Sfileranno Anpi, Arci e Acli; presenti Avs, Rifondazione e un gruppo Pd. Sul palco storici, giornalisti e attivisti, niet di Landini

(di Luca De Carolis e Lorenzo Giarelli – ilfattoquotidiano.it) – Ad aprire sarà un trio di big – Paola Taverna, Roberto Fico, Alessandra Todde–, a chiudere, neanche a dirlo, il leader Giuseppe Conte. Nel mezzo oltre due ore di interventi di giornalisti, storici, attivisti, presidenti di associazioni e alleati politici, con quel no al riarmo a fare da filo conduttore di una giornata che i 5Stelle si aspettano identitaria e partecipata.
Ottimismo che i vertici del Movimento giustificano snocciolando i numeri: 18 pullman in arrivo dalla Puglia (più di mille persone, considerando chi si sposta in autonomia), quattro o cinque dalla Calabria e circa 400 attivisti pronti a muoversi in treno dalla Lombardia. Numeri che fanno intendere quanto i 5Stelle confidino nella piazza romana di domani (ritrovo alle 13 in piazza Vittorio Emanuele, palco finale in via dei Fori Imperiali), “autarchica” nell’organizzazione ma aperta negli inviti e negli interventi.
Sul palco dovrebbero salire Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs, comunque sicuri partecipanti alla manifestazione: “È importante esserci – dice Bonelli al Fatto – su un tema sacrosanto che ci accomuna”. Previsti i contributi, tra gli altri, di Giuseppe Onufri, direttore di Greenpeace Italia, Walter Massa (Arci), Emiliano Manfredonia (Acli), Flavio Lotti (Marcia Perugia-Assisi) e del missionario Alex Zanotelli. Parleranno di pace e riarmo il direttore del Fatto Marco Travaglio, lo storico Alessandro Barbero, lo storico dell’arte Tomaso Montanari, la giornalista (ed ex eurodeputata) Barbara Spinelli e l’economista americano Jeffrey Sachs.
Poi c’è il corteo, con le sue adesioni. Il Pd sarà sicuramente presente con una delegazione. Dovrebbe esserci l’area più dialogante con i 5 Stelle, Elly Schlein scioglierà la riserva oggi, durante il seminario con i deputati al Museo Cervi di Gattatico, in Emilia. Aveva praticamente deciso di andare, ma lo strascico del voto di Strasburgo sul rapporto annuale sulla politica estera e di difesa ha di nuovo rimescolato le carte: la delegazione dem ha detto no a larga maggioranza all’emendamento sul ReArm Eu, ma ha poi detto sì al voto finale, che di fatto lo ricomprendeva. Oltre a dire di sì a una serie di altre cose, come l’invito alle famiglie e ai giovani a fare esercitazioni in vista della guerra e al sostegno all’Ucraina fino alla vittoria. Tanto che ieri a cantare vittoria era soprattutto l’ala più centrista del partito, la stessa che con Filippo Sensi liquida l’iniziativa 5Stelle come “una piazza dai connotati di destra”. La segretaria dem vorrebbe andare per dare un segnale a Conte (“mi auguro di incontrarla, ha detto ieri l’avvocato) e non concedergli quella parte di elettorato, ma teme di essere attaccata dal palco. E dunque, alla fine potrebbe optare per un rapido saluto al corteo, nonostante lo spariglio del governatore campano Vincenzo De Luca, il quale due giorni fa ha benedetto la piazza: “La sostengo assolutamente, è un’ottima iniziativa”.
Tra i partiti, oltre ad Alleanza Verdi Sinistra, ci sarà Rifondazione comunista di Maurizio Acerbo: “Dopo la nostra manifestazione di sabato scorso in piazza Barberini – dice Acerbo – la manifestazione proposta dal Movimento 5 Stelle è un’occasione per rilanciare la mobilitazione pacifista contro il riarmo, la guerra in Ucraina e il genocidio in Palestina”.
Di ieri invece l’adesione dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi), che parteciperà al corteo con una delegazione nazionale pur “ribadendo la totale autonomia da qualsiasi formazione politica” (il presidente Gianfranco Pagliarulo è reduce da svariate liste di proscrizione in questi anni): “Il piano Readiness 2030 è l’ennesimo, gigantesco regalo all’industria delle armi, aumenterà la tensione internazionale col rischio sempre maggiore di un devastante conflitto e comporterà tagli pesantissimi alla spesa sociale”.
In questi giorni molti altri hanno sposato la piattaforma della piazza. Alcuni lo hanno fatto motivando le proprie ragioni sul Fatto Quotidiano, come l’ambasciatrice Elena Basile, il giurista Luigi Ferrajoli, lo scrittore e regista Moni Ovadia, gli ex parlamentari di centrosinistra Gian Giacomo Migone e Pino Arlacchi. Presenti anche Stefano Fassina, Loredana De Petris e Paolo Cento, che potreranno in piazza il Polo progressista: “È arrivato il momento di far crescere il fronte della pace contro i mercanti di armi e di morte”.
E ancora: hanno sostenuto la piazza la giornalista ed ex parlamentare Luciana Castellina e l’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, oltre al giornalista Michele Santoro, che alle scorse Europee promosse la lista Pace Terra Dignità pur senza risultare eletto.
Detto del dibattito interno al Pd, tra le assenze più rumorose spicca quella di Maurizio Landini e della sua Cgil, motivata dal fatto di non voler associare il sindaco a una iniziativa “di partito”. Mancherà invece solo per motivi personali l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, che nei giorni scorsi ha però fatto avere il proprio endorsement alla manifestazione: “Siamo la maggioranza degli italiani, anche se chi spinge per l’invio di armi cerca di silenziarci o di etichettarci come pacifinti, filoputiniani, falliti, etc. Tutte bugie, vogliamo solo la pace”. Non ci sarà l’ex parlamentare 5S Alessandro Di Battista, mentre alcune sigle pacifiste – come la Rete Pace Disarmo – lasciano libertà di adesione personale senza però portare in piazza il proprio simbolo, pur condividendo il no al riarmo e l’esigenza di trattative di pace.
..tra le assenze più rumorose spicca quella di Maurizio Landini e della sua Cgil, motivata dal fatto di non voler associare il sindacato a una iniziativa “di partito”.
Landini è andato in piazza il 15 marzo, evento pagato dal sindaco pd di Roma.
Quella era una piazza “neutra”?
Il padrone del giornale che l’ ha organizzata (parlo sempre del 15 marzo) ha interessi anche nelle armi.
Quella era una piazza “neutra”?
Qualche altro ospite che, a quanto sembra sarà presente il 5 aprile, mi fa venire una feroce orticaria; ma lasciamo perdere. Per il momento.
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Landini delusione. Speravo che fosse diverso, invece temo che si prepari all’abituale salto della quaglia dei cosiddetti difensori dei lavoratori dalle piazze agli scranni dorati del parlamento. Vergognati, ipocrita degno del Partito Disonesti
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Tutte scuse quelle di Landini, ma dico io va a quella di serra del 15 Marzo, sapendo,perchè lo sapeva, che il m5s ne avrebbe fatta una i 5 Aprile, e che le motivazioni del Movimento della non partecipazione erano chiare.
Nooo.. il Landini come dico sotto…si prepara al salto!
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Ma poi… QUELLA piazza era pagata dal sindaco, NON la nostra!!!
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Filippo Sensi che dà della piazza di destra a questa manifestazione. Ma quando si dice che hanno la faccia come il …. mica si esagera. Almeno il qulo ha una funzione fisiologica. Luciana Castellina scrive per il Manifesto, mica per il Riformista, ma Sensi (altro renziano rimasto nel PD) lo sa benissimo, è proprio fatto così. Landini che non vuole andare ad una manifestazione di partito, invece quella di Serra era apartitica, notoriamente.
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E, soprattutto, NON era pagata dal Sindaco, la nostra Sì.
Ma vvffnkl, Landi’!
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Aspè, ma era un refuso… Sindacato, non sindaco.
Non vuole associare il sindacato ad un’iniziativa di partito.
Ah ecco. Invece non era associata ad un’iniziativa di partito quella di Repubblica, Serra e pagata pure da Gualtieri… tutto Pd.
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Da sempre l’apartitica CGIL rappresenta il mondo operaio del PD, quello che io chiamo “zoccolo duro”, gente assimilabile al tifoso di calcio sempre pronto ad andare allo stadio per tifare la propria squadra anche quando fa schifo.
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Come fa ad essere APARTITICA, se rappresenta il “mondo operaio del Pd”?
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Era l’articolo in questione che parlava di CGIL apartitica…., infatti io dico che di fatto è lo zoccolo duro dl PD.
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Ci sarà anche Ottolina Tv. Col suo slogan “tutti a casa”. Da parte dei 5stelle gli darei più attenzione.
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Visione Tv s’è incazzata perché Ottolina non va a Milano….
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Ottolina Tv ha aderito “da indipendente” alla Manifestazione di Conte e del Movimento per sostenere la voce di chi si oppone alle politiche scellerate di riarmo in UE e per veicolare il messaggio “tutti a casa” che sta gridando da qualche mese contro le élite europee.
Alla Manifestazione di Toscano e Rizzo, convocata nella stessa data, pur a Milano, non avrebbe potuto, pur volendo, partecipare. Non sono un gruppo di migliaia di persone, parlo come organizzazione cultural/politica, non hanno il dono dell’ubiquità.
Toscano sbaglia ad immaginare la posizione di Conte e del M5s come trasformista, avendo votato l’invio delle armi, durante il sostegno al Governo Draghi. Fu un errore enorme, ma che andrebbe affrontato spiegando bene i tanti fattori che lo condizionarono.
Non credo che Conte farebbe più quell’errore.
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Dando per buono il fatto che la mancata adesione al Governo Draghi avrebbe portato benefici al M5S (anche se è una mera congettura), la verità è che l’errore del sostegno al quel Governo non fu di Conte o di Grillo, ma anche e soprattutto degli iscritti (se avessero opposto un NO chiaro e netto, né Conte né Grillo né chiunque altro avrebbero potuto farci niente), specialmente quelli che adesso fanno i finti tonti e scaricano la loro consistente fetta di responsabilità su qualcun altro (solitamente sostenendo che il quesito fu una sorta di circonvenzione di incapaci, peraltro senza accorgersi che in pratica, così facendo, si stanno implicitamente dando degli interdetti da soli: tutto torna).
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Ripetere una str0nzata 1.000 volte la fa restare una str0nzata anche se ti convinci di no.
Come mai 5S non sono usciti quando Dragula non ha rispettato le loro riforme, tirando fuori la Cartabia?
Forse perché a Grillo e a Di Maio stava bene così, quindi hanno TRADITO le promesse fatte ai votanti di quel quesito.
E non è che non si sapesse chi fosse Draghi e perché lo volevano, tanto da assoldare quel macaco di Renzi per cercare di buttarlo giù.
Sei solo un treninista Lima di complemento 😀
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@ Mentecatto: quand’anche fossero usciti quando dici tu, questo non cambierebbe di un millimetro la responsabilità degli iscritti che, democraticamente, hanno deciso che li volevano in quel governo.
Gli adulti si prendono la responsabilità dei propri errori, i poppanti strillano e danno la colpa agli altri, accampando scuse risibili come una supposta temporanea seminfermità mentale (permanente per qualcuno)
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Quindi è colpa di chi ha creduto a Grillo che diceva che restavano dentro il governo Dragula perché così avrebbero protetto le loro riforme tipo la BONAFEDE, giusto?
Mica di chi non solo ha assistito, ma è stato COMPLICE ATTIVO della demolizione delle ‘riforme da tutelare’ che giustificavano la loro presenza lì.
Tipo Gigino Di Maio e Grillo, che hanno voluto la Cartabia.
Dove erano questi termini di accordo nella votazione voluta da Grillo a gennaio?
Quella per cui 50 parlamentari vennero sbattuti fuori da Crimi-Nal perché non si erano adeguati a votare la fiducia al truffatore bankster mandato al potere dopo il golpetto renziano?
Non c’era alcun accordo anzi, era stato promesso l’incontrario.
E tu dai la colpa all’ingannato e non al truffatore.
Fai proprio cagare.
E’ gente come te che ha fatto passare gli indiani per cattivi e i palestinesi per colpevoli.
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“Non ci sarà l’ex parlamentare 5S Alessandro Di Battista“
Quando si entra nel tunnel della controinformazione, ci si ammala di fallacia di maggioranza ed è difficile poi ritornare nel mondo reale. Spero che l’assenza sia per inderogabili motivi famigliari.
Recentemente, nel millionesimo video dove si indigna per ciò che si legifera nel Parlamento europeo, ha tirato fuori la questione astensione più o meno così:
“qualcuno dice che è anche colpa dell’astensione”…
“non credo perchè quando 1 su 2 non vota non possono sbagliarsi tutti”….
“la gggente non vota perchè tanto le decisioni vengono prese altrove”….
Se ne deduce che, se ad esempio nel Parlamento UE gli eletti fossero tutti quanti dei Santoro, il riarmo da 800 MLD passa comunque perchè “le decisioni vengono prese altrove”.
Io non so se e quali decisioni “vengono prese altrove”, ma so di certo che le decisioni per passare hanno bisogno di firme/voti di eletti e/o nominati da eletti. Senza non passano. Quindi o si ha il coraggio di accusare TUTTI i partiti europei pacifisti di essere attori che recitano un copione scritto dai produttori di armi, oppure è una colossale idiozia assolvere e giustificare l’astensione perchè “tanto le decisioni vengono prese altrove”. Casomai l’INIZIATIVA può partire da altrove, ma la DECISIONE spetta ad eletti e/o nominati da eletti.
Se poi applicassimo la fallacia di maggioranza come regola per capire dove sta la ragione, ne dovremmo dedurre che, siccome la maggioranza degli italiani era pro Mussolini, questo fosse l’incarnazione del bene.
Non c’è nessuna regola che stabilisce che la ragione stia nel gruppo di maggioranza o quasi.
Di certo è difficile e controproducente, per chi vuol fare della controinformazione il proprio mestiere, accusare ANCHE la maggioranza o quasi dei cittadini. Meglio farseli amici.
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Ma, ad esempio, il PD non doveva votare contro il Rearm? Dov’è che vengono prese le decisioni?
Dibba non partecipa: non mi stupisce affatto! Non è questione di contro informazione ma di coerenza: puoi accusarlo di non essere un pacifista?
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Non esiste il signor PD, come non esiste il signor M5S, come non esiste la signora Lega etc. etc,
Esistono persone che sono dentro dei contenitori e non sempre sono d’accordo col capo del contenitore, vedi Di Maio che fece la scissione perhè Conte non era abbastanza Nato.
Che i disaccordi col capo siano per interessi personali o perchè ci credono veramente, non cambia il fatto che non sia una prova della tesi “tanto le decisioni vengono prese altrove”.
Il PD si è presentato pro invio armi alle elezioni europee, quindi il tuo esempio del PD non confuta affatto il mio ragionamento sull’utilità di votare partiti pacifisti che non hanno mica votato per il rearm.
Tu non argomenti, ma butti la palla in tribuna con discorsi pretestuosi (il PIDDDIII!!!) sperando che nessuno si accorga che non c’entra una mazza col mio ragionamento sul votare per partiti pacifisti.
“puoi accusarlo di non essere un pacifista?”
No, lo accuso di essere molto utile per coloro che vuole combattere, come quasi tutta la controinformazione.
I pro armi non lo ascoltano mica e cambiano canale quando va in tv, quindi il suo dare ragione all’astensione può solo convincere eventuali votanti di partiti pacifisti ad entrare nell’inutile mondo dell’astensione. Strada spianata ai pro armi.
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Alle elezioni europee nessun partito ha promesso di votare contro armi e appoggio all’Ucraina, parzialmente i 5s ma l’unico con una posizione pacifista è stato Santoro. Nel caso ultimo il PD ha dato una linea e i suoi rappresentanti hanno votato contrariamente alla linea o si sono astenuti: ergo nessuna politica viene condotto in nome degli elettori e neppure in nome della segreteria di partito. La mia argomentazione è perfettamente pertinente. Già mesi fa anche Report aveva denunciato gruppi di pressione economico-politici in Eu, poi c’era stato lo scandalo delle borse di soldi ai parlamentari eu, e ancor più pochi giorni fa c’è stato lo “scandalo” Picierno e lobbies sioniste, e questi sono fatti. Di Battista non può convincere a votare o a stare a casa, l’unica cosa che può portare nuovamente i cittadini alle urne è un cambio radicale del paradigma o dell’intera classe dirigente, esattamente come promise il Movimento senza riuscirci, non solo per sua volontà.
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Sì, Eli, Elly Schlein aveva dato mandato di votare NO,invece hanno votato tutti Sì, tranne Tarquinio e Strada.
E mi fa specie che Proprio Dibba, che l’ha denunciato in un articolo fenomenale, all’atto pratico, come sempre(in effetti non mi dovrei stupire, quindi), si tiri indietro…
https://infosannio.com/2025/04/03/dal-pd-con-furore-lunione-europea-ci-trascina-in-guerra/comment-page-1/#respond
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Purtroppo chi vive solo nella controinformazione rischia di vivere scollegato dal mondo. Sente sentitamente il dramma delle morti in Palestina o in ucraina perché comunque “lontane” ma non riesce minimamente a rendersi conto della realtà che lo circonda e di quale sia lo stato di una democrazia a suffragio universale vittima di colpi d’ accetta all’ istruzione e alla qualità dell’ informazione, nonché in un periodo di crisi. Non rendersi conto che oggi una grossa fetta della popolazione è politicamente manipolabile per il presentarsi di uno o più sei motivi suddetti è grave e non ti permette di fare informazione onesta, o contro informazione come la chiamano, perché parte da una lettura errata della realtà seppur mossa dai migliori proposti e sentimenti.
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Landini? Si Landini…si prepara la poltrona in parlamento!
Ha mai denunciato la CISL per le mancate presenze alle manifestazioni?
Ha mai proposto un solo sindacato composto dalle tre sigle?
Proposta che andrebbe fatta proprio oggi che perdono tessere,posti di lavoro, si applicano oltre i 130 contratti di lavoro(sfruttamento a tempo determinato) e i famosi 9€ all’ora?
Sindacati che si sono ridotti a fare il lavoro dell’Inps(un tanto a pratica) e dichiarazione dei redditi …a pagamento!
Ricordo le manifestazioni del ’68 …”gli autunni caldi”
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Landini fa schifo
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Si, se pensi che la UIL gli è andata a sinistra!Per non parlare della Cisl che fa più schifo della CGIL
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E se veniva alla manifestazione era super, giusto?
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Sempre schifo ma almeno manifestava per la pace e contro il riarmo, non venendo fa schifo come una discarica nucleare.
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