Whatsapp nei giorni scorsi ha comunicato a 90 utenti in tutto il mondo di essere stati colpiti da uno spyware militare prodotto da Paragon, che vende solo a governi. Tra i target Luca Casarini. Mediterranea: “Meloni risponda anche su questo”

Migranti, incursione informatica mondiale contro attivisti e giornalisti. Tra i target Luca Casarini

(di Alessia Candito – repubblica.it) – L’infezione informatica con spyware denunciata da Meta che ha colpito i telefoni e i device di 90 attivisti e giornalisti in tutto il mondo si è diffusa anche in Italia. E fra i target c’è anche il capomissione di Mediterranea Saving Humans, Luca Casarini. Secondo indiscrezioni, non sarebbe l’unico. Oltre a lui e al direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, che nei giorni scorsi da denunciato l’intrusione informatica, “ci sarebbero almeno una mezza dozzina di attivisti residenti in Italia”.

L’allarme da Whatsapp: “Buttate subito il telefono”

Venerdì scorso sono stati avvisati direttamente da Whatsapp, che ha consigliato a tutti di cambiare telefono perché vittima di una campagna spyware che ne ha compromesso l’integrità e la privacy. È esattamente lo stesso software militare usato per “bucare” l’utenza di Husam El Gomati, l’attivista libico noto oppositore del governo di Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, che da tempo spiega contraddizioni e storture tutte interne agli accordi Italia Libia e ha rivelato come i festeggiamenti a Tripoli per la scarcerazione di Almasri siano iniziati molto prima che fosse nota la sua scarcerazione.

“Mi è arrivato un messaggio direttamente da Whatsapp. Ho contattato i miei legali, poi mi sono messo in contatto con il Canada, con un team di ricerca basato all’Università di Toronto, “The Citizen Lab” che lo stesso Whatsapp indicava nel messaggio come proprio consulente e mi sono reso conto della portata dell’operazione”, spiega Casarini. Nelle stesse ore infatti testate e agenzie giornalistiche internazionali, davano la notizia della violazione dei sistemi di sicurezza di Whatsapp, che coinvolgeva 90 “target” in tutto il mondo, tra cui attivisti sociali e giornalisti.

Paragon, software militare venduto solo a governi

Il software – hanno spiegato dal centro di ricerca canadese – è di tipo militare, estremamente sofisticato, capace di aggirare molti dei “filtri” e delle “barriere” informatiche, anche quelli non di uso comune. Si chiama “Paragon3” ed è messo a punto dalla società israeliana “Paragon Solution”, di recente venduta a un fondo azionario con base negli Stati Uniti.

Di nuova generazione, estremamente avanzato, non solo permette di avere accesso a tutti i contenuti – foto, video, messaggi, file, contatti – che il telefono contiene, ma è rapidamente capace di “infettare” tutti i dispositivi a cui il telefono si collega, trasformandoli in microfoni ambientali, telecamere e macchine fotografiche. “In Canada – spiega Casarini – stanno cercando di capire quando sia iniziata l’incursione, che tipo di contenuti siano stati prelevati, se qualche altro contatto sia stato agganciato”.

Casarini: “Meloni spieghi se il governo ha a che fare con questa attività”

Difficile, ma fra gli obiettivi c’è anche il tentativo di capire da quale Paese l’attacco informatico sia partito e le caratteristiche dell’aggressore. Non lo nasconde Casarini, è preoccupato. “Ma più che per me, per i tanti che sono in contatto con me: rifugiati, migranti, attivisti in Italia e non solo, i legali che mi supportano e la cui attività difensiva potrebbe essere stata compromessa”. Alla testata specializzata TechCrunch, il presidente di Paragon John Fleming ha dichiarato che “Paragon vende la licenza delle sue tecnologie ad un gruppo selezionato di democrazie globali – principalmente, gli Stati Uniti e i suoi alleati.” Secondo il giornale israeliano Ynet, che da giorni si occupa della questione “è opportuno sottolineare che il governo italiano è cliente di Paragon. Ynet ha appreso che la vicenda è attualmente al vaglio di Paragon e, se dovesse emergere che un’agenzia governativa italiana ha agito nei confronti di una persona non sospettata di alcun reato o atto di terrorismo, la società troncherà i rapporti con tale organismo.”

Da Mediterranea Saving Humas fanno sapere che “siamo già a conoscenza di altri casi, in Italia e all’estero, che coinvolgono difensori dei diritti umani, attivisti e giornalisti di inchiesta. Sappiamo anche che per quanto riguarda Luca e altri, l’attività di soccorso in mare, e di aiuto alle persone rinchiuse nei lager libici o deportate nel deserto, sono al centro delle attenzioni dei servizi segreti italiani, in particolare l’Aise che opera in Libia e in Tunisia”.

Mediterranea: “Almasri riportato in Libia e i nemici siamo noi?”

La speranza è che alcune risposte arrivino dall’analisi di CitizenLab, tuttavia alcuni dei “target” riferiscono che i telefoni si sarebbero “autodistrutti” poco tempo dopo la scoperta dell’incursione. “Non possiamo non chiederci se dietro questa operazione non ci siano i nostri servizi di intelligence e il governo deve rispondere anche su questo. Siamo di fronte a una situazione paradossale: un criminale ricercato dalla Corte penale internazionale viene riportato in Libia dove plausibilmente continuerà a commettere tutti i delitti per cui è ricercato e i nemici saremmo noi che cerchiamo solo di salvare vite umane?”, attacca Casarini.

“Noi non abbiamo nulla da nascondere: proviamo in ogni modo a salvare le vite, al contrario di chi invece lascia morire migliaia di persone in mare o nel deserto. Noi non abbiamo rapporti con torturatori e trafficanti di esseri umani, al contrario invece di chi li protegge dai mandati di cattura internazionali per crimini contro l’umanità”.

Bonelli e Fratoianni: “Presenteremo interrogazione parlamentare”

“Siamo di fronte ad una vicenda gravissima ed inquietante su cui il governo Meloni deve chiarire. Avs presenterà interrogazioni parlamentari alla Camera e al Senato”, annunciano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra. “Quello che è successo a Luca Casarini e a Mediterranea Saving Human è di una gravità inaudita. Intimidiscono, spiano e minacciano chi salva vite, e liberano e portano sui jet i torturatori e stupratori di bambini, quelli che gestiscono davvero la tratta dei nuovi schiavi. Cara Arianna, la Presidente Giorgia Meloni, tua sorella, non ha niente a che fare con Frodo, purtroppo. Ha liberato il boia, è una sodale di Sauron”, dice il vicepresidente di Avs alla Camera Marco Grimaldi.