La sinistra? “Se ne faccia una ragione”. “Io bigotto? Se uno vuole truccarsi non mi scandalizza, ma…”

(di Riccardo Canaletti – mowmag.com) – Vittorio Feltri interviene sulla notizia di questi giorni, la sentenza della Corte suprema che nel Regno Unito ha stabilito che, legalmente, una donna trans non è una donna (o meglio: che nelle leggi in vigore, con donna si intende sempre la donna biologica). Uno scandalo? Neanche per idea: “Se ha il pene è un uomo, la sinistra se ne faccia una ragione”. Ecco cosa pensa il Direttore…
In Uk le donne trans non sono donne. In sintesi è questa la notizia, riportata così dai critici e da chi esulta, da J.K. Rowling e dall’Indipendent. E anche in Italia ne abbiamo parlato. Per Vittorio Feltri è tutto molto chiaro, la sentenza della Corte suprema non serve, o meglio, non sarebbe servita se non avessimo scelto di mandare in pensione il buon senso. Risponde così, su Il Giornale, in sostanza, alla lettera di una lettrice: “No, non ci sarebbe servita, in tempi normali, ma questi sono tempi oscuri, in cui l’ideologia ha preso il sopravvento persino sull’evidenza, sul buonsenso, sulla logica. Essa trionfa sulla verità”. Ed è qui il paradosso che rende la decisione dei giudici di stabilire cosa sia legalmente una donna, stando alle leggi inglesi, al discorso pubblico e al discorso politico, una conferma necessaria. “Era necessario che un tribunale sentenziasse che «donna è donna», proprio come se avesse dovuto stabilire che due più uno fa tre o che il pianeta Terra è sferico e non piatto, come sostengono pure certi complottisti o che è la Terra a girare intorno al Sole, perché il delirio woke, parente del politicamente corretto, ha messo in dubbio e in discussione qualsiasi cosa, persino che chi nasce maschio sia maschio, pur avendo una escrescenza, e che chi nasce femmina è femmina”.

Ovviamente, la biologia è più sottile nel definire uomo e donne (e non si limita a vedere l’escrescenza di cui parla il Direttore). Ma tant’è, il messaggio è comunque molto chiaro: “Nulla è e tutto è, secondo i progressisti, i quali vorrebbero che ciascuno potesse definirsi ora femmina e ora maschio, a piacimento, descrivendosi in base al momento e rendendo quindi la sua identità liquida e il suo riconoscimento da parte della società equivocabile e difficile”. E no, non è una forma di bigottismo, attributo che difficilmente si addice a uno come Feltri: “Non si discute sulla libertà di ciascuno di esprimere la propria sessualità, questo valore per me è sacrosanto. Non mi scandalizzo se un uomo vuole indossare la gonna, mettere lo smalto, i tacchi, uscire con la borsetta, truccarsi come Moira Orfei. Faccia pure quello che gli pare. Non mi scandalizzo nemmeno davanti ad una donna che veste come un uomo e intende ad un maschio assomigliare. Non mi scandalizzo se gli uomini scopano tra di loro, se sono consenzienti. Né se lo fanno le donne”. Il problema, semmai, è “la pretesa di ridurre il genere ad una sorta di scelta personale, quotidianamente discutibile e ribaltabile, pure a convenienza, come accade in vari ambiti, anche sportivi. Il genere non è un abito, non è un paio di mutande, non è un taglio di capelli”. E conclude: “Allora era indispensabile questo ritorno ai punti di partenza: la donna è donna. Se ha il pene, è uomo. La sinistra mondiale se ne faccia una ragione”.
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«Donna è donna, se ha il pene è un uomo!» 🤦🏻♂️
E se invece fa il direttore di un gioranalccio di 💩, è uno di quei due cosi che sotto al pene ci sballonzola. Se si impegna, anche entrambi al contempo! Favoloso, questo è talmente grullo che se le cerca col lanternino e se le attrae confezionate su misura! Uàu, raga, che uomo… ehm, donna… ehm, coso, boh, insomma, quel che l’è.
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Un cojone? Ora delle dimensioni di un’ olivetta rinsecchita? I tempi sono oscuri perché l’ interesse prioritario è guardare nelle mutande del prossimo e non perché siamo a rischio terza guerra mondiale? Piuttosto c’è da preoccuparsi del numero crescente di chi piscia dalla testa, indifferentemente maschi e femmine….
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Opinioni non richieste e non necessarie, come questa fornita dal vecchio maggiordomo di casa Berlusconi, sul mai troppo rimpianto “ Cuore” trovavano ospitalita’ in una rubrica apposita: “ E CHI SE NE FREGA “.
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Vittorio Feltri, classe 1943 (81 anni). Un uomo anziano che purtroppo chiacchiera pure di identità sessuale. Pensa di “scandalizzare” dicendo: “la donna è donna, se ha il pene è un uomo. La sinistra mondiale se ne faccia una ragione”, senza rendersi conto di quanto è patetico.
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La sentenza inglese è un salto indietro di 150 anni. L’identità sessuale di ciascuno di noi non ha a che fare solo con la biologia, ma anche con la psicologia. Ma lasciamo perdere.
p.s. Non ho mai letto una sola riga di Harry Potter. Se lo avessi fatto avrei messo al rogo tutti i volumi scritti da quella cretina della Rowling.
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