Per la seconda volta il presidente Usa non la invita al vertice sull’Ucraina con Scholz, Macron e Starmer che si terrà domani in Germania

(Tommaso Ciriaco – repubblica.it) – BRUXELLES – Succede per la seconda volta. E non è un caso. Joe Biden esclude Giorgia Meloni dal vertice ristretto sull’Ucraina convocato con gli alleati Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Keir Starmer. Un incontro che, informa la Cnn, si terrà venerdì a Berlino. La riunione con Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito era stata indetta già la scorsa settimana, senza l’Italia. Poi l’uragano Milton – e la stanchezza dell’ottantunenne presidente americano – avevano fatto slittare il viaggio nella capitale tedesca di Biden e, di conseguenza, il summit. Ieri la conferma: Roma fuori, ancora. Nell’anno in cui guida il G7.
Per pesare l’intensità di questo attrito diplomatico, basta riportare le parole di Meloni consegnate ieri a Bruxelles a margine del vertice tra i Ventisette e i paesi del Golfo. Le domandano: che spiegazione si è data dell’esclusione, per giunta reiterata? «Non potrei in ogni caso partecipare – è la replica – perché sarò in Libano. Penso sia molto utile continuare a confrontarsi e parlarsi. Forse, più utile che parlarci tra di noi, è farlo con gli attori della regione. Quindi per ora la mia priorità è questo viaggio».
Il messaggio è chiaro, ostile: i partner si riuniscono per discutere tra loro di Ucraina, io vado sul terreno a ragionare con i protagonisti della crisi libanese.Ricostruzione interessata. Ma che chiarisce il livello dello scontro tra Cancellerie. Ovviamente anche Stati Uniti e Francia si muovono per contenere il conflitto in Medio Oriente. E trattano con l’Arabia Saudita, avversario giurato dell’Iran: ieri Emmanuel Macron ha ostentatamente fatto attendere per quindici minuti i leader Ue per la “foto di famiglia”, prima di presentarsi al fianco del principe saudita Mohammad Bin Salman dopo un colloquio riservato.
Screzi e competizione spinta, che torneranno a manifestarsi oggi anche su altri dossier, quando Meloni riunirà una quindicina di leader favorevoli a quello che definisce «modello Albania» sui migranti per portare la discussione nel Consiglio Ue. Ma torniamo al “quartetto”. La premier è irritata e allarmata per l’esclusione di Berlino. Anche stavolta decide di non restare a guardare. Una settimana fa aveva fatto coincidere la data del summit (poi annullato) con la visita di Voldymyr Zelensky a Roma. Questa volta, la premier pianifica una missione in Libano e Giordania. E la fissa proprio per venerdì, non a caso.
Una mossa necessaria per mostrarsi vicina al contingente Unifil, bersagliato dagli attacchi dell’Idf. Ma anche per reagire al mancato invito e non restare a guardare mentre a Berlino si riunisce la cabina di regia occidentale. Per comprendere la portata dell’esclusione, d’altra parte, bisogna ricordare un dettaglio decisivo: l’Italia è membro del “quint”, un formato che si è riunito più volte negli ultimi due anni proprio per sostenere Kiev. Biden e Scholz, adesso, lo rimpiazzano con la formula del “quartetto”.
Non basta la spiegazione semi-ufficiale che circola in queste ore a esaurire il caso diplomatico. I quattro leader, è la tesi, devono discutere quanto concedere all’Ucraina sul piano dell’utilizzo di armi a lungo raggio in territorio russo e l’Italia, paralizzata dal veto di Matteo Salvini, si tira naturalmente fuori. Dietro il mancato invito c’è dell’altro. Certamente l’ostilità franco-tedesca, che punta a tenere ai margini Meloni. Ma c’è soprattutto il progressivo disincanto dell’amministrazione Biden verso la premier.
Lo spartiacque, si apprende da fonti diplomatiche, sarebbe stato l’interesse dimostrato da Meloni verso Elon Musk – l’uomo più vicino a Donald Trump – corteggiato da Palazzo Chigi per premiare la leader nella cerimonia dell’Atlantic Council. A poche settimane dal voto, è sembrata (e probabilmente è stata) una scelta di campo. Peggio: un investimento spregiudicato sul tycoon e contro Kamala Harris. Se il 5 novembre la scommessa dovesse dimostrarsi perdente, la mossa non resterebbe priva di conseguenze diplomatiche per Palazzo Chigi.
fatti mandare dalla mamma a prendere “sberle”.
Forse verrà invitata a sparecchiare il tavolo,
così potrà dire di esserci andata anche lei.
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Sembrano i concorrenti del famoso format, solo che la “casa” è quella che racchiude tutti, cioè il globo.
Va allestito un “confessionale”, così i concorrenti possono esternare invidie, frustrazioni e rivalse. Gli spettatori sono otto miliardi, tutti inclusi.
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Mah! Proprio stamattina su un telegiornale sfilava la scritta in sovraimpressione che Biden si è congratulato con il primo ministro italiano per la comune politica sull’Ucraina. Si dava l’impressione che fossero qubo e camicia.
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chissà che superpompa ci tirerà italo bocchino per giustificarla!!
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repubblica naturalmente scrive cazzate, fa risalire il tutto a causa dello stretto rapporto con Musk con sottofondo dell’appoggio a Trump.
No l’Italia è serva grazie ai suoi politici proni.
Da sempre l’Italia ha una posizione strategica in Europa e nel mondo occidentale (al centro del mare più frequentato al mondo) ma non sa gestire questo vantaggio per insipienza e vigliaccheria dei suoi politici con codazzo dell’ informazione in generale, rimasta ancorata a Coppi e Bartali.
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Questo è il trattamento riservato ai servi più ubbidienti.
Ma cosa deve fare ancora la borgatara per farsi invitare dopo le milionate in armi spedite a ZeZe?? Organizzare la donazione di sangue italico per i soldati ucraini moribondi o destinati presto a diventarlo??
Questo è il risultato della telefonata-scherzo avuta con l’ambasciatore del Catonga, in cui si era spinta a dire (per una volta) la verità. I servi non devono mai sbagliare a… servire. La punizione prima o dopo arriverà!
L’underdog è rimasta tale. Prosegue a non contare il resto di un caxxo! Continui a fare eleganti défilé a Bruxelles con baci, abbracci e sorrisi da sciantosa ammaliante ai suoi colleghi. Forse a forza di insistere si accorgeranno di lei, Calimera piccola nana nera.
PS. Particolare non noto a tutti: i denari per le armi al guitto di Kiev sono stati presi (complice frau Ursula) dal PNRR che doveva servire per la RINASCITA dell’ex Bel Paese.
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si invita chi contribuisce con idee, chi sa dire cose sensate e non solo collezionare foto coi grandi della terra esibendo sorrisi eginetici. I lacchè non entrano nella stanza dei bottoni, aspettano gli ordini fuori, zitti e buoni, facendo di tutto per sembrare importanti. Nel mondo politico la Meloni non conta una gonade maschile. Persino B. godeva di maggiore considerazione.
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Ringraziamo i vari merli pseudo spirituali coscienziali animici evoluti che hanno convinto i detrattori di questa “attrice” ad astenersi dal voto.
Se Jill Stein fosse stata una politica italiana, sarebbe stata accusata dai vari merli, che ora la elogiano ritenendola forse l’unica al mondo degna di voto, di non essere in grado di sovvertire il sistema capitalistico affaristico lobbystico satanistico schiavistico dominante che crea diseguaglianze sociali. Quindi il solito “sontuttiuguali” e “votareèinutile”.
Gente che crede e fa credere di essere dei buddha ribelli che aspettano “la presa di coscienza” del mondo, come se fosse una cosa ereditabile da chi muore a chi nasce.
In attesa di questa ipotetica salvifica presa di coscienza collettiva mondiale, non si capisce perchè non mandare al governo “brave persone che hanno governato bene” (cit.).
Mistero della religione degli “evoluti”.
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