Il politologo – “Trump può incidere in Ucraina”

(Di Salvatore Cannavò – ilfattoquotidiano.it) – Jeffrey Sachs, direttore del Centro per lo Sviluppo sostenibile della Columbia University, analizza il partito della guerra statunitense da decenni. Nei suoi scritti ha messo in risalto come, dopo la scomparsa dell’Unione sovietica, nel dicembre 1991, si affermi negli Usa una volontà di potenza a cui dà voce soprattutto la corrente neocon, dei neoconservatori, secondo cui gli Stati Uniti avrebbero dovuto governare il mondo come unica superpotenza incontrastata. Una figura di primo piano di questa corrente è stata Dick Cheney, il vicepresidente (di fatto la testa operativa) dell’amministrazione Bush jr. dal 2001 in poi. Cheney è l’uomo di maggior potere di una corrente che formalmente prende le mosse nel 1997 quando Robert Kagan e William Kristol fondarono il Pnac (Project for a New American Century), classico think tank per un progetto imperiale americano, tra i cui membri troviamo pezzi pregiati delle amministrazioni Bush come Paul Wolfowitz, ex vicesegretario alla Difesa, James Woolsey e Donald Rumsfeld.
La moglie di Robert Kagan è Victoria Nuland, che avrà un ruolo epico durante i fatti ucraini del 2014 (famosa la sua affermazione “Fuck Europe”) e che fino all’anno scorso ha servito nell’amministrazione Biden come Sottosegretario di Stato per gli Affari politici. E Dick Cheney, con la figlia Liz, sono stati i pilastri della campagna presidenziale di Kamala Harris.
“L’idea centrale dei neocon è che gli Usa debbano avere il dominio militare, finanziario, economico e politico su ogni potenziale rivale di ogni parte del mondo”, scriveva poche settimane fa Jeffrey Sachs. Lo abbiamo sentito di nuovo ieri, dopo la decisione di Biden di autorizzare le operazioni missilistiche contro Mosca, dando così vita a una nuova fase della guerra. Quando gli ricordiamo che il “partito della guerra” è all’opera dai primi anni 90, domandando quali siano stati i passaggi cruciali, snocciola gli eventi e le date delle tante guerre che oggi appaiono dimenticate, ma hanno segnato il volto del mondo: “Il partito della guerra – spiega Sachs – si è impegnato in conflitti senza sosta. La lista è incredibile: Serbia, Afghanistan, Siria, Libia, Yemen, Sudan, Ucraina, Palestina. Ma si è anche impegnato in operazioni segrete di regime change come quelle avvenute in Siria (Sachs non crede molto alla realtà dell’opposizione anti-Assad, ndr) e in Ucraina (riferendosi ai moti di piazza Maidan del 2014) e poi ancora in sanzioni economiche unilaterali e quindi illegali a livello internazionale, nell’espansione della Nato, in attacchi terroristici (Nord Stream), nella complicità in genocidi (Gaza). È una triste storia di una struttura segreta ubriaca di potere, ma che porta a un fallimento dopo l’altro”.
E allora gli domandiamo se questo “partito della guerra” di Washington sia al lavoro per sostenere la decisione presa da Biden e in che modo si muoverà non appena Trump si insedierà alla Casa Bianca. Sulla presidenza Trump, in politica estera, l’economista della Columbia offre un giudizio aperto, perlomeno riguardo all’Ucraina: “Credo che Trump cambierà direzione sull’Ucraina e sarà in grado di farlo. Avrà l’opinione pubblica dalla sua parte”. Mentre sulla decisione di Biden di autorizzare gli attacchi missilistici a Kiev, la risposta non ha alcuna esitazione: “La decisione costituisce uno choc sconsiderato da parte di un uomo anziano che presto lascerà l’incarico. Probabilmente è stata presa dai suoi consiglieri falchi”. E quindi si torna al mondo neocon di cui Biden si è circondato a cominciare dal Segretario di Stato Antony Blinken. Anche Sachs pensa che la decisione di Biden sia un modo per “creare difficoltà alla nuova presidenza Trump”. E quando gli chiediamo cosa pensa delle nomine di quest’ultimo, risponde secco che “la più importante è quella di Tulsi Gabbard. Se questa reggesse, sarebbe di enorme importanza. Il Deep State sta combattendo duramente contro di lei”.
ma questo, secondo molti dei nostri aficionados amanti dell’Uccidente ed IUESEI, dovrebbe emigrare in Russia o Cina.
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Sicuro, ma Sachs a sua volta è un criminale della peggio specie anche se passa inspiegabilmente per un grande analista anti-establishment.
Fu lui una delle peggiori teste pensanti a sfasciare la Russia negli anni ’90 mandando mezza popolazione sotto la soglia di povertà.
Incredibile.
Per la cronaca, sia lui che Blinken sono del popolo eletto. Blinken è di origine ucraina, tra l’altro.
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