La leader di Fdi ha spiegato di non vedere il presidente degli Stati Uniti come un avversario, di voler continuare a rispettare il “primo alleato” dell’Italia e di lavorare per evitare una frattura transatlantica

(ilsole24ore.com) – Chiedere alla premier italiana di scegliere tra il presidente Usa Donald Trump e l’Unione europea equivale, agli occhi della diretta interessata, a chiederle di fare una scelta “infantile”. È il messaggio che Giorgia Meloni ha lanciato in un’intervista al Financial Times. La leader di Fdi ha chiarito che rispetterà il “primo alleato” alla Casa Bianca e lavorerà per evitare una frattura tra gli Usa e l’Unione europea. L’intervista giunge nei giorni in cui il Tycoon ha annunciato dazi del 25% sulle auto importate negli Usa.
Giorgia Meloni, racconta il quotidiano, ha liquidato come “infantile” e “superficiale” l’idea che l’Italia debba scegliere tra Stati Uniti ed Europa, ribadendo che farà tutto il necessario per difendere gli interessi del suo Paese. Nella sua prima intervista con un giornale straniero da quando è entrata in carica nel 2022, il primo ministro italiano spiega che è «nell’interesse di tutti» superare le gravi tensioni nelle relazioni transatlantiche, descrivendo le reazioni di alcuni leader europei a Donald Trump come «un po’ troppo politiche».
«L’Italia – ha aggiunto – può avere buone relazioni con gli Stati Uniti e se c’è una cosa che il nostro Paese può fare è evitare uno scontro tra gli Usa e l’Europa e costruire ponti. Io lo farò. Ed è nell’interesse degli europei».
Gli Usa primo alleato dell’Italia
La “leader conservatrice nazionalista italiana”. come la definisce FT nell’intervista di Roula Khalaf, Amy Kazmin e Ben Hall, ha chiarito di non vedere il presidente degli Stati Uniti come un avversario e di voler continuare a rispettare il “primo alleato” dell’Italia. «Io sono conservatrice. Trump è un leader repubblicano. Sicuramente sono più vicina a lui che a molti altri, ma capisco un leader che difende i suoi interessi nazionali», ha detto Meloni A ft. «Io difendo i miei».
Il protezionismo Usa non nasce con Trump
In un momento di crescente allarme in Europa per l’amministrazione Trump, Meloni ha affermato che molte lamentele della Casa Bianca sulle pratiche commerciali e sulla spesa per la difesa dell’Europa non fanno altro che riecheggiare le precedenti amministrazioni statunitensi. Parlando poche ore prima che Trump annunciasse tariffe del 25% sulle importazioni di automobili, Meloni ha affermato che gli Stati Uniti stanno perseguendo da tempo un programma sempre più protezionistico, anche con l’Inflation Reduction Act di Joe Biden. «Pensate davvero che il protezionismo negli Stati Uniti sia stato inventato da Donald Trump?».
Posizione di Trump sulla difesa europea stimolo per l’Ue
Meloni confida una speranza: che l’approccio “conflittuale” di Trump sulla difesa europea sia un necessario «stimolo» per il continente ad assumersi la responsabilità della propria sicurezza. «Mi piace dire che la crisi nasconde sempre un’opportunità», ha detto.
«Condivido critiche JD Vance a Eu, Europa si è un po’ persa»
Meloni confida di condividere l’attacco del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance all’Europa per aver presumibilmente abbandonato il suo impegno a favore della libertà di parola e della democrazia. «Devo dire che sono d’accordo», afferma. «Lo dico da anni… L’Europa si è un po’ persa». Le critiche di Trump all’Europa non erano rivolte al suo popolo, ma alla sua «classe dirigente … e all’idea che invece di leggere la realtà e trovare il modo di dare risposte alle persone, si possa imporre la propria ideologia alle persone».
Meloni: ora governo più longevo nella storia del Dopoguerra
Nell’intervista a FT la premier mette in evidenza la stabilità politica che ha portato in Italia dalla sua vittoria elettorale nell’ottobre 2022, sottolineando che ora è alla guida del quinto governo più longevo nella storia del Dopoguerra del suo Paese. Il suo dominio sul panorama politico italiano, unito a una gestione fiscale relativamente prudente, ha contribuito a rassicurare i mercati finanziari sull’elevato onere del debito italiano.
La guerra commerciale con gli Usa
Ma l’Italia, come il resto dell’Europa, si trova ora ad affrontare un ordine mondiale in subbuglio, con l’amministrazione Trump che ha declassato i suoi impegni di sicurezza e ha dichiarato guerra economica ai suoi alleati tradizionali. «Le nostre relazioni con gli Stati Uniti sono le più importanti che abbiamo», osserva la premier.
“Nell’intervista a FT la premier mette in evidenza la stabilità politica che ha portato in Italia dalla sua vittoria elettorale nell’ottobre 2022, sottolineando che ora è alla guida del quinto governo più longevo nella storia del Dopoguerra del suo Paese.”
Laddove il primo è quello di Mussolini…
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Anail, sai quanto ti stimo. La battuta ci sta.
Ma la Meloni alludeva ai Governi repubblicani, quindi post seconda guerra mondiale. E la classifica vede in testa il Berlusconi II, poi a seguire il Berlusconi IV, il Craxi I e il Governo Renzi. La Meloni è quinta da pochi giorni perché ha superato il Governo Prodi I.
Purtroppo questo Governo rischia di scalare altre posizioni. Ma pur sempre in democrazia. Democrazia malata, ma malata da anni. Per tanti motivi.
Non c’è un grande futuro all’orizzonte, è inutile farsi illusioni. E pur disprezzando il Governo Meloni ( e la sua leader opportunista e bugiarda) non lo ritengo peggiore dei Governi Draghi, Letta o Renzi.
Mi sono sentito rappresentato negli ultimi anni solo dal Conte I. E in parte dal Conte II che comunque non ha potuto rivelarsi appieno per il problema pandemico e la serpe in seno che portava appresso ( Renzi).
E per dirla tutta la politica europea a conduzione Von der Leyen, Kallas, e tutta la Commissione mi fa ancora più schifo.
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E meno male che non ha citato la stabilità cadaverica che il paese riuscirà a raggiungere grazie al suo premierato. In quel momento il paese riuscirà a sfoggiare una stabilità ammirabilissima, tanto da potersi dire rigor mortis.
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L’ex chierichetta di Biden, che con gli americani aveva raccolto solo un plateale bacetto per tutelare i suoi interessi personali, ora si è auto promossa a pontefice di Trump, perché spera che il nuovo deus ex machina statunitense, abbia bisogno di un suo vicario in Europa. Naturalmente è tutto frutto della sua immaginazione. Gli americani a corto di soldi, hanno messo da parte l’idea di poter fare crollare il regime di Putin e spolpare la Russia tramite la guerra in Ucraina (sebbene abbiano raggiunto l’obiettivo secondario di gambizzare la Germania); ora vogliono mungere gli europei in tutti i modi per cercare di contenere l’esplosione della prossima ventura bolla economica-finanziaria che riguarderà l’hi tech. Accettare la definizione di parassita non permetterà alla Meloni di diventare la mosca nocchiera di Trump in Europa; è solo piaggeria servile, utile per coprire con un velo di ricamo internazionalista, i fallimenti oramai evidenti del suo operato. Inoltre, vantarsi della longevità del suo governo – garantita soprattutto da un aberrante legge elettorale che le ha regalato un’inaudita maggioranza parlamentare, non corrispondente alla realtà – non certifica nessun particolare merito.
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Ogni giorno che passa è sempre più evidente la sua analisi. Parlo per chi è consapevole di ciò che stiamo vivendo.
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Non c’è mai stato da 80 anni alcun tipo di protezionismo americano in Europa. Gli americani ci hanno trattato da sempre come una loro colonia per il loro intervento nella seconda guerra mondiale. Quello che hanno fatto , è stato , ed è in funzione del loro viscerale anticomunismo russo staliniano ed ora putiniano. Nel 1989 a seguito della caduta del muro di Berlino dello scioglimento del del patto di Varsavia , la Nato doveva essere sciolta a sua volta. Non ci sarebbe stata questa guerra . e gli americani si sarebbero tolti la scusa del protezionismo in Europa per intromettersi in qualsiasi politica a loro giudizio perigliosa.
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Mettiamo da parte per un momento le nostre ideologie, le nostre convinzioni personali su giustizia sociale , nazionalismo, famiglia ed altre amenità fantasmagoriche e mettiamo che alla nostra premier stia davvero al cuore il destino dell’ Italia e di noi tutti: ma come può sperare di mettere d’accordo capre e cavoli ? Come potrà pretendere che un affarista di primo livello come Trump si lasi convincere dalla sua “diplomazia” da Garbatella e noi antri che semo bravi e belli e non ce po fa niente nessuno ? Sta borgatara crede davvero di prendere per il cubo Trump ? Stiamo a vedere.
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Una parvenu della politica. Detto tutto.
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Meloni, vuoto pneumatico, quasi quando la Schlein e Conte.
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