In Ucraina si trovano 22 dei 50 materiali ritenuti critici dagli Stati Uniti e 20 delle 34 materie prime critiche per l’Ue

(di Valentina Iorio – corriere.it) – Aiuti militari americani in cambio dello sfruttamento delle terre rare ucraine. È questo il cuore della trattativa da 500 milioni di dollari che si sta giocando tra Stati Uniti e Ucraina. «Ho parlato con Putin e Zelensky e sto cercando di riprendere i nostri soldi indietro. L’Europa ha dato 100 miliardi all’Ucraina sotto forma di prestito. Noi abbiamo messo 300 miliardi. Chiediamo quindi le terre rare e il petrolio e qualsiasi altra cosa», ha dichiarato Donald Trump intervenendo al Cpac, la convention dei conservatori americani. Kiev possiede grandi giacimenti sotterranei per un valore di 11,5 trilioni di dollari non solo di terre rare come lo scandio, ma anche di altri minerali essenziali, come litio, grafite, cobalto e titanio.
Cosa sono le terre rare?
Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi della tavola periodica che comprende: scandio, ittrio e i 15 lantanoidi ovvero, nell’ordine della tavola periodica, lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tulio, itterbio e lutezio. Questi 17 elementi producono un mercato globale che vale già quasi 11 miliardi e che entro il 2031 raggiungerà i 21,7 miliardi di dollari con un ritmo di crescita del 7,4% l’anno. Le terre rare rappresentano solo una parte delle cosiddette materie prime critiche. Secondo l’Unione europea quelle necessarie per la transizione verde e digitale sono 34.
Perché sono così importanti?
Queste materie prime sono indispensabili nell’industria tecnologica e in quella della difesa. Ad esempio si usano per creare magneti permanenti, fibre ottiche ma sono fondamentali anche per le turbine eoliche e i pannelli solari. Sono importanti per tutti i dispositivi elettronici di ultima generazione, ma anche per le tecnologie più avanzate nel campo dell’aerospazio, della difesa e nel settore medico.
Dove si trovano le terre rare?
Secondo gli ultimi dati del United States Geological Survey in tutto il mondo ci sono poco più di 90 milioni di tonnellate di riserve, di cui 44 milioni in Cina, che è di gran lunga il più grande produttore al mondo. Al secondo posto c’è il Brasile con 21 milioni di tonnellate. In India ce ne sono circa 7 milioni, in Australia 5,7 milioni. La Russia ne ha altre 3,8 milioni di tonnellate. Mentre le riserve degli Stati Uniti ammontano a 1,9 milioni di tonnellate.
Perché l’Ucraina è così strategica?
In Ucraina si stima che le riserve di terre rare del giacimento di Azov superino quelle dei più importanti giacimenti del Nord America. Kiev oltre ad avere i giacimenti di terre rare ha depositi di gran parte delle cosiddette materie prime critiche, che comprendono anche litio, titanio e altri minerali. In particolare secondo il ministero ucraino della protezione ambientale e delle risorse naturali, nel paese si trovano depositi di 22 dei 50 materiali identificati come critici dagli Stati Uniti e 20 delle 34 materie prime identificate come critiche dall’Unione europea, come aveva fatto sapere la stessa Commissione. L’Ucraina è tra i primi dieci paesi al mondo per riserve accertate di titanio e conta il 7% della produzione mondiale e il quinto produttore di gallio. Il deposito di Zavalievsky è uno dei più importanti giacimenti di grafite conosciuti e non ancora sfruttati in Europa.
Classificati come terre rare, invece ci sono il lantanio e il cerio, utilizzati nei televisori e nel settore dell’illuminazione; il neodimio, impiegato nelle turbine eoliche e nelle batterie dei veicoli elettrici; erbio e ittrio che sono utili alla produzione di energia nucleare e dei laser. Secondo un studio pubblicato nel 2023 dall’Istituto geologico nazionale ucraino l’Ucraina ha circa 2,6 miliardi di tonnellate di riserve di terre rare.
Ecco un altro tormentone che non ci lascerà così facilmente : le terre rare . Che poi così rare non saranno più visto almeno dal punto di vista della presenza nei rotocalchi . Cosa avrà spinto quella brava gente alla Obama a desiderare ardentemente di smembrare la Russia ed appropriarsene , promettendo agli EU di partecipare al bottino ? Ovviamente , non si può rispondere senza invalidare tutta la retorica fatta di buoni sentimenti, liberaldemocrazia, libertà individuali e str…te per gli sprovveduti .
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La giornalista dovrebbe rileggere il suo articolo: 90 milioni di tonnellate di riserve di terre rare in tutto il mondo e l’Ucraina ne ha 2.6 miliardi (di tonnellate) ??
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evidentemente sapevano di poter essere risarciti in qualche modo : non esistono pasti gratis!
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Quando ero in Congo, il progetto nel quale fui coinvolto prevedeva 3 fasi; la messa in servizio di un impianto di acido solforico usato per l’estrazione del rame, un impianto per la produzione di anidride solforosa liquida usata per l’estrazione del cobalto ed infine, visto che la combustione dello zolfo usato per produrre acido solforico genera calore usato per produrre vapore, la messa in servizio di una turbina per la produzione di elettricità.
Dopo aver completato le prime due fasi il cliente ci disse: mettiamo in servizio la turbina, la collaudato e poi la spegniamo.
Eravamo increduli; la turbina non costa pochi spiccioli e l’energia elettrica prodotta è un’ottima fonte di guadagno.
Ci risposero che se avessimo lasciato in servizio la turbina avrebbero guadagnato dal risparmio dell’acquisro di energia elettrica 1,5 MLN di dollari anno; se invece avessero utilizzato il vapore prodotto per l’estrazione del cobalto (serve anche il vapore oltre all’anidrixe solforosa liquida) avrebbero guadagnato 70 MLN di dollari l’anno.
Cosa gi vuoi dire di fronte ad un argomento simile, ma la spiegazione era chiarissima.
Oggi la turbina è in servizio, il prezzo del cobalto era alle stelle ed oggi è crollato.
Ho raccontato questo episodio per mettere in luce il fatto che nell’ambito delle tecnologie green la situazione è estremamente mutevole; il prezzo delle materie prime, terre rare comprese, è fortemente volatile non solo per ragioni tecniche e tecnologiche, ma anche perché in tale settore operano fondi speculativi.
Come spiegato qualche giorno fa in un articolo del Thelegraph pubblicato anche da Infosannio, la consistenza dei giacimenti di terre rare in Ucraina è tutta da dimostrare.
Gli impianti che si usano per la lavorazione del minerale sono complessi, costosi; se si partisse oggi, prima che questi impianti siano operativi servirebbero almeno 2 anni; fare investimenti in tali ambiti se non si è assolutamente certi della della redditività è molto molto difficile.
La redditività dipende dalla concentrazione di terre rare nel minerale da cui si estraggono e questo è un dato certo; ma dipendono anche dagli sviluppi tecnologici e dai “capricci” dei fondi speculativi; elementi questi ultimi che generano situazioni di estrema incertezza, fortemente disincentivanti.
Trump può dire quello che vuole, ne dice tante i balle; una più, una meno, non fa differenza.
L’ucraina dovrà restituire almeno parte dei soldi che sono stati buttati in quella fornace, quanto al fatto che lo faccia tramite le terre rare è da vedere.
Quello che mi lascia perplesso è il perché un giornalista abbocchi a ciò che Trump dice senza un minimo di senso critico pur avendo avuto il recente ed opposto esempio del telegaph.
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Ma infatti questa storia delle terre rare è, a mio avviso, una maniera per Trump per risultare vincitore in Patria. Il problema di Zuzù danzante è che tolti i territori persi, tolte le centrali, tolte le terre rare, ma di che campa l’Ucraina?
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I terreni agricoli nelle zone di conflitto sono in larga parte contaminati, la forza lavoro maschile è ridotta almeno di 1/3….l’Ucraina sembra la Germania all’indomani della prima guerra mondiale….
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E corretta la questione che poni; vale a dire quanto dell’Ucraina pre guerra rimarrà nelle mani di Zelensky o di chi si ritroverà a reggere il cerino acceso al posto suo.
Prima di dire che in Ucraina c’è questo , c’è quello ci si dovrebbe chiedere di quale Ucraina stiamo parlando.
Domanda cruciale, passata in secondo piano in quanto offuscata dai rutti di Trump
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