SALVINI, LA LEGA NON RATIFICHERÀ MAI IL MES

(ANSA) – “Mes? No! Il Parlamento, grazie anche alla posizione ferma della Lega che ha sempre combattuto il Mes sin dai tempi di Monti, ha già respinto il tentativo dell’Ue di metterci questo cappio al collo.
Dalla trasformazione in ‘salva banche’ non avremmo nessun vantaggio perché le nostre banche godono di ottima salute.
Visto che si insiste a proporre questa modifica che la Lega non ratificherà mai, rispondiamo proponendo di liquidare la quota italiana per riprenderci i nostri quindici miliardi con cui potremmo abbassare le tasse, fare investimenti e aumentare le pensioni, lasciando liberi gli altri di fare quello che vogliono”.
Lo afferma il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
Mes, sulla ratifica l’Ue pressa Giorgetti: “Non ci sono i numeri in Parlamento”

(Claudio Tito – repubblica.it) – BRUXELLES – Non è stato un processo, ma una pressione consistente sì. Nella riunione dell’Eurogruppo (i ministri finanziari dei Paesi che adottano l’euro) tutti o quasi hanno chiesto conto al responsabile italiano dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, di quando il nostro Paese avrebbe ratificato il Mes. Il fondo salva-Stati che adesso ha soprattutto una funzione di protezione in caso di crisi bancarie e che potrebbe essere anche utilizzato per la difesa. Si tratta di risorse consistenti che al momento sono di fatto congelate.
L’Italia, infatti, è l’unico Paese a non averlo approvato e fino a quando tutti gli Stati membri non avranno dato il via libera non può essere operativo. Ed è soprattutto la Germania in pressing perché si metta in funzione uno strumento di protezione nell’eventualità si verifichi una fase di difficoltà del sistema bancario europeo.

«È importante – ha detto a chiare lettere il commissario agli Affari economici, Valdis Dombrovskis – finalizzare la ratifica del Trattato rivisto in particolare per la funzione di backstop», ossia la rete di sicurezza finanziaria. Anche nel rapporto del Single Resolution Board Mes, il Comitato di risoluzione unico delle crisi dell’Unione bancaria europea che garantisce il sostegno alle banche in difficoltà, «tutti i Paesi dovrebbero ratificare con urgenza la revisione del trattato del Mes. Disporre di fonti di finanziamento adeguate in caso di crisi è più importante che mai in questi tempi di volatilità».
La risposta di Giorgetti sul Mes
Giorgetti, però, è stato esplicito nella sua risposta: nel Parlamento italiano non c’è la maggioranza per approvare le modifiche al Mes. Negando quindi la possibilità che questo strumento possa entrare in funzione nei tempi brevi o medi. Nonostante abbia a disposizione oltre 68 miliardi di euro che potrebbero essere impiegati anche per altre crisi, compresa quella militare. «Se il trattato Mes non viene applicato – ha osservato il presidente dell’Eurogruppo, l’irlandese Pascal Donohoe – non sarà in grado di svolgere un ruolo attivo in caso di difficoltà finanziarie causate da un problema bancario».

Donohoe ha confermato che il ministro italiano ha ammesso «nuovamente la notevole difficoltà incontrata con la ratifica del trattato di riforma del Mes da parte del Parlamento italiano. Lo rispettiamo e comprendiamo» anche se «i numerosi relatori intervenuti ne hanno sottolineato con forza l’importanza e il ruolo che svolge per la nostra stabilità economica». Anche Pierre Gramegna, il direttore del Meccanismo, è sulla stessa linea. A suo giudizio, poi, senza l’ombrello protettivo del fondo «si indebolisce l’attrattiva delle banche europee e sono influenzate le opinioni degli investitori stranieri sulle operazioni nell’area dell’euro».
Nei mesi scorsi era stato ipotizzato di bypassare il veto italiano creando una sorta di “Mes alternativo”. Ma la partita sulla ratifica potrebbe diventare più effettiva il prossimo anno quando scadranno i termini per l’attuazione del Pnrr. E uno scambio tra un prolungamento del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, sul quale il ritardo del nostro Paese è marcato, e il via libera al Mes diventerà un tema di dibattito. Per Giorgetti, comunque, gli inviti dei “colleghi” non sono stati particolarmente incalzanti.
IPSE DIXIT Dalla trasformazione in ‘salva banche’ non avremmo nessun vantaggio perché le nostre banche godono di ottima salute.
Le banche, specie le grosse, hanno un buon livello di capitalizzazione.
Con l’aumento dei tassi di interesse da parte della BCE , se ne è parlato, le banche hanno aumentato i loro margini.
I crediti deteriorati sono stati ridotti
Hanno aumentato il controllo dei costi (molti sportelli infatti hanno chiuso e parte del personale è stato ridotto; nel periodo 2018-23 le banche hanno ridotto il personale di 20000 unità; dal 2008 ad oggi nel settore bancario si sono persi 60000 posti di lavoro).
Quanto è realmente ottimo questo stato di salute?
L’andamento dell’economia italiana e le incertezze geopolitiche possono aumentare il rischio default di famiglie e imprese ; l’inflazione elevata e l’aumento dei tassi di interesse hanno infatti contribuito ad aumentare il numero dei crediti deteriorati nel 2023, stando alla banca d’Italia; la situazione è migliore della media storica, ma il trend non lascia presagire nulla di buono , anche se al momento il problema sembrerebbe essere contenuto. Ovviamente la stampa di regime questo dato non lo cita mai, ma è un buon indicatore per misurare lo stato dell’economia.
Le banche italiane sono infarcite zeppe di titoli di stato domestici e con un paese in lenta ed inesorabile deriva, l’esposizione al rischio paese è molto alta; credo sia uno dei principali punti debole del nostro sistema bancario, se non altro perché ormai ha assunto carattere strutturale.
Quanto al MES in se, al di la del solito teatrino che si allestisce, non è sbagliato; è come se si stipulasse una polizza assicurativa; non è detto che debba intervenire e se dovesse farlo avviene solo su richiesta, non opera in automatico.
Che ci sia un pressing lo trovo normale; l’Italia ha una capacità fiscale ridotta all’osso; se gli impegni di spesa per finanziare le politiche di riarmo, senza contare le incertezze generate dalla situazione globale, riarmo o non riarmo, dovessero diventare cogenti, avere il paese di Pulcinella protetto da un’assicurazione non è una cattiva idea.
Si tratterebbe comunque di un antipiretico, utile ad abbassare la temperatura corporea ma incapace di eliminare il virus, il debito pubblico.
Non è da escludere che alla scadenza del PNRR il governo si trovi costretto a ratificare il MES; difficile correre i 100 m con i pantaloni abbassati alle caviglie.
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Ti vedo proprio vestito da Cheerleader con il manifesto dietro di Dombrovskis 😀
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Er mes come quando te magni li peperoni saltati in padella alle 11 de sera..Poi te se rinfacciano e vivi una notte da incubo.Anche se ai Salvini se turno poco importa perché indar©esso poi ce corrono gli italioti poveracci 🤔
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“poi te se rinfacciano… “
👏🏻😆🤣😂😆🤣😂😆🤣😂
Com’è che il romanesco mi è così simpatico, ma la parlata della nana mi fa ca*arissimo?
Ho sempre l’istinto di lanciare la prima cosa che capita al povero, incolpevole televisore
Allora, appena la sento, le cambio il canale.
Quel tono categorico nel dire una cosa e il suo esatto contrario, quella voce così profonda e, altrettanto profondamente, grezza, volgare, incaxxata fissa: è proprio una vera UOMA.
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Succede esattamente anche con me e tanti altri temo, e non possiamo farci niente. L’identificazione della inflessione dialettale di un personaggio molto controverso con i simboli del suo essere (anche) parlante è un fatto istintivo di origine primordiale. Pensa alla fonetica della lingua tedesca abbinata, complice il cinema, al nazismo dei lager e non solo. O la lingua inglese strascicata nel sud degli Usa, Texas in particolare, di certi personaggi come i Bush ai tempi della AGGRESSIONI (!) di Balcani, Afghanistan, Iraq, Donbass etc., peraltro lasciate libere da anatemi. O la simpatica parlata siciliana con i dialoghi di personaggi mafiosi e/o della politica ultra-clientelare di cacicchi e notabili locali. Lo stesso Renzi è stato il responsabile dell’abbinamento della sua acca aspirata con le sue modalità di potere orrende. Dobbiamo fare uno sforzo per non far stravolgere l’accento incolpevole di una parlata nel simbolo del comportamento di chi l’adotta per nascita e crescita in quella data zona geografica.
Per quanto riguarda la nana, certamente non aiuta il sacrosanto invio di video della sua vita politica ante premier agli antipodi di quella attuale, a proteggere l’innocente romanesco. Se poi uno legge “Fratelli di chat” di Giacomo Salvini… lo sforzo di non giudicare attraverso l’accento sarà certamente un’impresa immane.
Io fare un bel manifesto elettorale da affiggere in tutta Roma e zone limitrofe: ROMANI, SALVIAMO IL ROMANESCO SANO E AUTENTICO DAI SUOI PORTATORI MALEFICI DI POTERE. MELONI NON NE E’ DEGNA!!!
Chissà che non sortisca un qualche effetto benefico.
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Gae 👍🏻👍🏻
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