
(Andrea Zhok) – Nell’arco di 48 ore, dopo la caduta di Assad, Israele: ha inglobato un territorio siriano due volte la striscia di Gaza; ha dichiarato che le alture del Golan, territorio siriano occupato nel 1981, saranno territorio di Israele da qui all’eternità; ha bombardato gli aeroporti militari siriani; ha bombardato e distrutto la marina siriana; ha bombardato i centri di ricerca siriani a Damasco.
Mi vengono in mente quelle scene della savana in cui, quando un leone è anziano o ferito, arrivano le iene e lo fanno a brandelli mentre agonizza.
Intanto i “terroristi moderati” giunti al potere hanno iniziato, come da programma, a spartirsi un po’ di pezzi della carcassa siriana, inclusa la popolazione civile e i suoi averi.
Nel frattempo, caduto il terribile ed oppressivo regime di Assad, non c’è più ragione di permettere ai profughi siriani di fuggire in Europa. Conseguentemente, ora che la libertà è finalmente conquistata, Germania, Austria e Regno Unito hanno bloccato la procedura di richiesta di asilo da parte dei profughi siriani.
Una volta che in Occidente avremo finito di congratularci con noi stessi per aver aiutato una volta di più un virtuoso processo di conquista della libertà nei popoli oppressi, magari qualcuno potrebbe spendere un paio di riflessioni nel valutare se sia più libero un cittadino che ripiomba nell’arbitrio ferino di un caos permanente (modello Afghanistan, Iraq, Libia, oggi Siria) o un cittadino sotto un governo di tipo monarchico-imperiale (come il 99% dei governi della storia).
Qualunque cosa e’ ovviamente meglio di un governo monarchico-imperiale, fin li’ ci arriviamo anche noi, quindi mi aspetto che, zaino in spalla, Z. e seguaci facciano seguire alle parole i fatti e si dirigano verso la Siria.
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penso che ti nomineranno Console Onorario della nuova Siria,
o lo sei già dell’Ukrania?
scegli tu, tanto sei intercambiabile.
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Contiamo sul fatto che, quando il risorto califfato jihadista comincerà la sua guerra santa per cacciare tutti gli infedeli dalla terra santa, i simpatizzanti russofobi partano a frotte per difendere i valori occidentali da questi tagliagola usciti da chissà dove….
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Ed fai veramente ridere. Non sei nemmeno l’unghia incarnita di Zhok, intellettualmente e culturalmente parlando, e trai le conseguenze di ragionamenti che nemmeno comprendi.
Sarei più sereno se uno come te si trasferisse….su Marte. Il mio, nostro, pianeta ha già troppe rovine per sopportare anche le tue scempiaggini.
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Ora che la Siria è finalmente libera, dovrebbero andarci quelli che esultano per la “liberazione”. Ora il governo passa ai democratici liberali dell’ISIS e Al Qaeda, che nelle ultime settimane sono stati promossi da terroristi-assassini a islamici-moderati.
I veri anti-Occidentali siete proprio voi, che l’occidente è sempre meglio anche quando diventa peggio; che se a decidere del nostro destino sono politici venduti al padrone americano, è sempre meglio; e se vendiamo armi agli assassini è sempre meglio, basta voltarsi dall’altra parte. Tollerate tutte le nefandezze e odiate chi ha il coraggio di dissentire, di dire quello che pensa e non ha paura di criticare gli errori che fa l’occidente! Quelli che la democrazia la praticano coi fatti non attaccando il dissenso, come fanno i dittatori che detestate a parole ma non nei fatti!
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Per me il peggio (ed è tutto dire) per la Siria e per tutta l’area gropolitica in cui essa siede deve ancora arrivare. Aggiungo, spero vivamente di sbagliarmi…. Ma a giudicare dagli attori e dagli interessi in campo, non credo.
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geopolitica
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“qualcuno potrebbe spendere un paio di riflessioni nel valutare”.
Ok Zhok mi hai convinto, ma non più di 5 minuti.
“se sia più libero un cittadino che ripiomba nell’arbitrio ferino di un caos permanente (modello Afghanistan, Iraq, Libia, oggi Siria) o un cittadino sotto un governo di tipo monarchico-imperiale (come il 99% dei governi della storia)”
è ovvio che Zhok concluda che “il cittadino” sia più libero sotto un governo di tipo monarchico-imperiale…”
e non posso che essere d’accordo,
visto che,
in questa occasione, il tuo è un raffinato filosofare.
Che poi tu sia un gran furbetto non è da oggi che lo dico.
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tanto per ricordare altri esempi di demolizione di “dittatori”
Sarko Jò. Lo sventurato epilogo dei cuckservatori europei
La destra terminale ha un problema d’identità non indifferente: essa, infatti, ha sviluppato negli anni un’ideologia di respingimento aggressivo del mondo islamico attraverso i bombardamenti umanitari, che cancellano intere popolazioni locali in nome di una visione universalistica dei diritti, nonché dell’orripilante sistema liberaldemocratico occidentale.
La questione, però, è molto più spinosa: la destra nazionale dipende in tutto e per tutto dalla linea di Washington in politica estera. Qualsiasi decisione deve passare prima al vaglio degli statunitensi per poi essere venduta agli elettori–polli come scelta indipendente dei partiti.
La destra italiana ha sempre appoggiato i tentativi di ribaltamento di governi legittimi (il che non implica che siano automaticamente – e perché mai dovrebbero esserlo? – liberali) nel nome dei diritti umani branditi dagli USA come giustificazione suprema per le loro operazioni di destabilizzazione in Nord Africa, nel Vicino Oriente e in tutto il resto dell’orbe terracqueo.
Perfino quando – nel 2011 – sembrava esserci un po’ di maretta tra l’esecutivo italiano a guida Silvio Berlusconi e la Repubblica francese guidata da Nicola Sarko Jò, l’Italia – da cane fedele qual è – non ebbe il coraggio di esprimersi energicamente contro l’aggressione perpetuata dal demonico trio anglo-franco-americano ai danni della Libia.
Riportando le parole di Berlusconi: “[l’Italia] per ora metterà a disposizione solo delle basi, ma noi siamo disponibili a fornire mezzi ove richiesto”. E da buoni pavidi così facemmo. Ministro della difesa La Russa.
Nemmeno il coraggio di coprire l’ex alleato col quale avevamo tessuto relazioni e concluso accordi. Parigi, Londra e Washington avevano deciso che era tempo per finanziare i ribelli (legati in parte ad Al-Qāʿida) e fornire una bella scarica di liberal-democrazia ai libici.
A 13 anni dal termine dei tristi eventi, siamo a qui ribadire l’ovvio: vedete com’è finita bene sia per la liberal-democrazia sia per i “valori occidentali”. Pur di esporre le bandiere arcobaleno a Tripoli e appendere i falli di gomma colorati sui monumenti (questa è, appunto, la massima definizione di “valori occidentali”), abbiamo trasformato la Libia in una discarica a cielo aperto, ne abbiamo distrutto – con lavoro di fino – il tessuto accuratamente (seppure artificialmente) messo in piedi da Mu’ammar Gheddafi e ci siamo aperti all’immigrazione di massa sostenendo centinaia di migliaia di arrivi e riducendo l’Italia in una fogna al pari del Regno Unito e della Francia (fra gli ideatori dell’intervento).
I bombardamenti umanitari chiaramente hanno ricevuto il semaforo verde dal baraccone globale anche noto come ONU – espressione delle élite liberali – che ha aggiunto una parvenza (pertanto, una legittimazione) alla missione.
La cosa ancora più evidente riguarda la schizofrenia dell’ex Presidente Sarko Jò, il quale dopo aver orchestrato ed ottenuto di annichilire le forze libiche e lasciare il Paese in mano all’anarchia – nella probabile speranza di acquisire il controllo dei pozzi petroliferi parla de “Le défi de l’identité”, ovvero “la sfida dell’identità”. In questo discorso., l’ex ex ex inquilino dell’Eliseo – probabilmente colpito da sindromi che inducono perdite di memoria – riconduce la perdita dell’identità a svariati fattori. Tali fattori hanno – per impossibilità di fare altrimenti data la cornice istituzionale molto schizzinosa – un sottotono culturale/di civiltà e non affrontano mai il tema di fondo (che pure viene toccato in minima parte dal Sarko Jò): chi ha compresso per sempre il tessuto socio-cultural-politico europeo? Il Mago Zurlì?
Magari è stato chi voleva esportare nel Nord Africa modelli che non funzionano neanche in casa propria (l’Illuminismo settecentesco) e che, anche se funzionassero in minima parte, sarebbero applicabili solo a comunità omogenee e non certamente alle armate Brancaleone che stiamo, nostro malgrado, costruendo.
D’altronde, la parola chiave è proprio questa: “comunità”.
Ma che senso ha condurre battaglie contro le culture degli altri? Basterebbe non importarle, No? Che senso ha andare a bombardare mezzo mondo per imporre valori che ci stanno distruggendo casa dall’interno e che stanno facendo scomparire le ragioni di solidarietà del contratto sociale?
Valori che ci faranno tornare allo stato di natura in men che non si dica. Andiamo avanti “con viva e vibrante soddisfazione” (cit.). Avanziamo verso il Nulla del relativismo liberale.
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Germania, Austria e Regno Unito hanno bloccato la procedura di richiesta di asilo da parte dei profughi siriani.
Già questo denota una limitazione alla libertà di un popolo. e un certo interesse a mantenere quel distacco che invece noi chiamiamo “integrazione”
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Sopratutto, sembra proprio che il problema non sia la dittatura, i jihadisti, Al Queida ecc ecc ma solo Assad in quanto amico di Putin.
Perché mai qualcuno non dovrebbe fuggire da Al Golani e friends?
Poi Israele che ha occupato un pezzo di Siria e abbia bombardato il resto: ma dove è l’ONU?
Il diritto internazionale dipende da quello che Israele pensa sia il problema esistenziale? Eliminano persone e mezzi oltreconfine senza che nemmeno il potenziale nemico abbia detto qualcosa contro i sionisti?
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