
(ilfattoquotidiano.it) – Tutti “sapevano e tutti hanno taciuto” sulle presunte irregolarità sui conti del gruppo Visibilia, compresa Daniela Santanchè, che ha fondato e amministrato la galassia editoriale, fino a dismettere le cariche nel 2022. Lo hanno affermato, in udienza preliminare, i pm di Milano Marina Gravina e Luigi Luzi, che hanno ribadito la richiesta di processo per falso in bilancio per la ministra del Turismo e altri imputati, tra cui il compagno Dimitri Kunz, l’ex Canio Giovanni Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero. Ora spetterà al gup decidere, verosimilmente a fine novembre. Le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, con al centro tre società, hanno evidenziato, stando agli atti, presunti bilanci truccati per sette anni, tra il 2016 e il 2022, per nascondere “perdite” milionarie, per permettere al gruppo Visibilia di rimanere in piedi, ingannando gli investitori, e di conseguenza continuare a trarre “profitto” da aziende ancora attive. Un’inchiesta partita dalla denuncia di azionisti di minoranza, tra cui l’imprenditore Giuseppe Zeno, assistiti dall’avvocato Antonio Piantadosi, e che tra l’altro in sede civile ha portato al commissariamento di Visibilia Editore spa. Nel procedimento penale tre soci sono parti civili. In particolare, una delle contestazioni “chiave” dei pm, già presente nei documenti dei consulenti, è quella che riguarda l’iscrizione “nell’attivo dello stato patrimoniale”, nei bilanci di Visibilia Editore spa dal 2016 al 2020, della “voce avviamento”, il valore intrinseco della società, per cifre che vanno dagli oltre 3,8 milioni di euro a circa 3,2 milioni, “senza procedere” alla “integrale svalutazione” già nel dicembre 2016. L’ipotesi di reato riguarda la presunta falsificazione dei bilanci di esercizio dal 2016 al 2022 per Visibilia Editore, dal 2016 al 2020 per Visibilia srl in liquidazione e dal 2021 al 2022 per Visibilia Editrice srl. Secondo l’accusa, “la corretta formazione dei bilanci avrebbe evidenziato una perdita del capitale sociale per Editore dal bilancio 2016, per Visibilia srl da quello 2014 e per Visibilia Editrice dal bilancio 2021”. A Santanchè sono contestate ipotesi di false comunicazioni sociali per la spa e per la srl in liquidazione. Stralciata, invece, per richiesta di archiviazione un’accusa di bancarotta, perché nessuna delle tre società è fallita. Su 20 imputati, tra cui la senatrice di FdI, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda 17 posizioni. La decisione del gup Anna Magelli non arriverà prima del 26 novembre, ultima udienza fissata, mentre nelle prossime parleranno le difese.
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La garrota, quella sì che dovrebbe stringere quel collo di silicone…
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Esilio. La si butti fuori e che perda la cittadinanza italiota ad vitam. Che se ne vada in qualche paese del Terzo Mondo a sfiancarsi dal volontariato a vivere in una capanna e a schiantare di lavoro per dodici ore al giorno in oasi animaliste o centri di accoglienza per profughi. Che almeno ce la si levi di torno in maniera che questa tizia non ‘pesi’ più sui conti pubblici una volta e per tutte. Mi pare che in questi termini abbia ‘pesato’ fin troppo. Sai quanto deve starsene fuori dalle palle per far sì che venga recuperato quel che ha già sottratto con la furbizia? Furbizia da quattro soldi che contraddistinue tutta la sua stessa classe politica, peraltro, e infatti lei l’hanno sgamata alla grande… Vediamo anche se con un po’ di sana fatica e sudore e impegno (eseguito ovviamente con disciplina e magari anche onore) perde quel ghigno di prepotenza con cui si presenta sempre in pubblico. Davvero insopportabile. Questa fa a gara col tizio di Rignano a Riad, in quanto a perla di simpatia. Non per niente membri (!) dello stesso circo, infatti.
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non sarebbe neppure capace di lavà piatti!
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L’unico esilio sarebbe l’Isola di Montecristo vecchia scuola. Vanno bene anche Pianosa e l’Asinara.
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