In 89 mila hanno ricevuto un link per esprimere le proprie preferenze sul portale. Il ruolo del garante a rischio e sullo sfondo la possibile sfida tra Appendino e Todde, se Conte saltasse

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – Le votazioni dell’assemblea costituente del M5S, programmata per il fine settimana a Roma, in realtà cominciano online questa mattina, per poi concludersi domenica alle 15. I circa 89 mila iscritti ieri sera hanno ricevuto un link per esprimere le proprie preferenze sul portale del Movimento. Ci sono quesiti relativi ai temi scelti come prioritari dagli iscritti (dalle politiche sanitarie a quelle ambientali, ad esempio). E poi altri, dove occorre che si superi la metà più uno degli aventi diritto voto, pena l’invalidità del risultato, su Statuto, codice etico e proposte organizzative. Su questi ultimi argomenti c’è in ballo il ruolo di Beppe Grillo, la cui figura di garante potrebbe scomparire oppure venire ridimensionata. Così pure il posizionamento politico del Movimento.

I ben quattro giorni di voto servono proprio per far votare più persone possibile, una platea già sfoltita nelle settimane scorse, depennata di coloro che da oltre un anno non davano segnali di vita sul sito del M5S e che neanche avevano risposto all’invito a riappalesarsi online. Attorno alla partecipazione (o meno) si gioca molto della riuscita del congresso rifondativo, un percorso cominciato la scorsa estate e svolto con metodologie finora mai sperimentate per un partito politico in Italia. Piccola curiosità della due giorni: ospite domenica, in collegamento, ci sarà la leader della cosiddetta “sinistra conservatrice” tedesca, Sahra Wagenknecht. Accusata di rossobrunismo dai suoi ex compagni della sinistra radicale per le proprie posizioni per l’appunto conservatrici sul piano valoriale, il suo movimento è rimasto nel gruppo dei non iscritti al Parlamento europeo, mentre invece il M5S ha trovato ospitalità in The Left.
Alla guida del Movimento dal 2021, Giuseppe Conte ha portato i 5 Stelle dentro l’alveo progressista e si aspetta la riconferma di questa linea, in realtà seguita a singhiozzo sul piano delle alleanze. L’ex presidente del Consiglio arriva all’appuntamento indebolito sia dallo scontro con il fondatore, convinto che sia finita l’era del M5S, sia dai cattivi risultati alle regionali, con le liste che si attestano attorno al 4-5 per cento. A dimostrazione delle difficoltà, lo stesso Conte ha già detto che è pronto a farsi da parte, se l’assemblea scegliesse un altro percorso.
In questa ottica, di un ipotetico dopo, nel dietro le quinte già si ragiona sulle altre opzioni possibili. Chiara Appendino, attuale vicepresidente, immagina un M5S indipendente dal Pd e più identitario, “contro il sistema”. Se davvero la ex sindaca di Torino si facesse avanti per la successione, la parte del Movimento che invece ormai guarda alla prospettiva dell’alleanza con il centrosinistra come obbligata, potrebbe puntare su un’altra donna, la presidente della Sardegna Alessandra Todde. La quale incarna perfettamente lo schema contiano, quello di una coalizione progressista vincente. Todde da parte sua in queste settimane si è spesa in prima persona nelle campagne elettorali regionali, non ultima in Umbria per Stefania Proietti. A voler dimostrare la sua adesione al progetto generale. I “se” ovviamente sono tanti, ma già il fatto che ne se parli rende bene l’idea del travaglio interno al Movimento.
Il sostituto di de carognis!
Avanti un’altro… e fate presto che fra qualche giorno finiscono le votazioni
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“Piccola curiosità della due giorni: ospite domenica, in collegamento, ci sarà la leader della cosiddetta “sinistra conservatrice” tedesca, Sahra Wagenknecht. Accusata di rossobrunismo dai suoi ex compagni della sinistra radicale per le proprie posizioni per l’appunto conservatrici sul piano valoriale, il suo movimento è rimasto nel gruppo dei non iscritti al Parlamento europeo, mentre invece il M5S ha trovato ospitalità in The Left”.
Il M5S, che è “progressista”, invita una leader “conservatrice”? Mah!
“…sia dai cattivi risultati alle regionali, con le liste che si attestano attorno al 4-5 per cento”.
Il 4-5 per cento è in linea con le passate Regionali. Lo stesso risultato lo ottenne 10 anni fa in Calabria e poi in Emilia-Romagna. Le Regionali sono sempre state le elezioni più ostiche per il M5S.
“Se davvero la ex sindaca di Torino si facesse avanti per la successione, la parte del Movimento che invece ormai guarda alla prospettiva dell’alleanza con il centrosinistra come obbligata, potrebbe puntare su un’altra donna, la presidente della Sardegna Alessandra Todde. La quale incarna perfettamente lo schema contiano, quello di una coalizione progressista vincente”.
Se la linea di Conte non dovesse passare, non potrebbe essere la “contiana” Todde a prendere il suo posto. Sarebbe una contraddizione evidente. Arriverebbe qualcuno che è sempre stato contro le alleanze: per esempio, Virginia Raggi.
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