Mercoledì al Senato le opposizioni interrogheranno la presidente del Consiglio su gnl, bollette, spese militari e piano industriale

(di Gabriella Cerami – repubblica.it) – L’ultimo premier time al Senato risale al novembre del 2023. Alla Camera a gennaio del 2024. A distanza di oltre un anno Giorgia Meloni, mercoledì, replicherà a Palazzo Madama alle interrogazioni a risposta immediata. Spese militari, bollette, importazione del gln, il gas liquefatto dagli States, piano industriale e più in generale il rapporto con gli Usa sono i temi al centro dell’appuntamento del 23 aprile. Nelle premesse si fa riferimento all’impegno assunto dalla presidente del Consiglio, nel suo viaggio, di garantire a Donald Trump importanti investimenti delle imprese italiane verso l’America.
Nel suo quesito il Pd, primo firmatario il capogruppo Francesco Boccia, vuole sapere dalla premier quale sia il contenuto e il dettaglio dell’impegno preso dal governo italiano nel bilaterale con il presidente Trump sull’incremento degli acquisti di gnl dagli Usa e “se e quali misure l’esecutivo intenda adottare per neutralizzare in bolletta i maggiori costi previsti che ricadranno su cittadini ed imprese e come si concilia questo nuovo impegno internazionale con quelli già in essere con i Paesi del Nord-Africa, in special modo con la Libia”. Quindi “quali misure intenda adottare, e in che tempi e modalità, per contenere ed invertire il trend di incremento di tariffe e bollette” considerato il “fallimento degli strumenti finora impiegati”, come il decreto bollette.
Il Movimento 5 Stelle interrogherà la premier “su quali iniziative di carattere strutturale il governo intenda adottare per rafforzare la produzione industriale in Italia e se, a tal fine, non intenda riproporre il modello virtuoso rappresentato dal Piano Transizione 4.0”. Poi il tema che più sta a cuore al partito di Giuseppe Conte: il no al riarmo. Per questo il capogruppo Stefano Patuanelli chiederà a Meloni “quali impegni abbia assunto a nome del nostro Paese in merito all’incremento della spesa militare italiana e attraverso quali procedure, risorse e strumenti contabili intenda perseguire tale obiettivo e se intenda confermare che il nostro Paese non farà ricorso in alcun modo alla proposta avanzata dal Commissario Europeo, Raffaele Fitto, di utilizzare le risorse del Fondo di coesione per finanziare le spese militari”.
Per Avs gli impegni presi da Meloni con Trump ammontano a 40 miliardi: “La premier ha l’aumento delle spese militari, l’aumento dell’acquisto del gnl e che le imprese di Stato italiane investano direttamente circa 10 miliardi di euro nel mercato statunitense. A conti fatti si tratterebbe complessivamente di circa 40 miliardi di euro. “Quali sono le ragioni di questa decisione?”, chiederanno Giuseppe De Cristoforo, Ilaria Cucchi e Tino Magni alla presidente del Consiglio in questo premier time sollecitato da tempo.
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La scimmia urlatrice potrebbe farsi vedere più spesso in parlamento o è una ricorrenza particolare quella che festeggia?
40 miliardi e poi ci si chiede come mai Trump l’abbia elogiata. Voi che fareste se arriva qualcuno/a a baciarvi il qulo con quei soldi (non suoi ovviamente)?
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