(ilfattoquotidiano.it) – Un giorno ci verrà raccontato che il Pd è stato un azzardato esperimento sociale e politico per dimostrare che si può creare da zero un partito in cui la maggior parte dei suoi esponenti hanno sostenuto e votato, a pochi anni di distanza, una posizione e il suo esatto contrario. Ci sarà da divertirsi quando i fan del jobs act faranno campagna per abolirlo, ma nel frattempo accontentiamoci di Debora Serracchiani, che l’altro giorno sulla Stampa ha dato lezioni di diritto spiegando che “la separazione delle carriere indebolisce le garanzie degli indagati” e “indebolisce un potere dello Stato”. La riforma Nordio fa schifo a Serracchiani e ciò è legittimo. Peccato che cinque anni fa la medesima deputata dem sostenesse l’agghiacciante mozione Martina (sic), nel senso di Maurizio, a favore proprio della separazione delle carriere. La mozione recitava: “Il tema della separazione delle carriere appare oggi ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale”. Cos’è successo, nel frattempo? Si dev’essere inceppato qualcosa. Forse anche nella memoria di Serracchiani.