(AGI) – Durante la pandemia Meta ha ricevuto pressioni dal governo Usa perche’ alcuni post legati al Covid fossero censurati sui social. A denunciarlo e’ il Ceo Mark Zuckerberg in una lettera indirizzata alla Commissione Giustizia della Camera dei rappresentanti Usa.

“Nel 2021”, si legge nella lettera di Zuckerberg indirizzata al presidente di Commissione, il repubblicano Jim Jordan, “alti funzionari dell’amministrazione Biden, anche dalla Casa Bianca, hanno piu’ volte fatto pressioni sul nostro staff perche’ censurasse alcuni contenuti legati al Covid, anche post umoristici e satirici, e hanno espresso forte disappunto quando abbiamo manifestato il nostro dissenso”.

Alla fine, ha spiegato Zuckerberg, e’ stata una decisione di Meta se eliminare o meno i contenuti, ma “la pressione del governo e’ stata sbagliata”. Allora sono state prese alcune decisioni che “con il senno di poi e disponendo di nuove informazioni”, Meta oggi non prenderebbe, ha specificato il padre di Facebook.

(Andrea Zhok) – Ricordo amici e conoscenti che cascavano dal pero quando gli dicevo degli interventi censori e sanzionatori in periodo Covid: “Ma no, ma davvero? A me pare che i social siano il regno della libertà; pure troppa!”

Non solo, ricordo anche i molti – che ho mandato al diavolo senza passare dal via – che ragionavano secondo il classico stile dei servi congeniti del potere, dicendo: “Beh, se ti hanno bloccato ci sarà stato un buon motivo! Devi averla fatta proprio grossa.”

E ricordo anche quelli che sbottavano con l’aria di chi la sa lunga, gridando alla “teoria del complotto”, quando dicevo che per coordinare questa attività censoria ci doveva essere una regia centrale e che gli unici ad avere questo potere erano gli USA (la NSA nei suoi vari compartimenti).

Fa perciò piacere notare questa lettera ufficiale di Zuckerberg, di ieri, dove si ammettono nero su bianco le pressioni ricevute dalle agenzie governative (relativamente al Covid, ma non solo), e si chiede scusa per aver ottemperato con eccessiva sollecitudine.

Quanto alla tempistica, ho come l’impressione che, dopo la prospettiva di sostegno di Kennedy (da sempre critico della gestione Covid) a Trump, stiano preparando il terreno per una possibile inversione di rotta con il probabile nuovo governo.