L’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini” viene modificato cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione tra virgolette fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto

(di Paolo Frosina – ilfattoquotidiano.it) – Il bavaglio alla cronaca giudiziaria sta per diventare legge. Come anticipato dal Fatto, nel Consiglio dei ministri di mercoledì – il primo dopo la pausa estiva – il governo ha varato lo schema di decreto legislativo che esercita la delega a vietare la pubblicazione testuale delle ordinanze di arresto, inserita da un emendamento del deputato di Azione Enrico Costa, votato anche da Italia viva e dalle forze di maggioranza, nella legge di delegazione europea per il 2024, il provvedimento con cui l’Italia si adegua al diritto Ue. Come previsto dalla delega, l’articolo 114 del codice di procedura penale sul “divieto di pubblicazione di atti e immagini” sarà modificato cancellando l’inciso al comma 2, inserito nel 2017 dalla riforma Orlando, che esclude l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari dagli atti di cui è vietata la pubblicazione fino alla fine delle indagini preliminari, sebbene non più coperti da segreto (perché notificati alle parti). Rimane invece consentito, in base al comma 7, pubblicare il “contenuto” dell’atto, cioè la sintesi parafrasata da chi scrive. Lo schema del provvedimento sarà ora trasmesso alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, che dovranno esprimere un parere entro sessanta giorni, dopodiché tornerà in Cdm per l’approvazione definitiva, in seguito alla quale diventerà legge. Le conseguenze? Per fare un esempio pratico, se il testo fosse già stato in vigore negli scorsi mesi, sarebbe stato un reato far conoscere i dialoghi che hanno portato all’arresto per corruzione del governatore della Liguria Giovanni Toti, intercettato mentre discuteva di finanziamenti e delibere con l’imprenditore portuale Aldo Spinelli.
L’intervento normativo, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, ha lo scopo di “rafforzare la presunzione di innocenza della persona indagata o imputata nell’ambito di un procedimento penale, in coerenza con quanto disposto dagli articoli 3 e 4 della direttiva (UE) 2016/343″. Si tratta della stessa direttiva usata come paravento – anche qui tramite un emendamento di Costa – per introdurre nel nostro ordinamento un’altra legge-bavaglio, firmata nel 2021 dall’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, che ha imposto dei limiti strettissimi alla comunicazione di pubblici ministeri e polizia giudiziaria: le informazioni sui procedimenti in corso, si prevede, possono essere fornite solo attraverso comunicati stampa oppure – in casi eccezionali di interesse pubblico – conferenze stampa, e sempre dietro autorizzazione del procuratore capo. Una norma che ha reso complicato ai limiti dell’impossibile il lavoro dei cronisti di tutta Italia (qui l’approfondimento sul tema del fatto.it) ed è stata contestata sia dai magistrati che dai giornalisti. Contro l’emendamento che introduce la stretta sulle ordinanze, lo scorso dicembre i professionisti dell’informazione erano scesi in piazza in tutta Italia e i vertici della Federazione nazionale della stampa avevano disertato la conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Ecco i nuovi paladini della “sinistra”italiana, quelli che dovrebbero fare parte del campo largo. Forse faranno parte del camposanto dei cosiddetti progressisti. “Gianni e Pinotto ( inteso il Pinocchio d’Arabia) totalmente inaffidabili votano quel che ne dicano quasi sempre con la destra. A buon intenditore poche parole!
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QUESTI SONO PER IL “CAMPO LARGO” che ti portano al campo santo
mi domando: perchè se ne discute!
dovrebbero essere presi a padilate in faccia
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Non ci sono parole. Non so nemmeno perché si parli di campo largo con questa gentaglia che nulla rispetta e tutto si vende.
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Ecco i compagni di viaggio nel nuovo corso. Manca ancora qualche ritardatario che deve solo “spurgarsi” un attimo ..
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Ah, ecco il ritardatario! Accomodati piccino, c’è posto anche per te, benvenuto nel campo larghissimo!
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ha lo scopo di “rafforzare la presunzione di innocenza della persona indagata o imputata nell’ambito di un procedimento penale, in coerenza con quanto disposto dagli articoli 3 e 4 della direttiva (UE) 2016/343″
Quindi è meglio che arrestino qualcuno senza far sapere di preciso i motivi.
Perché non dicono chiaramente che i loro amici (tipo Toti) non devono essere scocciati, invece di devastare la giustizia italiana già malmessa, con una fila di normative e di riforme oscene? Abolizione abuso d’ufficio, separazione carriere, intercettazioni limitate a 45 giorni e adesso pure questa.
Ma mica è nemmeno colpa di Costa; ma di chi gliele vota queste porcate.
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