(di Vincenzo Iurillo – ilfattoquotidiano.it) – Si respira l’aria degli ultimi giorni di Pompei nell’inner circle del governatore campano Vincenzo De Luca. La mente è al countdown della sentenza della Corte costituzionale sul terzo mandato, fissata per il 9 aprile. Ma per il momento bisogna arroccarsi dove è ancora possibile. Il riferimento è alle elezioni di secondo livello di oggi a Palazzo Sant’Agostino. Si vota il nuovo presidente della Provincia di Salerno. Poltrona che si è liberata prima del tempo causa arresti a raffica di Mister Fritture Franco Alfieri, l’uomo forte del Pd e di De Luca nel Cilento, ai domiciliari per due distinte inchieste di corruzione e voto di scambio politico mafioso intorno alla sua amministrazione di Capaccio Paestum. Per l’avvicendamento di Alfieri la quadra è stata trovata intorno alla candidatura del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ex capo staff di De Luca durante l’ultima sindacatura dello Sceriffo a Salerno. Come dire: morto (politicamente, per carità) un deluchiano, se ne fa (elegge) un altro.

Napoli non dovrebbe avere difficoltà, i sondaggi lo danno oltre il 60% del voto ponderato dei 2004 aventi diritto tra i sindaci e i consiglieri della provincia territorialmente più grande del Paese. Il suo nome è stato scelto nella continuità di un sistema di governo e di potere che nel salernitano si auto perpetua dagli anni 90, e che vede i dem salernitani come piccoli pianeti che ruotano intorno al Sole-Vincenzo De Luca. Napoli gode dell’appoggio del centrosinistra ma dell’ostilità manifesta del Movimento 5 Stelle, che ha dato indicazione ai suoi di disertare il seggio. “Ci troviamo di fronte a un caso emblematico di accentramento del potere: il Presidente della Regione che controlla la città capoluogo e, con questa operazione politica, si appresta a gestire anche la Provincia – il commento della coordinatrice salernitana M5s Virginia Villani – un’anomalia tutta campana che calpesta il principio della rappresentanza democratica e rafforza un sistema di gestione personalistica”. Anche Europa Verde dovrebbe non partecipare alle elezioni. Proverà a opporsi il primo cittadino di Montesano sulla Marcellana, Giuseppe Rinaldi, esponente di Fratelli d’Italia e sostenuto dal centrodestra compatto. Ma il risultato sembra già scritto. Le preoccupazioni dei deluchiani non sono qui, ma altrove: al Palazzo della Consulta.