La vice presidentedella Commissione europea Séjourné avvisa che sui dazi richia tutta l’Europa, Italia inclusa

(di Raffaella Malito – lanotiziagiornale.it) – Per i suoi è un fiore all’occhiello, per il resto dei leader europei un po’ meno. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni è stata l’unica leader europea invitata a partecipare all’insediamento di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti a Washington.
“La presenza di Giorgia Meloni, unica leader europea invitata alla cerimonia di insediamento del presidente Usa Trump, dimostra non solo un rapporto personale autentico e forte tra i due leader, ma anche e soprattutto la centralità, credibilità e stabilità che la nostra Nazione, grazie a questo Governo, è riuscita ad ottenere”, ha dichiarato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.
Meloni da Trump in compagnia dei leader dell’estrema destra
Tra i leader stranieri spiccano il presidente argentino Javier Milei e il vicepresidente cinese Han Zheng. Trump ha invitato anche – fermandoci al Vecchio Continente – il leader del partito di estrema destra francese Reconquête, Éric Zemmour, e l’ex primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, appena eletto leader dei conservatori di Ecr.
La leader dell’ultradestra tedesca di Afd, Alice Weidel, è stata invitata ma ha fatto sapere di non poter partecipare a causa del fitto programma in vista del voto in Germania del 23 febbraio. Al suo posto invierà il co-leader del partito, Tino Chrupalla. La presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen non è stata invitata.

Meloni vuole accreditarsi come ponte tra Usa e Ue, ma l’Europa è scettica
“Penso che sia estremamente importante per una nazione come l’Italia, che ha rapporti estremamente solidi con gli Stati Uniti, dare una testimonianza della volontà di continuare e, semmai, rafforzare quella relazione in un tempo in cui le sfide sono globali e interconnesse”. Con queste parole Meloni ha spiegato il senso della sua presenza al giuramento di Trump.
Ma se la premier ha intenzione di accreditarsi come ponte tra la nuova amministrazione Usa e l’Europa, uno dei primi banchi di prova saranno i dazi.
“Gli interessi europei sono strettamente legati dal punto di vista economico. Per questo distinguo tra la presenza simbolica di un certo numero di leader politici all’insediamento” di Trump “e i nostri interessi economici. La Francia commercia di più con l’Italia che con gli Stati Uniti e se ci sono dazi sui beni di lusso influenzeranno anche gli italiani. Quindi abbiamo interesse a parlare con una sola voce a livello Ue, questa sarà la sfida per la Commissione”, ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Séjourné.
sarebbe andata a fare miss paperetta, chiunque fosse stato eletto. chi nasce servo non muore padrone. ha iniziato la sua carriera come porta pitale di berluscone. catapultata, per una congiuntura nefasta, all’attuale posizione, l’unico obiettivo è quello di trovare un padrone. ha iniziato con il leccaggio alla vondertruppen, con annesse risate a 64 denti, prima di essere scaricata per manifesta inutilità. poi ê passata al pannolone a rimbam-biden, con annesso bacetto sulla fronte, come ai bambini che chiedono la caramella. infine, nel giro di un cambio di mutande è passata al riccone, che neanche sa chi è sta cameriera. l’unica faticaccia, è quella di far credere agli italiani, con ringhio cagnesco, che lei è padrona, non serva.
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non mi sembra una faticaccia perlomeno con questa classe di giornalisti e questo sistema elettorale, alla fine basta convincere qualche milione di persone che è facilmente manipolabile da chiunque specie da chi urla e promette cose a caso.
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