(Di Fabio Scuto – ilfattoquotidiano.it) – Nel colpevole disinteresse mondiale sui destini di Gaza, su chi dovrebbe vivere in questa nuova utopia di Trump, giornali e tv hanno dedicato poche righe o una manciata di secondi al vertice della Lega Araba su Gaza, sui 53 miliardi i dollari che i Paesi arabi sono pronti a spendere per ricostruire la Striscia senza evacuazioni forzate. Sono state messe sul tavolo idee sulla prospettiva politica per amministrare i 2,5 milioni di abitanti di quella lingua di sabbia.

Ma come se nulla fosse stato al Cairo, la Casa Bianca prosegue a proposito di Gaza nella sua visione di Trumpworld: un parco a tema fantasy pieno di Trump Towers, campi da golf Trump e androidi Maga. Certo qualcuno deve dire a un certo punto che il presunto successo del neo-presidente è non solo effimero e anche in fondo falso. Finora le attività immobiliari e dei casinò di Trump negli Usa hanno dichiarato bancarotta più volte, la sua università ha dovuto affrontare molteplici cause legali per frode, la sua fondazione è stata macchiata da uno scandalo e la sua azienda è stata condannata a pagare più di 350 milioni di dollari in un processo civile per frode a New York. Non sembra un elenco di vittorie.

Un uomo a cui chiaramente non importa nulla di tutto ciò è il premier Benjamin Netanyahu, che ha salutato Trump come “il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca” e ha affermato che il suo piano per Gaza – fermamente osteggiato dai palestinesi e dai Paesi vicini – “potrebbe cambiare la storia”.

La normalizzazione continua. Netanyahu ha anche offerto questo omaggio a Trump che troverà eco nei suoi fan più accaniti: “Vai dritto al punto. Vedi cose che gli altri si rifiutano di vedere. Dici cose che gli altri si rifiutano di dire. E dopo che le mascelle cadono, la gente si gratta la testa e dice: ‘Sai, ha ragione’”.

Siamo solo a sei settimane dall’insediamento. Trump sembra determinato a fare del tempo futuro un mix fra L’impero colpisce ancoraIl Padrino – Parte II e Terminator 2. Al Bar di Guerre Stellari nella Casa Bianca si parla già del sequel: Oggi Gaza, domani il mondo.