L’europarlamentare M5S: “Abbiamo votato contro von der Leyen e faremo lo stesso con i suoi incaricati. Il ministro italiano non ha aperto i cantieri Pnrr”

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps e oggi capodelegazione del M5S al Parlamento europeo, ci si avvicina al voto su Raffaele Fitto. Voi avete le idee chiare?
«Sì, le abbiamo avute sin dall’inizio, come 5 Stelle e come gruppo di The Left. Abbiamo votato contro Ursula von der Leyen, quindi faremo lo stesso verso i suoi commissari».
Anche se è un italiano.
«No perché non è assolutamente una questione di nazionalità, non dovremmo guardare alle questione europee con lenti italiane. Fitto avrà la delega al Pnrr quando in Italia non ha aperto i cantieri, siamo penultimi in Europa nell’assorbimento dei fondi e in più rischiamo di perdere 50 miliardi di euro se non ci sarà una proroga della scadenza prevista nel 2026».
Cosa consiglierebbe di fare ai suoi colleghi del Pd?
«Se il Pd voterà a favore di Fitto lo farà perché il gruppo socialista è maggioranza di governo in Europa. Se non la farà sarà quindi una mezza sfiducia verso von der Leyen. Forse cercheranno di modificare il portafoglio di Fitto, dopodiché ripeto: non è un voto che va letto con le lenti del dibattito italiano».
A proposito di Europa, siete soddisfatti della vostra adesione al gruppo rossoverde?
«Lo siamo senza dubbio. Ci sono solo tre gruppi che si definiscono progressisti: socialisti, verdi e noi di The Left. Di cui abbiamo abbracciato in pieno il manifesto basato su giustizia sociale, ambientale e rispetto dei diritti umani».
Quindi non siete contenti per l’elezione di Donald Trump.
«Augurare buon lavoro è cosa diversa che essere contenti, diciamo solo che quella vittoria è stata un monito per i progressisti. Cioè che c’è bisogno di tornare a proporre politiche popolari, in favore delle categorie più deboli».
Quale dovrà essere il collocamento politico del M5S dopo la costituente?
«Piuttosto che di opinioni e preferenze, oggi possiamo parlare davanti a dei documenti redatti dai 360 sorteggiati dalla base. E tutti posizionano il M5S come alternativo alle destre. La nostra è una proposta che si basa sulle esigenze delle categorie di cui parlavo prima, lavoratori e precari in primis».
Questo si declina anche in alleanze naturali?
«Ci alleeremo con le forze che hanno programmi simili al nostro e queste si trovano nel centrosinistra, come è avvenuto in Sardegna, Umbria ed Emilia-Romagna. E credo sarà così anche nel futuro».
Lei è stato spesso ospitato, con suoi interventi, sul blog di Beppe Grillo. Sarebbe felice di vederlo all’assemblea costituente a Roma?
«A mio parere sarebbe positivo avere la sua voce come quella di tutti, è stato un innovatore della politica, i suoi temi di 30 anni fa sono agenda politica di molti partiti oggi. Sul reddito di cittadinanza ad esempio si sono convinti anche Pd e Avs».
E del suo ruolo cosa pensa?
«Che ora viviamo una trasformazione che deve garantire di andare avanti al di là delle persone. Certamente la sua presenza ancora oggi è valida, ma siamo tutti temporanei e adesso è centrale il grande processo trasparente e democratico della Costituente».
Simbolo e nome del Movimento secondo lei sono da cambiare?
«La mia opinione è che simbolo e nome dovrebbero restare gli stessi, anche se dei ritocchi possono starci in una evoluzione, com’è avvenuto più volte, penso a 2050 o al pace delle europee, ma sarà l’assemblea degli iscritti a decidere».
Temi ri-costitutivi del M5S post assemblea quali saranno?
«Mai come adesso, e lo dimostra la vittoria di Trump, c’è bisogno di una risposta popolare. Non dobbiamo tacciare di populismo chi chiede diritti sociali e democrazia economica, come sostiene l’economista Dani Rodrik, altrimenti gli elettori si fanno rappresentare da chi invece li vuole solo ingannare. Quindi la giustizia fiscale, vista la sperequazione tra tasse di multinazionali e quelle di lavoratori e pensionati. È inderogabile un reddito minimo vitale e universale europeo per sanare il fenomeno dei lavoratori che vivono in povertà. Serve un’Europa sociale contro il neoliberismo degli ultimi decenni, che ad esempio non sia inerme di fronte alla crisi dell’automotive. Questo significa togliere acqua e linguaggio popolare a demagoghi e oligarchi».
Ci vorrebbero più Tridico e meno Selmi con i suoi “adelante”. Mi sa che è un po’ tardi però.
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Selmi è un tifoso, ma Tridico è incoerente e insincero.
Tra le altre, non puoi dire che “Serve un’Europa sociale contro il neoliberismo degli ultimi decenni” e poi promuovere l’alleanza con un partito neoliberista come il PD la cui segretaria, il giorno dopo la vittoria di Trump e la disfatta di Harris, va a chiedere consigli a Draghi.
Queste contraddizioni si pagano alle urne.
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M5S alternativo alla destra e al PD = 33%.
Partito di Conte alternativo alla destra e alleato col PD = 9%, probabilmente anche meno.
Non dovrebbe essere difficile fare una scelta, ma vabbè, non c’è limite all’autolesionismo.
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Però saremmo influenti con un sacco di voti.
ho un’idea: ignoriamo il fatto che sia alleato con qualcuno e votiamo lo stesso i 5s.
avremmo un partito al 33%, che detta la linea al PD che gli porta solo i voti.
che ne dici?
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Un tempo era il M5S a essere tracciato di populismo, anche e soprattutto dal PD, e per questo stravinceva.
Ora deve pure impegnarsi e stare attento a non somigliare troppo al PD, a dimostrazione dell’avvenuta mutazione genetica.
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“..dopodiché ripeto: non è un voto che va letto con le lenti del dibattito italiano..”
Ma infatti: sono ambiti diversi!
Se un partito in europa vota per guerra, armi e munizioni ma in patria strilla contro precariato, povertà, disuguaglianze, rincari e salari da fame, gli elettori riescono a cogliere la diversità, anche se sottile; e poi sarebbe assurdo contestare la squadra del cuore solo perché in trasferta gioca con la tenuta diversa dai colori sociali. E se ti allei con questo partito verrai premiato, stanne certo.
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Attenzione. La mia non era un’approvazione in toto delle parole di Tridico. Ho apprezzato semplicemente il suo tono da mediatore, che non descrive Grillo come la peste nera, draghiano o cingolaniano. “Più Tridico” voleva solo dire che l’estrema contrapposizione creata dagli adoratori del Re Sole non può che portare a inevitabili disastri.
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