(Giancarlo Selmi) – Chissà cosa staranno pensando stamattina i minus habentes che hanno sommerso la mia pagina di insulti negli ultimi giorni. Leghisti e affini che, in una lingua sconosciuta simile al volgare italico del medio evo, mi insultavano, anche in maniera pesante, reo di aver pubblicato un post ironico sul loro leader spara cazzate. Mentre mi inondavano di immagini di pomate “bruciacul”, mi invitavano ad assumere “malox” (per loro si chiama così), postavano commenti con vignette su Conte e Schlein che volevano fare ridere, ma ottenevano il solo scopo di avvantaggiare lo stimolo ad andare in bagno.

Tutti bannati ovviamente, ma oggi cosa staranno dicendo o postando? Dopo la disfatta in Umbria? Dove la loro rappresentante, la leghista Tesei, con faccia sorriso e portamento da contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare ha preso una sonora batosta, passando dal quasi 58% delle precedenti elezioni, al 46% di queste? Chi sarà costretto al “bruciacul” adesso? Forse la Lega passata dal 32 al 7?

Parlando di cose serie e non di subumani caduti dal seggiolone, vera espressione di quell’analfabetismo funzionale e non, che relega l’Italia al non invidiabile ruolo di “paese più ignorante d’Europa” (non lo dico io, basta fare una ricerca su Google), il risultato elettorale di ieri, soprattutto in Umbria, ci dice che, forse, l’ascesa irresistibile di meloni abbia toccato il punto più alto e che sia destinata alla discesa. Lo dicono i numeri. FdI ha perso rispetto alle Europee più di dieci punti.

Ma il dato delle astensioni, confrontato con quello elettorale, ci fa supporre che, con molta probabilità, le astensioni comincino a toccare anche le destre. La punizione per la giunta Tesei è stata terribile. A nulla è valsa la presenza della presidento. Ancora meno è servito lui, il sindaco di Terni, Bandecchi (nella foto mentre sputa un passante). Doveva essere lo Scajola umbro, si è fermato a un misero 2,3%. Prendendo nella sua città, la città della quale è primo cittadino, un risibile 7%. Risultato che ci restituisce un poco di fiducia nella specie umana.