La ministra del Turismo e le parole di Meloni sul possibile impatto sul suo lavoro: «L’impatto lo valuto io»

Santanchè: «Un pezzo di FdI mi vuole fuori? Chissenefrega, non mi dimetto»

(di Marco Galluzzo – corriere.it) – JEDDAH – «Un pezzo del partito mi vuole fuori? Chissenefrega! Pazienza. Ho pochi amici, ma ho sempre contato solo su me stessa». Daniela Santanchè ha l’aria provata, ma quando accetta questa conversazione pronuncia parole da guerriera, non ci sta a restare nel tritacarne, non ci sta a sentirsi dire, anche dalla premier, che le tocca fare una riflessione sull’opportunità di conciliare indagine penale e lavoro del ministro del Turismo.

Un tempo fedelissima di Silvio Berlusconi, una grande amicizia con Guido Crosetto, che con lei passeggia fra i saloni di Casa Italia, gli stand allestiti nel porto della città saudita in onore dell’arrivo dell’Amerigo Vespucci, la titolare del Turismo si toglie più di un sassolino dalle scarpe e sembra sfidare apertamente la premier: «Meloni dice che ci può essere impatto sul mio lavoro? Magari l’impatto sul mio lavoro lo valuto io! Non mi dimetto, vado avanti, il mio ministero ha già portato avanti tutto il programma di governo». Insomma la valutazione è stata già fatta.

A Jeddah il sole picchia in modo implacabile, la visita congiunta con il ministro della Difesa fa parte di un programma bilaterale che qui andrà avanti sino a fine settimana e che ha avuto il suo picco con l’incontro fra Meloni e bin Salman, ad Al-‘Ula. Di fronte alla banchina c’è una delle attrazioni della città, la famosa Moschea galleggiante.

Daniela Santanchè accetta di parlare negando che ci sia qualcosa di nuovo. Poi piano piano perde il filo di prudenza iniziale. Le viene chiesto se si sente lasciata sola (e Crosetto è fra i pochissimi ad aver espresso parole di solidarietà, anche dentro FdI, il cui silenzio, da giorni, è in qualche modo fragoroso): «Io non mi sento mai lasciata da sola, anche perché è tutta la vita che conto solo su me stessa, quindi non conosco questo sentimento, ognuno è quello che è, e io sono quella che sono e vi posso assicurare che oggi sono serena, tranquilla».

Le viene chiesto se ha riflettuto sulle parole espresse dalla premier, ma la risposta in un primo tempo insiste su altri concetti, sulla storia dell’alleanza politica in cui Santanchè ha sempre militato: «Non faccio nessun passo indietro, ero innocente ieri, sono innocente oggi e anche domani, poi se si vuole cambiare il significato del diritto, se si vuole dire che un soggetto è colpevole perché è sottoposto ad indagini allora si accomodino, ma non è la storia di garantismo a cui appartengo, e anche il mio partito, così come tutta la coalizione. Appartengo a un governo che sta facendo una precisa riforma della giustizia, mi stupirei se qualcuno ora dentro FdI chiedesse le dimissioni di un ministro per un rinvio a giudizio, sarebbe una grossa sorpresa».

Ma Meloni le chiede di valutare l’impatto sul suo lavoro. «Magari l’impatto sul mio lavoro lo valuto io, credo che non ci sia nessuno che possa dire qualcosa, o fare un appunto, sul mio lavoro, mio e del mio ministero, che in due anni e mezzo ha già raggiunto tutti gli obiettivi. E ogni giorno continuo a lavorare, e a mettere nel mio lavoro lo stesso impegno che mettevo all’inizio dell’esperienza di governo. Lo ha attestato anche Meloni».

Ultima domanda, quando vi vedrete? «Certo la vedrò, la vedo spesso, tutto quello che avete scritto non collima con i dati di realtà, io sono serena, voi scrivete quello che volete». E dell’inchiesta di Report cosa dice? Santanchè si mette a ridere, poi si fa seria, «mi sembra che Visibilia editore abbia un commissario giudiziale, e avevano chiesto la bancarotta, è una società fra le più pulite d’Italia, ha anche una cassa, una liquidità, quindi…».

E cosa le ha detto il presidente del Senato quando vi siete visti? «Non lo vengo a dire a voi, La Russa è un amico, c’è una forte rapporto personale, poi ci sono i rispettivi ruoli istituzionali, lui fa il presidente del Senato, io il ministro. Una cosa è sicura, non mi abbandonerà mai, ma non per la politica, in primo luogo come amico. In politica è molto difficile avere amici, io ne ho pochi. La Russa è uno di quelli. E saremo amici sempre, come i carabinieri».