
(di Valeria Casolaro – lindipendente.online) – Sei Relatori Speciali delle Nazioni Unite hanno scritto una lettera al governo italiano esprimendo preoccupazione per le misure contenute nel disegno di legge 1660, attualmente in discussione al Parlamento. Secondo il loro parere, infatti, le disposizioni contenute nella bozza – con particolare riferimento al reato di occupazione arbitraria e di blocco stradale, oltre che alle aggravanti introdotte per una lunga serie di reati – violerebbero una lunga lista di diritti umani e civili, ponendosi in contraddizione con patti e trattati europei per la tutela dei diritti umani e civili sottoscritti e ratificati dall’Italia. Per tale ragione, i sei Relatori hanno chiesto al governo italiano di modificare o revocare del tutto alcune delle norme contenute nella bozza.
I Relatori si sono soffermati, in particolare, su una dozzina di articoli contenuti nel ddl, a partire dall’art. 1, che preve la reclusione fino a sei anni per chi «si procura o detiene» materiale utile alla preparazione o all’uso di armi al fine di compiere non meglio specificati atti di terrorismo (scritto «con un linguaggio vago ed eccessivamente ampio, rischiando di criminalizzare atti che non sono terroristici»). L’art. 10, che introduce il reato di occupazione arbitraria, insieme all’art. 14 (reato di blocco stradale) contraddice il diritto di protesta pacifica e di compiere atti di disobbedienza civile definito dal Comitato per i Diritti Umani, oltre che ledere il diritto delle persone a protestare pacificamente per questioni legate all’ambiente – il blocco stradale è infatti una tecnica utilizzata spesso da gruppi quali Extintion Rebellion. Per quanto riguarda articoli come il 19 e il 21 (che introducono aggravanti per fatti violenti commessi contro le forze dell’ordine o al fine di impedire la costruzione di «infrastrutture strategiche»), i Relatori fanno notare che il linguaggio utilizzato dai relatori non definisce con chiarezza cosa si intenda con «violenza». In aggiunta a ciò, impedire alle persone di realizzare atti di protesta pacifici in relazione alla realizzazione di infrastrutture strategiche costituisce una ulteriore limitazione del diritto di manifestare.
Secondo l’analisi effettuata dai Relatori ONU, se le norme contenute all’interno della bozza di decreto fossero approvate così come sono violerebbero una lunga serie di normative europee, tra le quali «l’art. 9 (diritto alla libertà e alla sicurezza e la proibizione della detenzione arbitraria), 12 (diritto alla libertà di movimento), 14 (diritto a un giusto processo), 17 (diritto alla privacy), 19 (diritto alla libertà di espressione e opinione), 21 (libertà di riunione pacifica) e 22 (libertà di associazione) del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR)». Il testo potrebbe anche contenere violazioni degli obblighi dell’Italia specificati all’interno della Convenzione Aarhus (sui diritti dei cittadini alla partecipazione nei processi decisionali e all’accesso alla giustizia sui temi ambientali) della Commissione Economica per l’Europa (UNECE), ratificata dall’Italia nel 2001. Inoltre, notano i Relatori, il rischio è che chi è già discriminato per ragioni di razza, colore della pelle, nazionalità o status migratorio si trovi ad essere enormemente più colpito da questo provvedimento rispetto ad altre persone.
La discussione in merito al nuovo decreto Sicurezza, misura cardine del governo Meloni, è in discussione in Parlamento da qualche mese. La società civile si è in più occasioni mobilitata per chiedere che il governo riveda le sue posizioni e non approvi il decreto, che secondo vari legislatori, ONG e personalità della società civile è profondamente lesivo del diritto al dissenso. Al suo interno sono presenti anche misure alquanto controverse, come l’art. 31, che amplia in maniera significativa i poteri dell’intelligence costringendo alla collaborazione una lunga serie di servizi pubblici – come le università. Parallelamente a ciò, il nuovo decreto amplia in maniera significativa i poteri delle forze dell’ordine, che ora potranno portare con sè, anche fuori servizio e anche senza licenza, le armi di cui all’art. 42 del TULPS (Testo Unico sulla Pubblica Sicurezza), ovvero «rivoltelle o pistole di qualunque misura o bastoni animati la cui lama non abbia lunghezza inferiore a 65 cm». Infine, tra le novità principali introdotte dal disegno di legge vi è il divieto di coltivare e vendere la cannabis light, proibendo il commercio, la lavorazione e l’esportazione di foglie, infiorescenze e di tutti i prodotti che contengono sostanze derivate dalla pianta di canapa – misura che, così per come è concepita, andrà a colpire tutta la filiera di produzione della canapa industriale, mettendo dunque a repentaglio migliaia di posti di lavoro.
Inutile ripetersi ma questi sono matti come un cavallo pazzo.
Ovviamente, la ricetta dei cavernicoli: più armi per i pulotti, più impunità per i loro delitti, più repressione per chi manifesta con reati e detenzione (come è successo alle ragazze di E.R. l’altro giorno) arbitrarie e vessazioni modello torture.
E ovviamente, no alla cannabis che secondo l’ex leoncavallino nonché comunista padano Salvini è il male assoluto.
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DIRITTI UMANI – Human Rights Watch, presenta il nuovo World Report 2025
C’è una classifica mondiale che riguarda i diritti umani e nei due anni del governo Meloni dice che l’Italia è scesa di due posti posizionandosi in fondo all’elenco dei Paesi civili.
Mentre a livello globale non si tenta nemmeno di risolvere alcune spaventose guerre e continuiamo ad averne 56 in corso, e mentre in Europa aumentano i governi non democratici di estrema destra, l’Italia regredisce sulla scala della civiltà a causa del Governo Meloni che calpesta la Costituzione e i diritti civili e umani che essa difende.
Quando il Ministro dell’Istruzione Valditara chiede l’insegnamento della Bibbia nella scuola, non si sa di cosa parli, visto che la Costituzione dice che la scuola è laica e dunque non confessionale, e visto che c’è già un’ora di religione pagata dallo Stato e spesso disertata dagli allievi, mentre non si insegnano ai ragazzi i valori morali e civili della democrazia, del rispetto umano, dall’uguaglianza, dell’accoglienza e il Governo dà un pessimo esempio violando progressivamente tali diritti con leggi che l’intera Europa rifiuta. Meglio sarebbe che i nostri governanti dessero essi stessi l’esempio vivente di questi diritti universali sia nella loro condotta pratica che con le loro leggi. Al contrario, questi diritti vengono progressivamente smantellati con una specie di furia iconoclasta, calpestando sia i principi democratici che tutti quei valori che possiamo chiamare generalmente cristiani, in quanto ci appartengono culturalmente anche se non siamo osservanti, e che discendono non tanto dalla Bibbia quando dai Vangeli, che predicano il rispetto del nostro prossimo, l’aiuto ai più deboli, la tutela dei poveri, anziani o malati, l’accoglienza dello straniero, la parità delle donne…tutti valori che sono passati nelle moderne Costituzioni e che il Governo Meloni sta infrangendo ripetutamente.
Il contrasto tra questi governanti che si dichiarano pomposamente cristiani e la loro condotta pratica è stridente. Violato il principio primo del Vangelo: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Calpestati continuamente i principi costituzionali. Negati nei fatti i valori evangelici.
Abbiamo la Costituzione più bella del mondo, semplice, chiara, modernissima, una Costituzione che non nasce dalle “zecche rosse”, per dirla alla Salvini, ma da tutta la schiera dei partiti antifascisti che concordarono un testo bellissimo a fine guerra, unendo in un lavoro comune i giureconsulti migliori, persone che brillano nella storia quanto la oscurano i presenti legislatori.
Meglio sarebbe per Valditara e per gli altri Ministri di destra riflettere su questo testo splendido che ancora non è stato interamente realizzato e che governi antidemocratici come Monti, Renzi e Draghi hanno progressivamente intaccato per importare il pessimo neoliberismo americano, incentrato sul profitto di pochi e sull’egoismo personale, fino ad arrivare al crollo totale di ogni civiltà con le disastrose leggi attuali del pessimo Nordio. Meglio sarebbe per i ragazzi a scuola imparare e praticare i principi della Carta dei valori e dei diritti universali che pure l’Italia ha sottoscritto e riflettere sui principi democratici che ancora persistono in questa Unione europea malgrado il crollo di civiltà degli ultimi anni e la sua uscita da un futuro di pace, di progresso economico e civile, di tutela dei popoli.
Le violazioni italiane sono così tante che tracciano un quadro fosco di arretramento culturale.
In grave aumento le discriminazioni razziali e la violenza di genere, la restrizione dei diritti delle donne, l’ostilità contro i diversi sessuali o i migranti, gli attacchi ai cittadini da parte di forze dell’ordine, che ora l’attuale governo intende proteggere anche dalle accuse di tortura e assassinio.
Gravissimi gli atti di Salvini contro i migranti e non basta l’assoluzione ai suoi processi per trasformarlo in innocente. Moralmente tutta la sua condotta resta deprecabile come è sommamente offensiva la sua ostentazione strumentale di simboli religiosi.
Il governo italiano ha ostacolato le operazioni di soccorso delle organizzazioni non governative almeno 25 volte tra febbraio 2023 e settembre 2024. Le autorità hanno il potere di multare e trattenere gli aerei delle Ong, che monitorano barche in difficoltà. La politica dei porti lontani costringe le navi di soccorso a fare lunghi viaggi penosi e inutili.
Human Rights Watch condanna senza appello i respingimenti italiani verso Paesi, come l’Egitto o la Libia, che non rispettano i diritti umani. Si ostacolano le forze adibite ai soccorsi. Condannati anche i recenti quanto costosi lager in Albania.
Ma se gli stranieri sono respinti non andiamo meglio con i cittadini Italiani, attaccati dal Governo in base a criteri etnici, religiosi o sessuali e per questo discriminati, demonizzati e privati dei loro diritti.
Pesantissime le accuse anche alle carcerazioni di donne rom gravide o madri di bambini con meno di un anno costretti a crescere in carcere.
Col governo di destra, l’economia non ha fatto che peggiorare, malgrado i falsi annunci di ripresa trasmessi dai media. I poveri sono aumentati fino a 6 milioni, il 10% della popolazione italiana e si è tolto (unico Paese i Europa!) anche quel reddito minimo che permetteva ai più di sopravvivere senza aumentare i controlli su chi viola la legge o evade il fisco o disapplica le tutele del lavoro.
A causa della pessima politica di Giorgetti, i prezzi, le bollette, la benzina, gli affitti… non fanno che aumentare e più che nel resto d’Europa, a fronte di salari e stipendi fermi da troppi anni, mentre aumenta il precariato e non viene punito lo sfruttamento schiavistico del lavoro, il lavoro nero, il caporalato. A fronte di poveri sempre più poveri, aumenta il distacco con ricchi sempre più ricchi, mentre il Governo tassa solo la parte più povera della popolazione e si premura di salvare gli extraprofitti di banche, multinazionali, società energetiche o plutocrati e dilapida i soldi pubblici in donazioni a enti privati o a parenti e clienti, con iniqui patteggiamenti fiscali aI più ricchi o illeciti condoni o remunerazioni esagerate a personaggi dello spettacolo e alti dirigenti pubblici.
In aumento la violenza sessuale, sia quella domestica che le molestie in genere e spesso assenteismo della polizia in caso di denunce di pericolose violenze familiari.
Gravissimo anche che si sia permesso alle associazioni antiabortiste di agire nei consultori e che il Governo ne abbia addirittura chiusi al sud, mentre persiste e si allarga il diritto di obiezione di coscienza negli ospedali con la difficoltà delle donne ad essere aiutate sia per quanto riguarda i contraccettivi e la cura delle gravidanze che gli aborti.
In tema di protezione dei diversi sessuali siamo scesi dal 34esimo al 36esimo e lo stesso Goerno si lascia andare a attacchi omofobi che non esistono nel resto d’Europa, diffondendo odio nella popolazione e incentivando le aggressioni, con atti di bullismo, insulti, minacce o peggio. Magari Valditara potrebbe fare un pensierino anche su questo.
Condannata la Meloni anche per aver dichiarato la gestazione per conto di altri reato universale, vietando dunque alle coppie omosessuali e sterili di crearsi una famiglia.
I media italiani sono considerati inattendibili e disinformanti perché schierati a senso unico, come strumenti di propaganda governativa, mentre i giornalisti più onesti sono attaccati da selve di querele da parte di politici e il Governo fa leggi per impedir loro di informare i cittadini sui processi a personaggi istituzionali.
Infine si impediscono le manifestazioni di piazza e si interviene duramente su di esse, negando la Costituzione che le mette tra i diritti fondamentali della democrazia, e si permette alle forze dell’ordine di intervenire duramente sui manifestanti anche se ragazzi, sia con atti violenti che con fermi immotivati e interrogatori che denudano gli arrestati o intervengono su di loro in modo molesto o violento.
Il Governo Meloni addirittura ha aggravato le pene per chi manifesta vietando persino i rave e intende depenalizzare la tortura e persino l’omicidio da parte di chi dovrebbe proteggere i cittadini.
Insomma, non possiamo che denunciare uno stato di cose indegno di un Paese civile, augurandoci che al più presto, nel nostro Paese, un governo così indego sparisca e tornino governi di democrazia e civiltà.
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IL DECRETO SICUREZZA- Viviana Vivarelli
Ci sono dei diritti universali che compaiono nella Carta dei diritti dell’uomo e del cittadino già dal 1789.
Il 10 dicembre 1948 si adottò la Dichiarazione universale dei diritti umani. Memori degli orrori della seconda guerra mondiale, gli stati membri delle neonate Nazioni Unite mostrarono grande visione e coraggio, riponendo la loro fede in valori universali che tutelavano la libertà e la dignità di tutti gli esseri umani.
https://www.amnesty.ch/it/news/2008/l-anniversario-dei-diritti-umani/i-30-articoli-della-dichiarazione-dei-diritti-umani
L’Articolo 19 tutela la libertà di espressione.
“Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”
Articolo 20 riconosce il diritto di pubblica assemblea
“Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.”
Ma questo Governo dei diritti universali se ne frega e intende fare un decreto sicurezza che ha già visto l’opposizione europea.
Sei Relatori Speciali delle Nazioni Unite hanno scritto una lettera al governo italiano preoccupati dal disegno di legge 1660 in discussione al Parlamento perché viola i diritti umani e civili garantiti dall’Ue. E hanno chiesto al governo italiano di modificarlo o annullarlo perché allontanerebbe l’Italia dalle democrazie.
Secondo questo decreto della Meloni, si prevede il carcere fino a 6 anni per chi possiede materiale atto a preparare o usare armi (rischiando di criminalizzare atti che non sono terroristici come la caccia o lo sport).
L’art. 10 e 14 introducono il reato di blocco stradale, vietando la protesta pacifica in piazza, considerata un diritto dalla Costituzione che non richiede nemmeno un permesso da parte della Pubblica Sicurezza, per cui sarebbero decisamente incostituzionali.
Gli articoli 19 e 21 introducono aggravanti per fatti violenti commessi contro le forze dell’ordine o vietano barricate o simili.
Se il decreto passasse, violerebbe una lunga serie di norme europee, come il diritto alla libertà e alla sicurezza, la proibizione della detenzione arbitraria, il diritto alla libertà di movimento, a un giusto processo, alla privacy, alla libertà di espressione e opinione, alla riunione pacifica e all’associazione.
Secondo molte fonti istituzionali, questo decreto è dittatoriale e nega violentemente il diritto al dissenso, calpestando uno dei diritti fonamentali del cittadino.
Non basta! Si ampliano fortemente i poteri dei servizi segreti e si costringono enti come le università a partecipare alla repressione del Governo (come faceva il fascismo che ordinava ai gestori degli Atenei di denunciare gli ebrei).
Oltre a ciò si danno permessi assurdi alle forze dell’ordine, come portare con sé armi, anche fuori servizio e anche senza licenza. O si accontenta la furia di Salvini che vuole a tutti i costi vietare la cannabis light, proibendone il commercio, la lavorazione e l’esportazione dei derivati, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e facendo un favore alla mafia che vuole averne il controllo esclusivo e perderebbe parte dei suoi guadagni.
Secondo le ultime stime l’industria criminale della cannabis in Italia avrebbe un fatturato pari all’1%-1,8% del PIL (Attualmente, un punto del PIL, Prodotto Interno Lordo, in Italia vale circa 12 miliardi di euro), mentre se la canapa leight fosse legalizzata, lo Stato ci guadagnerebbe in tasse dagli 11 ai 22 miliardi di euro.
Ma è evidente che la mafia ha tutto da guadagnare dal divieto di usare la cannabis come ha tutto da guadagnare da uno Stato che mette 15 miliardi nel fantasmatico Ponte di Messina.
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… io spero che tu non scriva tutti ‘sti pipponi per avere 1 like su Infosannio.
Vengono fuori da altre piattaforme, almeno così mi verrebbe da pensare.
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