Bombe e diplomazia – Documento. Il ministero degli Esteri stanzia i fondi per la Conferenza italiana di luglio: per 700 aziende sarà un affare miliardario

(Di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Gli scenari della guerra in Ucraina sono ancora imprevedibili e non si sa quando finirà il conflitto, ma il governo italiano si prepara per la Conferenza per la Ricostruzione che si terrà a Roma i prossimi 10 e 11 luglio. Un evento, di cui hanno parlato la premier Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel bilaterale a Roma di metà ottobre, che porterà in Italia capi di Stato e di governo e imprenditori interessati alla ricostruzione post-bellica di Kiev. Un affare che vale centinaia di miliardi di euro e che fa gola alle principali imprese europee. Per quell’evento l’Italia non baderà a spese: il governo è pronto a stanziare 6 milioni di euro per la due giorni romana.

La cifra emerge da un emendamento, che Il Fatto ha visionato in anteprima, che sarà presentato nei prossimi giorni dal governo alla legge di Bilancio in discussione alla Camera. Fondi che saranno stanziati nel bilancio del ministero degli Esteri, formalmente l’organizzatore della Conferenza internazionale della prossima estate.

Un segnale che l’Italia vuole mandare all’Ucraina proprio dopo la vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti, che ha già fatto sapere di non volere più sostenere Kiev contro la Russia. “Questo appuntamento annuale – si legge nella relazione illustrativa dell’emendamento – è la principale occasione per compattare l’impegno della comunità internazionale a favore dell’Ucraina”. E ancora: “L’organizzazione della Conferenza da parte italiana nel 2025 consentirà all’Italia di svolgere un ruolo centrale nel processo di ricostruzione del Paese con continuità su un arto temporale molto ampio”. La decisione di stanziare subito i fondi è legata al fatto che il governo debba far partire le gare il prima possibile per arrivare in tempo a luglio.

Lo stanziamento dei fondi viene stimato prendendo come paragone la Conferenza di Berlino dell’11 e 12 giugno 2024 in cui erano stati spesi 12 milioni di euro, il doppio di quello italiano. Ma il motivo è semplice e viene spiegato nella relazione tecnica all’emendamento: i più elevati costi di affitto dei locali in Germania. Allora erano state ospitate a Berlino 3.500 persone tra capi di Stato, di governo, 700 società private e rappresentanti della società civile. Per la conferenza italiana, invece, i partecipanti saranno circa 3.000, tra cui 700 aziende, 500 amministratori locali e altrettanti rappresentanti della società civile.

Così il governo italiano, replicando quelle cifre, ha stimato una spesa di 6 milioni. Nel documento vengono indicate le principali voci di spesa: 1,9 milioni tra affitto, adattamento e allestimento dell’evento (la location non è ancora stata specificata), 875 mila euro per il catering (6 coffee break da 30 euro per 3.500 persone e una colazione e una cena al costo di 70 euro), un altro milione per i servizi di accoglienza, 600 mila euro per quelli di accredito, 300 mila euro per il sito web e la comunicazione e altrettanti per due eventi preparatori, oltre a 150 mila per la consulenza di think tank.

A questo si aggiunge l’ospitalità della delegazione ucraina: a ogni ospite, circa 350 persone, sarà pagato il vitto e alloggio per due notti a un costo di 250 euro (in totale 175 mila euro) e 350 mila euro di spese aeree (ogni biglietto viene stimato per un totale di mille euro a testa).

Il ministero degli Esteri stanzia anche 250 mila euro per eventuali “imprevisti”. Questo perché, spiega il governo, vista “l’elevata incertezza del quadro militare e politiche che caratterizza la crisi ucraina” è necessario “riservare una quota per imprevisti, derivante dall’esigenza di organizzazione riunioni con breve preavviso o altre attività nell’ambito del coordinamento tra Paesi che sostengono l’Ucraina”.

Quella che si terrà a Roma a metà luglio sarà la seconda conferenza internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina dopo quella organizzata in Germania lo scorso anno. Ma che l’Italia abbia messo gli occhi sugli affari per la ricostruzione in Ucraina lo dimostra anche la conferenza bilaterale organizzata a Roma nell’aprile del 2023 all’Eur.