Il libro – La storia segreta di FdI. La ministra accusata per la truffa sulla Cig durante la pandemia

(Di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Il prossimo 26 marzo il giudice per l’udienza preliminare di Milano dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio la ministra del Turismo Daniela Santanchè nell’inchiesta in cui è accusata di truffa ai danni dell’Inps sulla cassa integrazione Covid dei dipendenti di Visibilia. Una decisione da cui dipenderà il futuro della ministra di Fratelli d’Italia. Lei, infatti, ha già fatto sapere che in caso di rinvio a giudizio farà un passo indietro e lascerà il governo. La procura di Milano la accusa di aver gestito in maniera illecita i fondi pubblici della Cassa Covid, quelli che il governo aveva messo a disposizione delle imprese costrette a non far lavorare i propri dipendenti per gli effetti della pandemia. Secondo i pm milanesi, Santanchè avrebbe richiesto fondi per 13 dipendenti della Visibilia Editore, nonostante questi nel frattempo continuassero a lavorare nella sua azienda: così, è l’accusa, avrebbe ottenuto dallo Stato circa 126 mila euro senza averne diritto.

Alla luce di questa inchiesta, che ha messo in imbarazzo il governo e portato alla rottura tra la ministra e la premier Giorgia Meloni, risultano rivelatori alcuni messaggi che Santanchè, allora senatrice semplice di Fratelli d’Italia e ancora proprietaria di Visibilia, nel marzo 2020 invia nella chat dei gruppi parlamentari lamentandosi delle misure draconiane prese dal governo Conte per chiudere le attività lavorative nel bel mezzo della pandemia. Messaggi che vengono riportati per la prima volta nel libro Fratelli di Chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni da oggi in edicola e in libreria per Paper First, la casa editrice del Fatto Quotidiano.

A marzo 2020 Santanchè è preoccupata soprattutto per l’impatto che la pandemia può avere sulle sue aziende. Inizialmente lei sarebbe per chiudere tutto. L’11 marzo 2020 scrive in chat che “anche se non chiudono, saranno i lavoratori a non presentarsi da me. I giornalisti e i venditori da domenica hanno voluto lavorare da casa”. Quattro giorni dopo è ancora più tranchant: “Siamo messi malissimo – scrive. – Per questo era meglio chiudere tutto quello che si poteva e ascoltare meno Confindustria”. Quando però il governo Conte impone anche la chiusura di alcuni luoghi di lavoro, lei reagisce male e attacca l’esecutivo per aver bloccato i licenziamenti per decreto.

L’attuale ministro della Difesa Guido Crosetto si lamenta per la decisione del governo giallorosso di prorogare per pochissimi giorni i versamenti dei tributi. Scrive il 17 marzo: (…) “Comunque questa proroga di 4 giorni per chi fattura più di 2 milioni dell’IVA e di chi fattura più di 400ml euro per i contributi, uccide le aziende!”. Commenta Santanchè: “Verissimo”. Interviene il deputato Salvatore Caiata: “Continua la demonizzazione dell’impresa (…)”. A quel punto è la senatrice di Fratelli d’Italia, seppur tra qualche refuso e mancata punteggiatura, ad attaccare il governo Conte che ha bloccato i licenziamenti per l’emergenza Covid. Scrive Santanchè in chat alle 14.30 del 17 marzo 2020: “La distruzione dell’impresa e quindi miglia (migliaia, ndr) di posti di lavoro è inaccettabile che per decreto non si possa più licenziare per 2 mesi e revocati i licenziamenti fatti dopo il 23 febbraio”. E ancora: “Il concetto è semplice se lo stato ti obbliga a chiudere non ti può chiedere soldi”.

Sarà lei, invece, tramite la sua società che stampa alcune riviste come Visto e Novella 2000 a chiedere l’accesso alla cassa Covid per 13 dipendenti nonostante, è l’accusa, questi continuino a lavorare. Per questo, a luglio 2023, la procura di Milano ha messo sotto inchiesta la ministra del Turismo (che nel 2022 ha lasciato tutti gli incarichi in azienda) e poi a marzo 2024 ha chiesto per lei il rinvio a giudizio per truffa ai danni dell’Inps. In Consiglio dei ministri oggi Santanchè siede accanto alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone che vigila proprio sull’Inps. Anche per questo, se la ministra del Turismo è rimasta al suo posto dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio, sarà invece costretta a dimettersi se a marzo dovesse arrivare un nuovo processo per truffa all’Inps.