
(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Tra le molte cose criticabili, di cui dirò, Italo Bocchino possiede una qualità: la trasparenza dei sentimenti. Egli, infatti, è sinceramente ammaliato dal governo Meloni (e forse anche da Giorgia). Soprattutto, non ha mai chiesto nulla in cambio: né un dicastero, né la presidenza di un museo e neppure di una galleria d’arte. Lui lo fa per amore e solo per amore. Da Lilli Gruber gli proposi un patto: caro Italo, se tu riuscissi a pronunciare anche la più timida critica all’oggetto del tuo desiderio sono pronto a pagarti una cena in un ristorante stellato. Niente da fare: l’adamantino Italo, finora, non ha mai tradito mentre io ho risparmiato un bella sommetta. A proposito del libro che Bocchino ha dato alle stampe dal titolo Perché l’Italia è di destra diremo che sono 246 pagine di piacevole lettura che, tuttavia, si sarebbero potute liofilizzare nella semplice frase: l’Italia è di destra perché non è di sinistra. Infatti, non v’è chi non veda la linea coerente di un consenso popolare maggioritario che (complice l’innegabile lascito ideologico del fascismo) dalla Dc si è via via travasato nel berlusconismo e da qui nel melonismo. Con un paio di intermezzi nei quali la sinistra ha potuto governare con il voto degli italiani solo perché trainata dal moderatismo assai democristiano di Romano Prodi. Tra i capitoli che traggono ispirazione dall’incontrollabile trasporto di cui sopra, segnalo: “La destra è comunità e non familismo”. Oppure: “La destra ha una classe dirigente”. Ma anche: “ TeleMeloni non esiste”. E, ciliegina sulla Fiamma: “L’Italia ha il vento in poppa”. Sono convinto che Bocchino, sicuramente dotato di quell’ironia che non difetta ai napoletani intelligenti, nel vergare i pistolotti abbia a stento trattenuto il riso. Più condivisibili i capitoli sull’antifascismo di maniera (spesso “usato” dagli avversari privi di argomenti solidi) e quello sulla “dittatura del politicamente corretto” (che però non fa più paura a nessuno). Nelle prossime edizioni (auguri!) suggeriamo all’autore di cominciare dall’ultimo capitolo, dal dialogo di Aldo Cazzullo con un netturbino quando costui gli chiede di non attaccare Giorgia Meloni nei talk show. Al che l’illustre collega chiede: come mai lei che fa un lavoro dignitoso ma molto umile difende la premier? Risposta: “Perché è una di noi”. Da qui l’interrogativo (che per chi scrive è una certezza): ma senza l’underdog Giorgia questa accolita di casinisti e scappati di casa sarebbe mai approdata al potere?
Perché l’Italia non è di sx ? Perché certi politici l’hanno seppellita appoggiando acriticamente qualsiasi proposta venisse dalla loro parte che è, per definizione, quella ” giusta” : legge elettorale, buona scuola, autonomia, jobs act, riforma costituzionale, etc.ra.
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Ci vuole del bel coraggio a leggere un libro di Bocchino
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Perché l’Italia non è di sinistra? Perché una comunità socialmente evoluta prefigurerebbe un alto senso dello Stato inteso innanzitutto come “bene comune” da parte di ogni cittadino, in cui tutti contribuiscono ed in cui tutti sono difesi dallo stesso a loro volta. Nel paese della “famiglia” innanzi e sopra a tutto ( concetto che sfocia addirittura nella cultura mafioso-camorrista-‘ndranghetista) la “conoscenza personale” (nel senso “conosco io uno che…”), “l’amichettismo” (una mano lava l’altra), il clientelismo, il servilismo verso il potente e del favore personale al posto del diritto acquisito, è la cultura predominante e praticata. E questa destra non è altro che la sua rappresentazione in cui specchiarsi…
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” .. non v’è chi non veda la linea coerente di un consenso popolare maggioritario che (complice l’innegabile lascito ideologico del fascismo) dalla Dc si è via via travasato nel berlusconismo e da qui nel melonismo. ..”
Tocchiamo ferro o che altro vi pare ma, per il momento l’intero centro-destra o destra-centro è sostenuto da una minoranza di elettori in Italia ( 12 milioni su 50 cioè meno di 25 elettori su 100. Le elezioni le ha vinte il rosatellum, geniale invenzione piddina che avrebbe dovuto costringere gli elettori al bipolarismo e fermare i grillini nel 2018. Con il normale sistema di voto delle europee le Meloni & C si sognavano la maggioranza per governare. Anche Padellaro come la Gruber e tanti altri sono contagiati dal virus del percentualismo con il quale si rincoglionisce e non si capisce nulla ma si scrivono romanzi di fantascienza sulla volontà degli elettori. Dei quali 24-26 milioni su 50 oggi non votano nessuno. Sulla cosiddetta sinistra è meglio stendere un pietoso velo di compassione…
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Una di noi stocz!
Questa ha fatto e fatto fare ai parenti una vacanza in Puglia, in masseria, a 80mila euro.
Ha aumentato il suo reddito, anche grazie a libri pieni di menzogne, da 300mila&rotti a oltre 500mila euro.
Alla faccia del poveraccio che fa il netturbino… forse condividono il rione, la parlata…mi sembra di rivedere, ai tempi di B., tutti gli illusi di essere imprenditori, come lui, magari perché avevano un’edicola o vendevano carciofi agli angoli delle strade…
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Qualche anno fa qualcuno poteva anche credere che la Meloni sarebbe stata “una di noi” nell’ottica popolare di chi rimane vicino e ancorato al mondo economicamente modesto da cui proviene. Dovrebbe, quel qualcuno, capire che tutto ciò non si è avverato. Perché la Meloni ha dimostrato che la spregiudicatezza e l’arrivismo sono 2 elementi chiave della sua ambizione. Non è tanto neppure quanto guadagni in più. Ma quanto sia interessata ad accarezzare i Potenti non i “morti di fame”.
La vocazione sociale era una frottola. La purezza sostanziale rispetto ai bisbigli delle lobby lo era altrettanto.
Oggi la Meloni è la frotwoman del Potere oligarchico, funzionale al Sistema USA.
Se crolla quel Potere difficile che possa rifarsi una verginità.
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Perché gli italioti so’ tutti gargarozzoni s’è n¢hiappettano a vicenda fino a quando l’ ultimo degli ultimi,il più fesso ovvero quello onesto che a Roma chiamano fregnone fa’ er macchinista e sta’ in locomotiva.🤔
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sono tutti degli invasati fascisti, non c è altra spiegazione
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