Intervista all’ex ministro e capogruppo al Senato del M5S

Stefano Patuanelli 

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – MILANO – Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato del M5S, Meloni parla già del bis: inizia così la sua campagna elettorale per il 2027?

«È in campagna elettorale da sempre. Tanti annunci e story su Instagram, parecchia retorica, pochissime conferenze stampa per evitare le domande. Sfido chiunque a ricordarsi un provvedimento incisivo di questo governo».

Eppure a vedere i sondaggi il centrodestra resta forte, FdI è il primo partito. Perché?

«Me lo spiego con la capacità comunicativa che oggettivamente ha. Ma se non agirà con misure concrete per governare l’economia, i nodi verranno al pettine. La crisi economica tocca le tasche dei cittadini, la classe media sprofonda, i numeri non mentono».

La premier parla di “utilizzo strumentale dell’antifascismo”. Siete strumentali?

«In questi giorni si festeggiavano 80 anni dalla Liberazione, dovrebbe essere un dovere di tutta la classe politica riconoscersi in certi valori, semmai sono i distinguo della classe dirigente di centrodestra che preoccupano».

A proposito: in Germania i servizi segreti accertano l’estremismo di Afd, Salvini parla di attentato alla democrazia, cosa ne pensa?

«Era del tutto evidente che Afd fosse un movimento legato al passato nazista. Ad essere incompatibili con l’ordine liberale e democratico sono i loro valori. Questo dice la relazione dopo indagini durate anni».

“Leale ma non subalterna”. Così Meloni su Trump. Commento?

«A me sembra, e vale per tanti ministri, che la loro azione sia più orientata alla propria reputazione che ad altro. Trump la elogia e basta quello, passa in secondo piano che sia andata col cappello in mano promettendo acquisto di armi, di gas, dicendo no alla web tax. Ma gli interessi nazionali dove sono?».

Su quale tema il centrodestra è più debole?

«Sono il nulla sul sostegno all’imprenditoria, le ultime troppo timide critiche di Confindustria sono un primo segnale della loro delusione. Se non aiuti la crescita non hai margini per sostenere famiglie e imprese».

Quali sono i punti centrali per un governo di alternativa?

«Sostegno a salari e potere d’acquisto; diritto alla salute, perché è del tutto evidente la deriva verso la privatizzazione; investimenti su istruzione e formazione: qui si parla di dover reintrodurre latino e Bibbia quando altrove insegnano l’intelligenza artificiale alle elementari».

A giugno si vota per i referendum, se la partecipazione sarà un flop si trasformeranno in un boomerang per l’opposizione?

«I momenti di partecipazione sono sempre positivi. Ci stiamo impegnando affinché il referendum non venga occultato: la volontà del governo di nasconderlo è chiara. Sul Jobs act siamo coerenti, lo abbiamo sempre avversato».

La Lega vi accusa di “affronto al Sud” perché avete denunciato il rischio di infiltrazioni mafiose nei cantieri per il Ponte. Cosa replica?

«Salvini se lo ricordano in tanti con la maglietta contro il Ponte. Al netto del rischio di infiltrazioni mafiose il mio no è motivato dal fatto che spendere 13-15 miliardi per collegare due regioni che non hanno infrastrutture minime ed adeguate non ha alcun senso».