In un post pubblicato nelle scorse ore su X Elon Musk si è detto d’accordo con la proposta di ritirare gli Stati Uniti dall’Onu e dalla Nato.

(di Davide Falcioni – fanpage.it) – Elon Musk – imprenditore, controverso sostenitore di Donald Trump e capo del Dipartimento dell’Efficienza Governativa degli Stati Uniti – “concorda” con l’idea che Washington debba ritirarsi dalle Nazioni Unite e dalla Nato. Lo ha scritto lui stesso sul suo social X dichiarandosi “d’accordo” con un post pubblicato da tale Ian Jaeger, un individuo che si presenta come “culturista e commentatore politico” e che, naturalmente, si colloca tra le fila dell’estrema destra americana.
L’endorsement di Musk arriva a una settimana dalla proposta di alcuni senatori repubblicani di ritirare completamente gli Stati Uniti dall’Onu. Il documento, il cui primo firmatario è Mike Lee, chiede di cessare tutti i finanziamenti statunitensi alle Nazioni Unite e di vietare qualsiasi coinvolgimento degli USA nelle missioni di peacekeeping dell’Onu.
La proposta di legge, denominata Disengaging Entirely From the United Nations Debacle Act, se approvata porrebbe fine all’adesione degli Stati Uniti all’Onu e ai suoi organismi affiliati, nonché ai finanziamenti a tali gruppi. “Le Nazioni Unite si sono trasformate in una piattaforma per tiranni e in un luogo per attaccare l’America e i suoi alleati”, ha detto Lee in una dichiarazione rilasciata a Fox News Digital. “Dovremmo smettere di pagare. Mentre il presidente Trump rivoluziona la nostra politica estera mettendo l’America al primo posto, dovremmo ritirarci da questa organizzazione fasulla e dare priorità alle vere alleanze che mantengono il nostro Paese sicuro e prospero”.
Per il deputato repubblicano del Texas Chip Roy “le Nazioni Unite hanno beneficiato dei soldi delle tasse americane, spesso minando i nostri interessi, attaccando i nostri alleati e rafforzando i nostri avversari”. In cambio, secondo Roy, tale “organizzazione globalista ha fallito, per decenni, nel prevenire guerre, genocidi, violazioni dei diritti umani e persino pandemie”.
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Ha ragione. l’ONU non è mai riuscita a impedire agli Usa di commettere crimini contro l’umanità. Nulla da protestare!
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“… secondo Roy, tale “organizzazione globalista ha fallito, per decenni, nel prevenire guerre, genocidi, violazioni dei diritti umani e persino pandemie”.”
Infatti, leggendo questa “chiusa”, ho pensato esattamente la stessa cosa.
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MAGARI SI LEVASSERO DAI GABASISI UNA VOLTA PER TUTTE….
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Ma magari, l’ONU smetterebbe di essere paralizzata dai veti incrociati degli USA ogni volta che condannano Israhell e simili.
Quando vuoi essere super-partes, stacci nel tuo olimpo. Vorrà dire che la prossima guerra sarà EU+NATO+Cina vs USA, forse Izrael e probabilmente Russia.
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Sono parole in libertà. Andare fuori dalla NATO significherebbe smantellare le basi in Europa portandosi via le loro carabattole, comprese un bel po’ di atomiche che magari potrebbero venderci, mollare la Turchia e la Norvegia, congedare i militari, ritirare equipaggiamenti ed armi, smantellare flotte. Non parliamo, poi, del Canada e del sistema difensivo aereo integrato. La proposta è simile a quella della sig.ra Meloni del blocco navale per fermare gli sbarchi. Quanto all’ONU poi, perché no, potrebbero ottenere lo status di ” osservatore” come il Sovrano Militare Ordine di Malta.
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FRANCO VANNUCCI
Piaccia o no, le cose stanno così.
Questa guerra è nata nel 2014, quando è stato fatto un colpo di stato in Ucraina sostenuto da Stati Uniti (c’era Biden vicepresidente e la Clinton segretario di Stato).
Tolsero il Presidente ucraino filo-russo che si rifugiò a Mosca, presero il potere con la forza e piazzarono un governo filo- americano.
Dopo il colpo di stato sono subito state emanate delle leggi anti russe. Solo che l’Ucraina è un paese diviso in due, a ovest sono ucraini, nazionalisti e vicini all’Europa, ad est e in Crimea sono russi.
La Russia con un colpo di mano si è ripresa la Crimea senza sparare un colpo (perché il 90% sono russi e hanno fatto un referendum). Mentre nelle altre province sono state fatte persecuzioni (multe se parli in russo, sparatorie a chi pregava in russo). I dati OSCE parlano, di 14000 morti fra civili e militari nel Donbas in 7 anni.
Nel 2014 c’è stata la strage di Odessa, ma ne hanno parlato troppo poco in tv. Gli ucraini diedero fuoco a un sindacato che era pieno di anziani, donne con bambini, quelli che scamparono all’incendio furono uccisi a colpi di fucile.
Putin ha più volte denunciato il genocidio nel Donbas (14.000 morti) ma nessuno nei media occidentali ha approfondito.
Poi è arrivato Trump e l’Ucraina è rimasta sola, a lui non interessava. C’è stato i cessate il fuoco e sono stati fatti gli accordi di Minsk che prevedevano il riconoscimento delle due repubbliche da parte dell’Ucraina come regioni a statuto speciale.
Si arriva così all’elezione di Biden, che affermò subito che Putin è un killer e che gliel’avrebbe fatta pagare.
Il figlio di Biden, Hunter, ha diversi gasdotti in Ucraina, e affari milionari. Biden ha chiesto l’ingresso nella Nato dell’Ucraina, inaccettabile per la Russia. Inaccettabile perché i missili sarebbero puntati a 300 km da Mosca. Perché sarebbero puntati su Pechino, infatti la Cina ha sostenuto la Russia con contratti sul gas altissimi.
Da dicembre è iniziata l’isteria americana sull’inizio della guerra. Hanno pompato Zelensky a bombardare di nuovo il Donbas per riprenderselo promettendogli aiuto militare. Lui ci è cascato. La Russia si è seduta al tavolo con tutti i presidenti e con tutti i ministri degli esteri ma senza risultati. Nessuno voleva trattare, ma ribattevano che l’Ucraina ha il diritto di entrare nella Nato. La Russia ha offerto di demilitarizzare l’Ucraina e farlo uno stato cuscinetto, come la Svizzera, di transito di gas e di merci, ma senza armi. Gli è stato risposto di no.
Aggiungo che gli USA hanno piazzato in questi anni in Ucraina 14 laboratori che producono armi chimiche, lungo tutto il confine russo. Dunque una minaccia di non solo missili.
A questo punto non è difficile comprendere la reazione di Putin, acclamato dalle popolazioni filo-russe del Donbass come un liberatore di quelle zone che non devono essere annesse alla Russia ma rese alla loro libertà dopo i massacri di questi anni.
Non esistono buoni e cattivi, ma solo una buona o una cattiva informazione.
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170 Paesi nel mondo accolgono militari USA e almeno 76 Stati ospitano in totale circa 642 basi.
Si cominci con lo scioglimento della Nato. Ma secondo il nuovo sovrano tutti gli stati coinvolti dovranno pagare il “servizio” ricevuto dal’45, in parte comprando gas liquido (più costoso e inquinante) made in Usa. Almeno finché non si ricostruirà il gasdotto Nord Stream fatto esplodere da Zelensky&americani con l’applauso degli europoidi in fase avanzata di decadimento mentale.
Il futuro – gli déi lo vogliano – sarà bricseuropeo. Amen!
PS. Intanto la premier è alla disperata ricerca di un ruolo d’intermediazione. In pratica nessuno la c@ç@
Mamma mia dammi 100 lire (ORIGINAL VERSION + LYRICS)
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