Tira dritto la maggioranza sulla riforma della Corte dei Conti, nonostante l’allarme dei togati sui pericoli per l’allentamento dei controlli

(di Andrea Sparaciari – lanotiziagiornale.it) – Il pretesto è lo stesso utilizzato per abrogare l’abuso d’ufficio: liberare la Pubblica amministrazione “dalla paura della firma”. Stavolta però serve alla maggioranza per tagliare le ali alla Corte dei Conti, grazie alla riforma (presentata da Tommaso Foti, prima che diventasse ministro) approdata ieri alla Camera, che cancella la responsabilità in capo agli amministratori in caso di danno erariale.
A infuocare il dibattito la lettera aperta, letta in Aula dalla M5s Carmela Auriemma, con cui l‘Associazione magistrati della Corte dei conti si rivolge alla premier Meloni “per evitare che scelte poco meditate possano danneggiare le istituzioni della Repubblica”. Per i giudici si corre il serio rischio che la riforma porti alla “deresponsabilizzazione di chi gestisce le risorse pubbliche”.
FdI: “Sulla Corte dei conti decidiamo noi”
Per l’FdI Francesco Michelotti “Non c’è bisogno di qualcuno tra i magistrati che si erga a sorvegliante etico della politica, perché è la politica che decide le norme e ha il dovere e la responsabilità di modificare un assetto che non è al passo con i tempi, anche sulla Corte dei conti occorre un cambio di passo”. Sulla stessa linea anche Forza Italia, che Andrea Gentile parla di una riforma “non più procrastinabile” che mira a “velocizzare l’azione amministrativa” e a “rendere liberi” gli amministratori di “assumere responsabilità nell’interesse collettivo”.
“Adesso la scure del governo Meloni si abbatte sulla giustizia contabile e sull’intero sistema dei controlli posto a presidio della corretta ed efficiente gestione delle risorse pubbliche”, attacca invece l’M5s Valentina D’Orso, “Inefficienza e uso illegale la faranno da padroni nella gestione dei soldi dei cittadini”. D’Orso ricorda poi che fu proprio Foti, ora ministro degli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr a presentare la norma, “proprio colui che dovrebbe presiedere alla corretta messa a terra dei 209 miliardi di euro portati dal presidente Conte all’Italia sarà l’autore della normativa che porterà al collasso dell’organo preposto proprio al monitoraggio, al supporto e al controllo nella gestione di quei fondi”, conclude.
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purtroppo la vignetta è specchio fedele della realtà.
Neanche il Caimano da (H)ar(d)core avrebbe osato e nemmeno sognato il livello di impunità che questi briganti stanno implementando.
Conte ha giustamente annunciato una nuova manifestazione a difesa della giustizia, mi toccherà andare di nuovo a Roma, stavolta in treno, il pullman mi ha stremato (Torino-Roma-Torino 32 ore).
Per aspera ad astra.
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Io alla fine ho rinunciato a pullman e treno e ho fatto il tragitto in macchina ma in compagnia….oneroso ma le alternative erano da suicidio…..certo da Torino ci vuole è un vero salasso….partono a ridere 300€. Per la prossima manifestazione contemplerò un car sharing (senza Calenda però).
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mentre tutti stanno a guardare di quanto gli oligarchi IUESEI hanno perso causa dazi,
quatti, quatti, minkia, minkia, i malavitosi riformano la giustizia penale, civile e contabile per non essere imputati e puniti dei loro furti, malversazioni, distrazioni e associazione per delinquere, mentre mozzarella firma, firma, firma che s’infiamma il tunnel carpale.
Epperò tutti a parlare della visita guidata di Carlo e Camilla.
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Capito Foti? (o, meglio, Fotti!)
Si toglie la responsabilità di fare, dei fondi del Pnrr, i caxxi che vuole!
Aveva ragione chi disse (non ricordo) a Conte, appena ottenne i 209 miliardi: hai segnato la tua fine come PDC, non te li lasceranno mai gestire!
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Corte dei conti rompicoglioni.. pussa via
Anarchia nel regno unito!! Evvai!!!
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