Il giallo del Conclave: Parolin non vuole Becciu (condannato). Scontro. L’ex Sostituto chiede di sedere tra gli elettori del futuro papa, nonostante l’estromissione voluta da Francesco. Il Segretario di Stato è l’unico in Curia a opporsi

(di Francesco A. Grana – ilfattoquotidiano.it) – Scontro al vertice tra Angelo Becciu e Pietro Parolin. Il primo reclama il diritto di entrare in conclave e quindi votare il successore di papa Francesco. Il secondo, che in quanto cardinale vescovo elettore più anziano di nomina presiederà il Conclave, esclude categoricamente questa possibilità. Le scintille iniziali, che rischiano di trasformarsi in una vera e propria guerra aperta, sono arrivate già nella prima congregazione generale del Collegio cardinalizio riunitasi ieri mattina nell’Aula Nuova del Sinodo.
Becciu, il 24 settembre 2020, era stato violentemente defenestrato da Bergoglio: “Il Santo Padre ha accettato la rinuncia dalla carica di prefetto della Congregazione delle cause dei santi e dai diritti connessi al cardinalato, presentata da Sua Eminenza il Cardinale Giovanni Angelo Becciu”. Così si leggeva in un comunicato choc della Sala Stampa della Santa Sede poche ore dopo un’udienza abbastanza turbolenta, a Casa Santa Marta, tra Francesco e il porporato sardo. Poi, il rinvio a giudizio di Becciu, deciso da Bergoglio, e la successiva condanna, il 16 dicembre 2023, in primo grado dal Tribunale Vaticano, all’epoca presieduto da Giuseppe Pignatone, a cinque anni e sei mesi di reclusione, 8 mila euro di multa con interdizione perpetua dai pubblici uffici per truffa e peculato. L’inizio del processo di appello è fissato per settembre.
Ieri mattina, il porporato, che ha regolarmente ricevuto la convocazione per la prima congregazione generale dal cardinale decano Giovanni Battista Re, si è presentato nell’Aula Nuova del Sinodo. All’Unione Sarda, Becciu ha spiegato chiaramente la sua posizione: “Richiamandomi all’ultimo concistoro – quello nel quale è divenuto cardinale Arrigo Miglio, già arcivescovo di Cagliari e che accolse Bergoglio nella sua storica visita del settembre 2013 (in realtà è il terzultimo concistoro di Francesco, quello del 2022, ndr) – il papa ha riconosciuto intatte le mie prerogative cardinalizie in quanto non vi è stata una volontà esplicita di estromettermi dal conclave né la richiesta di una mia esplicita rinuncia per iscritto”. Parole che il porporato intende far risuonare forte in una delle prossime Congregazioni generali.
Becciu, infatti, è determinato a ribadire al Collegio cardinalizio la sua totale innocenza, ma soprattutto il suo diritto a eleggere il Papa, avendo 76 anni, ovvero non avendo ancora compiuto 80 anni, l’età in cui i porporati perdono il diritto di voto in Conclave. Parolin ha già fatto filtrare che su questo punto non intende arretrare di un millimetro, nonostante molti cardinali, soprattutto della Curia romana, abbiano già espresso privatamente la loro solidarietà a Becciu, insieme alla convinzione che la sua richiesta sia canonicamente valida.
Si ripropone così lo scontro che è andato avanti, più o meno in modo felpato, negli anni della coabitazione in Segreteria di Stato tra Parolin e l’allora sostituto Becciu. Una convivenza difficilissima, alimentata anche dal fatto che Bergoglio, fino all’improvvisa defenestrazione del porporato sardo, si è sempre totalmente fidato di Becciu, recandosi per molti anni il Giovedì Santo a casa sua per pranzare con alcuni sacerdoti romani. Il Giovedì Santo 2021 fu significativo il gesto compiuto da Bergoglio di recarsi a sorpresa a casa di Becciu per celebrare la messa in coena Domini nella cappella privata del suo appartamento. Un gesto che fu letto come un’eloquente riconciliazione.
Ieri, alla prima Congregazione generale, erano presenti circa 60 cardinali su 252. Un’ora e mezza per prendere le prime decisioni: la traslazione della bara con il corpo di Francesco dalla cappella di Casa Santa Marta, residenza di Bergoglio e luogo della sua morte, alla Basilica Vaticana fissata per stamane, alle 9, e presieduta dal cardinale camerlengo Kevin Joseph Farrell e il funerale del Papa stabilito per sabato prossimo, alle 10, in piazza San Pietro, presieduto dal cardinale decano Giovanni Battista Re. Al momento, sembra che due porporati elettori rinunceranno a entrare in conclave per motivi di salute: Josip Bozanić, arcivescovo emerito di Zagabria, e Vinko Puljić, arcivescovo emerito di Sarajevo. I cardinali elettori scenderebbero così a 133 e il quorum per essere eletto Papa diventerebbe di 89 voti.