eravamo abituati alle corruttele e agli affari dei dittatori africani, ma qui il limite sembra superato.
C’è l’usanza dei doni di Stato scambiati tra i capi delle Nazioni. Vanno a finire in bacheca e non a disposizione del titolare in carica. Ma la mutazione genetica della politica fa in modo che anche un dono di Stato diventi proprietà privata del titolare di turno.
Al confronto il conflitto di Berlusconi nella piccola Italia appare decisamente minore e straordinaria – rispetto al silenzio di oggi – la mobilitazione civile e politica della nostra società. Lei però non condivide, mi pare.
Lui fu il precursore e l’Italia un laboratorio di trasformazione dello Stato in azienda, con la riduzione del cittadino a cliente. L’opposizione a questa deriva fu delegata alla magistratura, più che all’insorgere di un antagonismo sociale. Effetto fu che le innumerevoli sedi giudiziarie e le condanne non riuscirono a rovesciare il consenso dell’opinione pubblica, che continuò a votare a oltranza per il partito politico dell’imprenditore.
Accettiamo ogni immoralità in nome del bene supremo della pace che solo Trump e la sfilza di autocrati che governano gli Stati più potenti (la Cina, la Russia, l’India formano con gli Usa il quartetto avanzato delle potenze mondiali) sono in grado di decidere. Il negoziatore della possibile pace in Ucraina è il turco Erdogan, che – per dire – ha appena fatto arrestare il capo dell’opposizione al suo regime.
Intendono la guerra un fertilizzante del terreno degli affari. Quando ritengono mature le condizioni per avviarli cercano di normalizzare la piazza, invocando la pace. Ma le guerre hanno una loro forza d’inerzia autodistruttiva che non può essere ridotta a mercatino. Trump con le sue prospettive di proprietà privata scorrazza dalle pretese sulla Groenlandia, al Canale di Panama, alle terre rare dell’Ucraina al turismo d’élite sulla striscia di Gaza. Con lui gli Stati Uniti sperimentano una nuova impotenza su scala mondiale.
E ce credo che persino Trump il “pacifista” (tutto fabbrica e casa, ma col culetto dei bimbi palestinesi, ça va sans dire), dopo la lettura del seguente articolo, scatenerebbe (il condizionale sarà d’obbligo?) l’inferno mondiale, visto l’inesorabile declino egemonico mondiale dell’IMPERO per antonomasia. Intanto non si può che prendere atto del cammino inarrestabile dei Brics. Della serie: ecco la premessa per pacificare veramente il mondo, con dosi massicce di giustizia produttiva, commerciale e redistributiva.
Ma bando alle ciance, si leggano le novità nel sud dell’orbe terracqueo che maturano senza se e senza ma!
CONTINUA IL CAMMINO DEI BRICS
di Mario Lettieri e Paolo Raimondi – 14/05/2025
Il recente summit dei ministri degli Esteri dei Brics – i paesi membri adesso sono 10 – ha mantenuto la sua linea strategica nonostante le minacce e le provocazioni fatte nei primi cento giorni di governo da Donald Trump. Infatti, i temi affrontati a Rio de Janeiro, sono stati la cooperazione multilaterale per la pace e lo sviluppo, la riforma delle istituzioni internazionali per una governance più inclusiva e il ruolo del Sud del mondo nel rafforzamento del multilateralismo. Anche i rappresentanti degli Stati partner (Bielorussia, Bolivia, Cuba, Kazakistan, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda e Uzbekistan) hanno partecipato all’incontro. Il documento finale è stato stilato, ma non presentato congiuntamente per una valutazione differente da parte dei membri africani rispetto alla riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Nel testo si chiede che India e Brasile siano ammessi, lasciando per il momento, l’Africa fuori. Il documento afferma esplicitamente che è inaccettabile ostacolare la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) e chiede il mantenimento dell’organismo di risoluzione delle controversie. Invece in una delle sue tante esternazioni Trump ne ha chiesta l’eliminazione.In ogni caso la risoluzione appoggia pienamente le direttive discusse in precedenza dai ministri delle Finanze e dai governatori delle banche centrali dei Brics per la creazione di sistemi di pagamento indipendenti, compresa la creazione di un sistema di pagamento transfrontaliero e un sistema elettronico di deposito e compensazione (Brics Clear). Si sostiene l’utilizzo più attivo delle valute nazionali negli scambi commerciali. Si ricordi che le monete nazionali rappresentano oltre il 65% degli scambi commerciali tra i paesi Brics, mentre la quota del dollaro si è ridotta a un terzo.Nel mezzo della crescente tensione internazionale per i dazi e per le aggressive politiche commerciali di Trump, il testo esprime una “seria preoccupazione” per l’aumento di “misure protezionistiche unilaterali ingiustificate”, che violano le norme dell’Omc. Si enfatizzano, in particolare, il ruolo fondamentale delle Nazioni Unite e il multilateralismo nel sistema dei rapporti internazionali.Il ministro degli Esteri brasiliano, Mauro Vieira, che ha coordinato l’incontro, ha ricordato che nel 2023 si sono calcolati ben 183 conflitti armati nel mondo. Ha rilevato che “rappresentando quasi la metà dell’umanità e un’ampia diversità geografica e culturale, i Brics sono in una posizione unica per promuovere la pace e la stabilità”. I Brics, però, devono evitare di essere coinvolti in guerre regionali, come purtroppo succede tra India e Pakistan. E’ chiaro che simili conflitti inficiano il loro ruolo di dialogo.Vieira ha voluto evidenziare il fermo rifiuto da parte di tutti i partecipanti alla rinascita del protezionismo commerciale e all’uso di misure non tariffarie con pretesti ambientali. Ha spiegato che il documento finale dell’incontro è stato firmato solo dalla presidenza brasiliana dei BRICS “per lasciare spazio a negoziati accurati e precisi sulla dichiarazione congiunta che sarà elaborata e pubblicata a luglio, durante il vertice dei capi di Stato”.Negli stessi giorni del summit di Rio, Xi Jinping ha incontrato a Shanghai l’ex presidente brasiliana, Dilma Rousseff, appena rieletta a capo della New Development Bank (Ndb) dei Brics. Il presidente cinese ha definito la banca “un’iniziativa pionieristica per l’unità e l’auto-miglioramento del Sud del mondo. E’ la prima istituzione multilaterale per lo sviluppo avviata e guidata dai mercati emergenti e dai paesi in via di sviluppo, e che nell’ultimo decennio è cresciuta fino a diventare una forza emergente nel sistema finanziario internazionale e un simbolo della cooperazione Sud-Sud”.La Presidente della Ndb ha dichiarato che la banca ha già approvato oltre 120 progetti di investimento, per un totale di 40 miliardi di dollari, concentrati su infrastrutture logistiche e digitali, nonché su infrastrutture sociali, come l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari, investimenti in istruzione, sanità e edilizia abitativa.Il 31% dei progetti è realizzato nelle valute dei paesi membri. La Ndb è anche il maggiore emittente dei Panda Bond – le obbligazioni denominate in valuta cinese emesse da istituzioni non cinesi – che hanno già raggiunto un totale di 68,5 miliardi di yuan, quasi 10 miliardi di dollari.Il summit di Rio ha evidenziato due aspetti importanti: le minacce di Trump nei confronti dei Brics non hanno sortito alcun effetto intimidatorio, non hanno rallentato i lavori del gruppo, e allo stesso tempo i Brics hanno dimostrato una grande responsabilità evitando lo scontro frontale sui dazi con l’Amministrazione americana. Il cammino dei Brics continua!
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Nel nostro paese vi fu chi si oppose e lo fece sinceramente e chi solo per etichetta di partito . Mi sembra che stia avvenendo la stessa cosa negli Usa con tanto di compagnia cantante in giro per il mondo occidentale. Vi è cioè chi si oppone allo strapotere del capitale da dovunque provenga e chi lo agita solo nei confronti di Trump perché conviene pro domo sua .
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PIL =valore di spesa che aumenta in caso di terremoti, epidemie, alluvioni, stragi, crollo di ponti, disastri naturali o atti di terrorismo o guerre (altrimenti dette terrorismo di Stato).
Di ciò molto si rallegrano i fautori del PIL.
È per questo che chi specula in grande su tali incidenti in genere governa uno Stato. Qualcuno arriva a chiamarlo “Uomo della Provvidenza”. Le sue entrate aumentano in effetti in modo molto provvidenziale e i fondi di partenza provengono in genere da fonti ignote e innominabili (vd. la valigiata di soldi che cade sulla testa di Berlusconi nel Caimano), però da qui a chiamarle divine…..!?
Uomo della Provvidenza = uno di cui i popoli, colpiti dai suoi atti provvidenziali, farebbero volentieri a meno.
In genere, quando nella storia appare un Attila, c’è sempre qualcuno che lo giustifica chiamandolo “uomo della Provvidenza”, ma il primo a farlo ovviamente è lui stesso.
È provato che il controllo delle televisioni è un valido aiuto alla Provvidenza. L’appoggio USA pure.
Notiamo come la Chiesa sia sempre stata propensa ad appoggiare vari Uomini della Provvidenza, relegando come “comunisti” coloro che al posto di codesto Uomo della Provvidenza preferirebbero una più diffusa copia di pace, giustizia, solidarietà e onestà.
Tra gli uomini della Provvidenza citiamo Pinochet, Marcos, Franco, Berlusconi, Draghi, Trump… Il motto degli uomini della Provvidenza è ovviamente “Dio, Patria e Famiglia” Non possono mica dice: “Ego, capitale e cricca”!
Anche Hitler presentava sé stesso come Uomo della Provvidenza e unto del Signore (nel suo caso unto di birra). Di parere diverso 8 milioni di vittime più qualche centinaio di milioni di contemporanei.
A tutt’oggi riteniamo che il termine “Uomo della Provvidenza” sia un paradosso orwelliano. Per questo non smette di andare di moda.
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Il mestiere di cittadino. Antonio Ciardi
Ma dove sta scritto che noi dobbiamo per forza sapere, capire e analizzare tutto?
Fare il “mestiere” del cittadino, farsi quattro conti e stabilire cosa sia giusto o sbagliato, non è sufficiente?
Non bisogna leggere Stiglitz per capire che, dimezzando gli stipendi ai parlamentari e abolendo il finanziamento all’informazione si possono sanare migliaia di piccole e medie imprese. Non bisogna conoscere Phelps per capire che i fondi per la TAV o per il Ponte di Messina sono inutili,
e che, con gli stessi soldi, si possono far viaggiare decentemente milioni di cittadini.
Per capire il degrado urbano non bisogna essere laureati o particolarmente colti.
Monnezza, mafia-politica e servizi scadenti non richiedono doti o capacità intellettive sopra la media. È, anzi, chi cerca troppo ostinatamente ragioni o spiegazioni plausibili a rimanere intrappolato nel limbo dei “nonvedenti”.
Il cittadino ideale è quello che si pone le giuste domande su cosa e come funzioni l’apparato burocratico e istituzionale, ne trae le conseguenze e agisce!
Non so se esista un manuale del “cittadino modello”, per certo so, che i paesi al di sopra delle Alpi, se lo tramandano come corredo genetico: l’efficienza, la praticità e il vivere decente! …
Saranno le Alpi che ci hanno rovinato?
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Insomma, è sempre colpa di Berlusconi e di Trump. B. Era un concessionario dello Stato ( per le onde radio necessarie alle sue tv). Una legge del 1953 VIETAVA e vieta ai concessionari di assumere cariche politiche. L’ottimo Violante ex PCI, PDS, DS, PD ricordò in Parlamento che la sinistra non aveva fatto valere la norma citata ai danni della carriera politica del televisionaro mentre B. in qualche modo non ricambiava la cortesia ( vedi la scena su YT). Trump è quello che è, però mi pare che stia cercando di trovare almeno un armistizio con Putin. I predecessori dem. e rep. avevano ben altri atteggiamenti nei riguardi della morte ALTRUI. Chi è più colpevole del cattivo esempio: chi si approfitta oppure chi fa lo stesso ma condanna ipocritamente gli altri ?
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