
(Irene Famà – La Stampa) – Palermo. Napoli. E ora sul caso Paragon si muove anche la procura di Roma. Dopo la denuncia del sindacato dei giornalisti finita sul tavolo del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, a piazzale Clodio è stato aperto un fascicolo per fare chiarezza sulle intercettazioni abusive. E alla polizia postale sono stati affidati accertamenti per risalire a chi, da almeno un anno, ha utilizzato il software di produzione israeliana per spiare giornalisti e attivisti.
La faccenda ha i contorni di una spy story internazionale. I servizi segreti italiani assicurano: «Non siamo stati noi». E Palazzo Chigi scende in campo per avvalorare la posizione dell’intelligence. Stessa versione è stata fornita dalle forze di polizia. Tutte. Nessuna esclusa. E il Guardasigilli Carlo Nordio ha eliminato anche un ipotetico ruolo delle procure. Ma allora chi è stato? E perché?
Tra le ipotesi al vaglio dei magistrati italiani che indagano sulla vicenda c’è anche il possibile ruolo di un’agenzia esterna. Privata. Una sorta di contractor. Perché è vero che Paragon Solutions, la ditta israeliana che produce lo spyware Graphite, vende solo ai governi. Ma è altrettanto vero che l’utilizzo improprio di strumenti destinati alle forze di polizia da parte di agenzie private non sarebbe una novità.
C’è poi la legge italiana che vieta alle procure di utilizzare i dati raccolti da un server fuori dal territorio nazionale. Insomma: secondo fonti ben informate, qualcuno potrebbe aver commissionato il dossieraggio ad un’agenzia esterna. Così da ottenere i dati richiesti eludendo i rigidi vincoli previsti per legge. I contractor, va da sè, non hanno bisogno di garantire l’affidabilità della legalità.
C’è poi la questione del contratto. A inizio febbraio, WhatsApp annuncia che lo spyware di Paragon è stato utilizzato per spiare 90 utenti europei, tra cui sette italiani. La notizia fa il giro del mondo. Il Guardian scrive che Paragon Solutions ha stracciato il contratto con l’Italia. Violazioni contrattuali, si vocifera. E gli addetti ai lavori si interrogano: «Violazione contrattuale sui target o su chi è abilitato ad utilizzarlo? ». Netta la smentita pubblica del governo.
Oramai la “Spectre” ha le dimensioni di uno Stato che utilizza prodotti riservati. Aveva ragione 007.
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Ma se gli unici colpiti dalle inchieste di Fanpage sono stati i Fratelli, e se sempre i Fratelli sono ora al Governo grazie a promesse tradite di argine all’immigrazione, che invece si è impennata, e avrebbero tutto l’interesse di fermare, allora, secondo me, dove c’è fumo c’è arrosto!
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cui prodest?
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Vuoi vede’ che come al solito ha stato Conte🤔
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In realtà è la Raggi che colpisce nell ombra di spelacchio !
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