Scontro sulle accise. Il Tesoro prova a spegnere le polemiche: nessun rialzo, una rimodulazione. Schlein: «Una nuova tassa Meloni, ma Giorgia non voleva cancellarle?

(Alessandro Di Matteo – lastampa.it) – ROMA. La “bomba” delle accise rischia di fare parecchi danni a Giorgia Meloni, quell’ipotesi di «allineare» le imposte che pesano su benzina e diesel è per la premier come la kryptonite per Superman. L’idea non è un chiacchiericcio di corridoio, è scritta nero su bianco nel Piano strutturale di bilancio (Psb), il documento che il governo deve presentare alla Commissione europea per illustrare le previsioni di spesa, investimenti e riforme per i prossimi quattro anni.
La parola «allineare» ha scatenato consumatori, imprese, trasportatori, perché l’accisa sul diesel è al momento più bassa di quella sulla benzina e tutti hanno interpretato quel verbo nel senso che verranno aumentate le imposte sul gasolio. Troppo facile per le opposizioni rinfacciare alla premier il video del 2019 in cui l’allora leader di Fdi urlava che le accise andavano abbassate.
La polemica monta dal primo mattino, la segretaria Pd Elly Schlein ha gioco facile a parlare di «tassa Meloni», citando appunto il video di 5 anni fa. «Ci ricordiamo tutti Giorgia Meloni davanti ai benzinai a promettere di cancellare le accise. Ebbene, invece, la verità è un’altra: lo dice questo documento del governo in cui mostra che vogliono aumentare le accise sul diesel. Un’altra “tassa Meloni” per tre miliardi sulle imprese». Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, rincara: «Si tratta di 3 miliardi che verranno pagati dai possessori di auto a gasolio e dal settore dell’autotrasporto. Un altro bel regalo del governo Meloni a famiglie e imprese italiane».
Attaccano anche Giuseppe Conte, Avs, +Europa, Iv, Azione. Ma si fa sentire anche Forza Italia, Antonio Tajani dice «vedremo le norme che verranno approvate in Consiglio dei ministri» e Raffaele Nevi aggiunge: «Forza Italia è sempre stata e rimane contraria ad innalzare la tassazione in Italia. Siamo stati chiamati al governo per diminuire tasse, burocrazia e rilanciare investimenti e questo siamo intenzionati a fare».
Un colpo basso per l’immagine della premier che, raccontano parlamentari Fdi a lei vicini, sarebbe intervenuta chiedendo di correggere il racconto di una misura che a suo giudizio sarebbe stata comunicata male e avrebbe permesso una «strumentalizzazione» da parte della stampa e delle opposizioni. E a metà pomeriggio il Mef diffonde una nota per precisare: è «del tutto fuorviante», viene fatto filtrare, dire che «il governo intende aumentare le accise sui carburanti».
È l’Europa, viene sottolineato, che chiede di ridurre i «sussidi ambientalmente dannosi» e tra questi «rientrano anche le minori accise che gravano sul gasolio rispetto a quelle sulla benzina, e pertanto è allo studio un meccanismo di allineamento tra i livelli delle rispettive accise». Insomma, «l’intervento non si tradurrà nella scelta semplicistica dell’innalzamento delle accise sul gasolio al livello di quelle della benzina, bensì in una rimodulazione delle due». In altre parole, si lavorerebbe ad una contemporanea riduzione delle imposte sulla benzina, per bilanciare in qualche modo l’aumento di quelle sul diesel.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a Bloomberg, ha parlato di nuove tasse. Sarà poi il suo sottosegretario Federico Freni, a frenare. Così come il leader leghista Matteo Salvini: «Non c’è nessun aumento di tasse o di accise, non è questo il governo che aumenterà le tasse», assicura. Poi però aggiunge: «Le banche l’anno scorso hanno fatto 40 miliardi di utili, penso che un loro contributo spontaneo farebbe bene all’Italia». E Tommaso Foti, capogruppo Fdi alla Camera, aggiunge: «Le misure proposte sono dirette a tutelare l’ambiente e a ridurre i sussidi dannosi, senza penalizzare i cittadini».
Rassicurazioni che non placano le polemiche, le opposizioni insistono, Matteo Renzi rilancia: «Oggi i documenti dimostrano che Meloni aumenterà il gasolio. Lo hanno negato ma lo hanno scritto. Verba volant, scripta manent». E per Chiara Appendino, M5S, «siamo alla farsa, il Mef sbugiarda il piano di Giorgetti».
“Le banche l’anno scorso hanno fatto 40 miliardi di utili, penso che un loro contributo spontaneo farebbe bene all’Italia”
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Sheldon mi sembra diffidente…
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Più semplicemente abbassare l’accisa della benzina a quella del diesel no?
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Al di là delle 🥎🥎 che da sempre ci raccontano, le accise sono uno dei tanti scandali (infiniti) italiani. Paghiamo ancora tasse su:
Guerra d’Etiopia 1935-1936 1,90 Lire (0,000981 €) 😂 n.b.: Pensavo fosse finita!
Crisi di Suez 1956 14 lire (0,00723 €)
Ricostruzione post disastro Vajont 1963 10 lire (0,00516 €)
Ricostruzione post alluvione Firenze 10 lire (0,00516 €)
Ricostruzione dopo terremoto Belice 1968 10 lire (0,00516 €)
Ricostruzione post terremoto Friuli 1976 99 lire (0,0511 €)
Ricostruzione post terremoto Irpinia 1980 75 lire (0,0387 €)
Missione ONU guerra del Libano 1982 205 lire (0,106 €)
Missione ONU guerra in Bosnia 1995 22 lire (0,0114 €)
Rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004 0,02 €
Acquisto autobus ecologici 2005 0,0005 €
Emergenza terremoto in Abruzzo 2009 0,0051 €
Finanziamento Cultura 2011 0,0071 – 0,0055 €
Gestione immigrati dopo crisi libica 2011 0,04 €
Emergenza alluvione Liguria e Toscana 2011 0,0089 €
Decreto Salva Italia 2011 0,082 € benzina, 0,113 € diesel
Emergenza terremoti Emilia 2012 0,024 €
Finanziamento Bonus Gestori e riduzione tasse terremotati Abruzzo 0,005 €
Spese Decreto Fare “Nuova Sabatini” 2014 0,0024 €
W l’Italia!
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Le accise stanno ai carburanti esattamente come il Canone sta alla televisione pubblica. Le accise sono una truffa micidiale (e cr1m1n4l3) perpetrata dallo Stato ai danni del contribuente, tale e quale al Canone RAI. Vieppiù sono anch’esse ‘nascoste’ nel prezzo finale alla pompa, e qui, di nuovo, lo sono esattamente come il Canone che è stato nascosto e travestito da ‘oneri’ varii nella bolletta di energia elettrica dall’affabulatore vendi-pentole che si eccita pensando al nuovo rinascimento saudita. Vero è che il Canone è (stata) una delle ‘tasse’ più evase del pianeta, ma è pur vero che di fondo sia una tassa profondamente ingiusta nella misura in cui la TV pubblica sia una barzelletta che non solo non fa ridere, ma è anche proprio brutta, e tanto più ingiusta (anche già di per sé), quanto più ottenuta con sistemi surrettizi, appunto nascondendola in ‘qualcos’altro’ sotto altre voci. Esattamente, lo ripeto, come le accise, appunto.
Già siamo un Paese in deficit con un debito pubblico mostruoso nei confronti delle banche (espressamente la BCE): con un debito che appunto non riusciremo mai a ripagare, siam tenuti per le 🏀🎱 da istituti bancari – che poi è sempre il solito trucchetto delle guerre. Di cui al film “The International” del 2009, cito liberamente (è il dottor Calvini – Luca Barbareschi – che lo dice, parlando ai due protagonisti Louis Salinger – Clive Owen – e Eleanor Whitman – Naomi Watts: “Il loro (delle banche) obbiettivo non è il controllo del conflitto: il loro obbiettivo è il controllo del debito che il conflitto produce” o giù di lì, ripeto, cito a memoria dopo aver rivisto il film nelle scorse settimane. In mezzo a questo manicomio, continuiamo a produrre deficit spendendo e spandendo come se non ci riguardasse (tanto se poi le tasse le evadi, arriva puntuale qualche condono fiscale, il che significa letteralmente che fai bene a evadere, alla fine dei conti), ovvero debito che ci lega sempre di più alle banche che quindi decidono la sorte dei vari Paesi (e infatti in Europa non contiamo una cippalippa, salvo che a rieleggere la Ursulona tutti giulivi). Ma non dovevamo essere democrazie dove regna “Il popolo sovrano”? Qui di sovrano c’è solo il quattrino, più prosaicamente “il debito pubblico”. Io non dico di fare la rivoluzione alla Francese in stile 1789, per carità. Dico solo… ma quand’è che iniziamo a svegliarci da questo sonno? Un pittore, un certo Goya più o meno in quel periodo, creava un’acquaforte e diceva che “il sonno della ragione genera mostri”. Coi mostri dobbiamo farci i conti ogni santo giorno. Son passati più di duecento anni. Non ci basta ancora? Vogliamo davvero continuare così?
El sueño de la razón produce monstruos, Francisco Goya, 1797
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