Il dossier – Chigi vuole chiudere con SpaceX, c’è già la legge ad hoc: può essere solo l’inizio

(Di Vincenzo Bisbiglia – ilfattoquotidiano.it) – Vale almeno 1,5 miliardi di euro la partita che Elon Musk sta giocando in Italia. E questo solo per cominciare. Perché, per il magnate sudafricano, sbarcare nel mercato italiano con il sistema di connessione satellitare Starlink della sua SpaceX significherebbe innanzitutto scalzare operatori nazionali come Tim e Open Fiber e, soprattutto, entrare in Ue dalla porta principale. Oltre, ovviamente, a far breccia nella filiera che farà funzionare il futuro forziere dei dati digitali italiani: il cloud nazionale.
La foto da cui partire è quella del 16 dicembre 2023. Siamo ad Atreju, la festa nazionale di Fratelli d’Italia. Dietro il palco ci sono Musk, la premier Giorgia Meloni e un giovanissimo informatico, Andrea Stroppa, 30 anni, che si fregia di essere il referente italiano del tycoon. “La partecipazione di Elon Musk ad #Atreju è stata anche un’occasione per dialogare insieme sui benefici e i rischi dell’intelligenza artificiale e sulle nuove prospettive legate a Starlink…”, twittò Meloni in quell’occasione.
Stroppa lo ritroviamo in un rivolo dell’inchiesta per corruzione della Procura di Roma su un presunto giro di mazzette ai vertici di Sogei, partecipata del Mef che si occupa di nuove tecnologie. L’ex hacker di Anonymous è indagato con l’ufficiale di Marina, Antonio Angelo Masala, distaccato presso il VI Reparto Sistemi C4I dello Stato Maggiore della Difesa, proprio l’ufficio che guida il tavolo interministeriale sul progetto Starlink. Stando agli atti dell’inchiesta, Masala – che si sentiva con l’informatico da giugno e con cui discute su “come velocizzare le tempistiche di definizione del contesto” – a settembre gli avrebbe anticipato un documento interno del Ministero: “Io ti mando un documento che è veramente riservato, interno; ti chiedo di pulirlo te, io non ho modo”, diceva Masala, intercettato. Per i pm, la possibile contropartita sarebbe potuto essere l’ingresso di Olidata Spa – di cui la moglie di Masala era azionista – nella filiera di Starlink. Ma è una pista tutta da verificare e su cui si regge, in realtà, l’attuale imputazione di Stroppa.
Fatto sta che l’arrivo di Starlink in Italia è diventato un obiettivo strategico del governo Meloni. Basti pensare che a giugno Palazzo Chigi ha approvato la legge – ora in discussione alla Camera – sull’economia dello spazio, che all’articolo 25 prevede che “il Ministero delle imprese e del made in Italy costituisca una riserva di capacità trasmissiva via satellite nazionale attraverso satelliti geostazionari e costellazioni di satelliti in orbita bassa, gestiti esclusivamente da soggetti appartenenti all’Unione europea o all’Alleanza Atlantica”. È la descrizione di come funziona Starlink, tecnologia dual use che la Farnesina vuole utilizzare per proteggere le comunicazioni di ambasciate e consolati inzone problematiche (Bengasi, Tripoli, Kabul) e che a Chigi serve per completare la connessione nelle aree remote del Paese (come da obiettivi Pnrr). Partita su cui Tim e Open Fiber sono in mostruoso ritardo. “Oggi sui satelliti in bassa quota per la comunicazione c’è solo Starlink”, ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nei giorni scorsi al Senato.
Non è tutto. L’articolo 25, al comma 2 prevede “un instradamento alternativo e con velocità di trasmissione adeguata (…) tra nodi di rete strategici”, incluse “le funzionalità e le comunicazioni del cloud nazionale”. Ed è proprio lì che si gioca l’altra partita su cui gli investigatori hanno acceso i fari. Il progetto cloud è gestito dal Polo Strategico Nazionale, l’infrastruttura del Mef di cui fanno parte Tim, Leonardo, Cdp Equity e Sogei: lì sarebbero voluti arrivare le persone coinvolte in un’altra indagine della Procura di Roma, quella sulle presunte mazzette ricevute dall’ex dirigente Simone De Rose, che lavorava “a diretto riporto” dell’attuale Ad, Pietro Labriola (estraneo all’inchiesta).
L’interlocuzione Meloni-Musk insomma può far bene a entrambi. Il tycoon, ad esempio, ha pubblicamente contestato il regolamento Ue per i servizi digitali e sul punto Meloni potrà essere sua alleata a Bruxelles. L’altro business di Musk, come noto, riguarda il mercato automobilistico. La Tesla nel 2023 ha segnato ricavi per 96 miliardi di dollari e ha 18 miliardi di cassa libera. Per ora Tesla non è sbarcata in Europa, ma colossi come Stellantis – i cui rapporti con il governo sono complessi – guardano con diffidenza all’interlocuzione di Musk con Meloni.