Missioni. Starmer&C. invieranno nei prossimi giorni i capi “in vista della pace”. Gaiani (Analisi Difesa): “Il piano Nato è inattuabile”

(di Sabrina Provenzani – ilfattoquotidiano.it) – Londra. I vertici militari britannici si recheranno in Ucraina entro pochi giorni “per intensificare i piani per una forza di pace nel caso in cui venga raggiunto un accordo permanente con la Russia”. Lo riferisce la stampa inglese. È un salto di qualità rispetto agli impegni finora verbali delle ultime settimane, maturato negli ultimi vertici dei volenterosi di Londra e di Parigi. E infatti, finalmente e per la prima volta, il premier Keir Starmer ha concesso che l’eventuale dispiegamento di truppe britanniche venga sottoposto a verifica parlamentare – un voto che non teme, vista l’ampia maggioranza di cui gode e il supporto anche da parte dell’opposizione. Ma questo passaggio, a data da destinarsi, segnala il cambio di passo.

Condiviso dagli altri due paesi europei che più hanno da guadagnare dal riarmo annunciato: gli ufficiali del Regno Unito saranno affiancati da quelli francesi e tedeschi, e terranno colloqui con i capi militari di Kiev per discutere i piani per una forza che dissuaderebbe la Russia se venisse raggiunto un accordo per porre fine alla guerra. Starmer ha accusato Putin di “giocare e prendere tempo” e ha suggerito di dare al presidente russo un ultimatum per fare progressi su un cessate il fuoco in Ucraina.
Prova di forza, sulla carta, su cui è scettico il direttore di Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani: “Il piano anglo-francese è del tutto inattuabile: per accettare un accordo Mosca pretende non vi siano forze di nazioni Nato in territorio ucraino. Senza questa clausola non c’è accordo, mentre con essa nessun membro Nato potrà schierare truppe in Ucraina”. E allarga lo sguardo a uno scenario realistico in cui le potenze minori non hanno voce in capitolo: “La deterrenza della Nato a protezione dell’Ucraina è fuori discussione senza gli Usa, e Washington non intende offrire garanzie militari. La Ue non ha i mezzi militari né l’unità politica per poter proteggere Kiev e sfidare Mosca, e anche un’ipotetica missione di peacekeeping dell’Onu dovrebbe venire approvata dal Consiglio di Sicurezza in cui la Russia ha diritto di veto”. Scettico è anche il sottosegretario dell’Onu, Jean-Pierre Lacroix che ieri ha ribadito che al momento una missione in Ucraina resta altamente ipotetica e che l’Onu non sta pianificando nulla”. Unico punto certo è “un’importante ministeriale della Difesa che si terrà a maggio a Berlino sulle possibili missioni future”, ha annunciato Lacroix a Roma dopo l’ incontro con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a i quali il sottosegretario ha anche “sottolineato l’importanza dell’impegno italiano sul tema più ampio delle missioni di mantenimento della pace.

Per il momento appare chiaro che il progetto di truppe europee sul campo sia esclusivamente a trazione anglo-francese, col possibile coinvolgimento di una minoranza degli oltre 30 paesi della coalizione dei volenterosi. Chi ne è amaramente consapevole è proprio l’Ucraina, che chiede un impegno europeo serio. In questo caso, ricorda Gaiani, “non saremmo di fronte a una operazione di peacekeeping, ma al prolungamento della guerra con il coinvolgimento di Londra e Parigi”. Nel frattempo Washington, come rivelato da Bloomberg, gli Usa puntano a controllare gli investimenti in Ucraina, escludendo l’Europa. Come riporta l’agenzia, che ha visionato una bozza dell’accordo sulle terre rare ucraine, “gli Usa stanno cercando di controllare tutti i principali investimenti futuri in infrastrutture e minerali in Ucraina, potenzialmente ottenendo un veto su qualsiasi ruolo degli altri alleati di Kiev e compromettendo la sua candidatura per l’adesione all’Ue”. L’amministrazione Trump esige “il ‘diritto di prima offerta’ sugli investimenti in tutti i progetti di infrastrutture e risorse naturali nell’ambito di un accordo di partenariato rivisto con l’Ucraina”. Kiev ieri ha confermato di avere ricevuto una versione del nuovo accordo. “Gli avvocati lo esamineranno. Il formato dell’accordo è stato modificato”, ha detto Zelensky.