Giorgia vuole un bilaterale con Volodymyr

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ieri, incontrando a Roma il premier greco Kyriakos Mitsotakis, ha ribadito il sostegno incondizionato dell’Italia all’Ucraina (la sosterremo “fino alla fine”, ha detto la premier) aggiungendo di vedere positivamente il possibile incontro di giovedì a Istanbul proposto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “L’Ucraina – ha aggiunto Meloni durante il punto stampa con gaffe per qualche sbuffata di troppo ripresa dalle telecamere – ha accettato subito di incontrare Putin a Istanbul giovedì prossimo, chiarendo in pochi minuti, rispetto a una certa propaganda, quale tra le parti coinvolte nel conflitto sia certamente a favore della pace e quale invece sia responsabile della guerra. Putin risponda sul cessate il fuoco”. Una dichiarazione, quella della presidente del Consiglio, che serve per provare al centro della scena dopo l’autoesclusione di sabato al vertice di Kiev: Meloni ha deciso di non andare al vertice dei cosiddetti “volenterosi” per non far irritare il presidente Donald Trump e anche perché non convinta del format. Anche se l’assenza ha pesato, soprattutto alla luce del fatto che siamo in una fase diversa da un mese fa: i cosiddetti “volenterosi” non promuovono più l’idea dei soldati sul campo ma si stanno misurando con le trattative di pace della Casa Bianca.
E forse non è un caso che ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani non abbia partecipato alla telefonata tra il ministro ucraino Andrii Syhiba con gli omologhi di Francia, Germania, Polonia, Gran Bretagna, il Segretario di Stato americano Marco Rubio e la Rappresentante della Politica estera dell’Unione europea Kaja Kallas. Una telefonata che è seguita al vertice di Kiev di sabato e il ministro degli Esteri ucraino ha spiegato che “era fondamentale iniziare questa settimana decisiva con una conversazione significativa in questo formato sui prossimi passi per promuovere la pace”. Il ministro degli Esteri italiano Tajani era a Londra in mattinata per un vertice dei ministri degli Esteri del formato “Weimar” e poi è andato via prima della telefonata con il vicepremier ucraino Kuleba per partecipare a Verona a un summit preparatorio in vista della Conferenza sulla Ricostruzione a Roma il 10 e 11 luglio prossimi. Durante il vertice di Londra di ieri mattina è emerso scetticismo sulla possibilità che Putin voglia davvero una pace, che è anche la linea del governo italiano come spiegato mercoledì scorso in audizione al Copasir dal ministro della Difesa Guido Crosetto presentando l’undicesimo pacchetto di armi all’Ucraina. Anche Macron ha annunciato un colloquio con gli omologhi europei nelle prossime ore, ma non con Meloni.
L’esclusione dell’Italia dai tavoli sulla pace in Ucraina rischia di essere un autogol per la premier che si è sempre vantata di aver riportato l’Italia a contare a livello internazionale. Tant’è che in queste ore a Palazzo Chigi si sta ragionando su come diventare centrali domenica a San Pietro, quando ci sarà la messa di intronizzazione di Papa Leone XIV. In Vaticano, dopo il funerale di Papa Francesco, tornerà il vicepresidente americano J.D. Vance, ma anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier canadese Mark Carney e il presidente argentino Javier Milei. Ma, dopo la telefonata di ieri con il pontefice, a San Pietro arriverà anche il presidente ucraino Zelensky. E quindi Meloni, che dopo essere finita fuori dalla foto in occasione del funerale di Bergoglio, stavolta vuole apparire. A questo proposito è probabile che domenica sarà l’occasione per un nuovo bilaterale tra Meloni e Zelensky.
Per fare uno show come si deve sarebbe utile sistemare in fondo alla Basilica due sedie rosse, isolate quanto basta dalle altre ma ben illuminate per un’efficace ripresa televisiva.
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Per l’occasione mi vestirei di bianco.
questo è il suo unico pensiero: come apparire importante agli occhi dei miei elettori.
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“Mi si nota di più se non vado o se vado e sto in disparte?”
Squallore assoluto.
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“… aggiungendo di vedere positivamente il possibile incontro di giovedì a Istanbul PROPOSTO dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “L’UCRAINA – ha aggiunto Meloni durante il punto stampa con gaffe per qualche sbuffata di troppo ripresa dalle telecamere – HA ACCETTATO SUBITO di incontrare Putin a Istanbul giovedì PROSSIMO… “
Nella foga di apparire i promotori della pace, che propongono e nel contempo accettano le proposte, ma SUBITO, eh! (denota maggiore slancio e volontà!), quelli che stanno “chiarendo in pochi minuti, rispetto a una certa propaganda, quale tra le parti coinvolte nel conflitto sia certamente a favore della pace e quale invece sia responsabile della guerra”, non si accorgono di contraddirsi in poche righe…
L’ha proposto Zeze… o ha accettato SUBITO di incontrarsi con Putin a Istanbul???
Neanche i bambini…”mammiiinaaa, è stato luuuuiiii…” (ovviamente è il più vigliacco dei 2, quello che ha lanciato la pietra… l’altro tace)
🤦🏻♀️
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Putin non andrà ad Istanbul, al suo posto ci sarà Lavrov ma sniffolo ha detto che non parlerà se non con Putin quindi l’ incontro sarà un fallimento.
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E sembra che Sniffolo non aspetti altro… 😡
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