Meloni e Salvini firmano l’atto che definisce l’opera fondamentale. Bonelli: “Una furbata per derogare ai vincoli ambientali Ue”

(di Alessia Candito, Antonio Fraschilla – repubblica.it) – Roma – Il Ponte come opera militare «strategica nell’ottica della difesa europea e della Nato». Fondamentale in caso di scenari di guerra «per il passaggio di truppe e mezzi». Per questi motivi «strategici» la premier Giorgia Meloni e il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini definiscono la realizzazione dell’opera «imperativa e prevalente per l’interesse pubblico». È questo il passaggio chiave del documento appena inviato alla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, che dovrebbe quindi prendere atto dell’impossibilità di rispettare le norme in materia di incidenza ambientale non imponendo, come pure potrebbe, lo stop ai cantieri. Ma c’è di più: la mossa apre le porte alla possibilità di inserire il Ponte tra le infrastrutture strategiche militari e di conteggiare le spese all’interno del comparto per la difesa aumentando il rapporto con il Pil, come chiesto dalla Nato. «Una follia — attacca Angelo Bonelli di Avs — si sono inventati l’interesse militare per superare i vincoli ambientali europei».
Di certo c’è che il decreto che definisce l’opera di preminente interesse pubblico inviato a Von der Leyen porta la firma della premier e del ministro. E l’allegato è chiaro: «Con riferimento al Ponte si ritiene che la rilevanza in termini di pubblica sicurezza debba essere declinata in due aspetti: motivazioni inerenti la protezione della popolazione nei casi di calamità; motivazioni inerenti la difesa del territorio nazionale ed europeo». Sul primo punto, nonostante le polemica sulla verifica sismica dell’opera, con il presidente dell’Ingv Carlo Doglioni che ha sostanzialmente detto che non sono stati fatti studi in merito e la stessa commissione Via-vas che ha chiesto esami più approfonditi, ora il governo dice alla Commissione europea che la Sicilia e la Calabria sono tra le altre cose «vulnerabili dal punto di vista sismico e idrogeologico» e che «questa peculiarità rende necessario un collegamento» per i soccorsi.
Ma è sul secondo punto che il governo tira in ballo il sistema di difesa europeo e la Nato. Meloni e Salvini chiedono a von der Leyen di consentire le deroghe ambientali perché l’opera ha una valenza militare «fondamentale» e va inserita nel «Military mobility action plan» (il piano di difesa approvato dalla Commissione lo scorso anno). «Il Ponte si inserirebbe perfettamente in questa strategia — si legge — fornendo una infrastruttura chiave per il trasferimento delle forze Nato dal Nord Europa verso il Mediterraneo. Questa caratteristica rappresenta un vantaggio per la mobilità militare, permettendo il rapido trasporto di mezzi pesanti, truppe e risorse su gomma e su rotaia». Continua il documento: «In un contesto internazionale in cui la situazione della sicurezza si è deteriorata per molteplici fattori geopolitici, compresa la crescente instabilità in aree come i Balcani, il Medio Oriente, il Nordafrica e il Sahel, il Ponte diventa cruciale». Quindi ecco il passaggio che apre alla possibilità di inserire l’opera tra le spese per la difesa: «La realizzazione dell’infrastruttura risulterebbe coerente con il crescente impegno richiesto all’Italia nell’ambito dei propri sistemi di alleanza strategico militare».

Secondo Bonelli questo è solo un escamotage per ottenere le deroghe ambientali e impegnare 14 miliardi di euro del bilancio dello Stato: «Vogliono approvare un progetto che non ha le verifiche sismiche dovute», protesta il leader dei Verdi, che annuncia una diffida formale al Cipess, l’organismo che deve dare l’ok definito al progetto: «Ho trasmesso una diffida affinché il Cipess non diventi complice di una forzatura politica vergognosa di Meloni e Salvini».
Il ponte sullo Stretto di Messina è una chimera architettonica e pertanto gli si può attribuire qualunque funzione perché tanto non esisterà mai. L’idea malsana di poterlo costruire viene ogni tanto rispolverata perché rappresenta un’oliata e luccicante slot-machine a disposizione delle solite consorterie per sistemare nuove pletore parassitarie e clientelari.
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Non ci dormono la notte, ‘ste volpi…
Che grandiosi pezzi di 💩
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🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣“Il Ponte strategico per la Nato, servirà per le truppe e i mezzi”🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 E con questa si chiudono le iscrizioni, la battuta del secolo e’ stata pronunciata, se ne riparla dal 2100 in avanti.
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Non posso far altro che associarmi alle grasse risate amare!
Truppe NATO? Quali truppe? Quelle aviotrasportate che per arrivare nel sud Italia atterreranno in Sicilia per poi attraversare lo stretto sul ponte? Un ponte che il primo missile tirerà giù?
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Le consorterie coinvolte nell’opera dovranno accontentarsi di almeno una decina di milioni all’anno finché non sarà costruito. Questo prevede il capitolato del progetto già sottoscritto da imprese e governo e registrato al tribunale delle opere pubbliche.
Praticamente una piccola somma da pagare vita natural durante, visto che non sarà mai costruito. Meglio che niente, per titolari di ditte e… politici. Poi dicono che questi sono avidi. Si accontentano di così poco…
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