A Guardia Sanframondi, come ogni sette anni, sono iniziate le processioni degli incappucciati vestiti di bianco I penitenti si percuotono il petto con la «spugna», una sorta di spatola fatta di aghi che fa fuoriuscire il sangue

(di Claudio Coluzzi – ilmattino.it) – Fisicità e spiritualità che in alcuni momenti si fondono ed integrano, lasciando ai presenti un segno fortissimo. Di fede, per i credenti, di riflessione e introspezione per chiunque. Ieri, dopo sette anni di attesa, a Guardia Sanframondi, nel cuore del Sannio, tra verdi vigneti e vallate sinuose, si sono svolte le prime processioni dei riti settennali in onore dell’Assunta.
Da 404 anni, ossia oltre quattro secoli, i riti si ripetono, le testimonianze scritte della loro nascita nel 1620, dopo una carestia, si fissano a questa data, anche se alcuni ne fanno risalire le origini ancora prima, associandoli a tradizioni pagane. I rioni che partecipano alle processioni (una di penitenza e l’altra di comunione) sono quattro e ciascuno ha come riferimento una chiesa: rione Croce – chiesa di San Rocco; rione Fontanella – chiesa di San Leonardo; rione Piazza – chiesa dell’Annunciata-Ave Gratia Plena; rione Portella – chiesa di San Sebastiano. Ieri i fedeli del rione Croce, al suono della campana, si sono radunati presso la chiesa di San Rocco, componendo i quadri misterici e portandosi alla volta del santuario.
Oggi, invece, insieme alla processione di comunione del rione Croce, sarà il rione Portella a dare inizio al proprio corteo processionale di penitenza partendo dalla chiesa di San Sebastiano. Mercoledì impegnati ancora il rione Portella nella processione di comunione e il rione Fontanella in quella di penitenza. Stesso schema giovedì, con il corteo di comunione del rione Fontanella e la processione di penitenza del rione Piazza, che si concluderà poi venerdì con la processione di comunione. Sabato, nella prima mattinata, il caratteristico tratto del centro storico che va dalla chiesa dell’Annunziata al santuario, vedrà sfilare la processione del clero e delle associazioni cattoliche. Alla celebrazione della messa seguirà l’apertura della lastra della nicchia che custodisce l’immagine dell’Assunta.

Il tutto per arrivare alla processione generale di domenica 25. Quest’anno i riti si svolgono dal 19 al 25 agosto ed è prevista una partecipazione di 50.000 persone. È complicato comprendere la simbologia dei riti ma, essere lì, significa vivere un’esperienza unica. Il caldo, il silenzio, una processione chilometrica che si snoda lentamente salendo e scendendo le scale di pietra e le viuzze di Guardia. La teorìa è composta da figuranti in abiti sacri ma, soprattutto dai penitenti. Sono questi ad indossare cappucci bianchi che ne celano l’identità ed un saio dello stesso colore aperto sul petto. I penitenti lo percuotono con la «spugna», una sorta di spatola fatta di aghi che fa fuoriuscire il sangue. Alcuni assistenti disinfettano con l’aceto le ferite e il suo odore pungente avvolge penitenti e spettatori durante il lunghissimo rito.
Anche quest’anno, una volta che tutti i rioni saranno giunti sul sagrato della basilica, il vescovo Giuseppe Mazzafaro celebrerà la Messa. Al termine la processione generale. Preceduto dai «Campanelli», si forma il corteo processionale dei 4 rioni, ognuno con lo stendardo. I sacri campanelli ogni volta che si oltrepassano i confini di un rione passano nelle mani dei rappresentanti del quartiere. Il corteo è lunghissimo. Quando lo stendardo del primo rione si trova nella zona periferica di via Campopiano, comincia a uscire dalla chiesa la statua dell’Assunta. L’annuncio è dato da un colpo di mortaretto. In quel preciso momento tutti i fedeli, seminati lungo tutte le stradine dell’abitato, si genuflettono e si segnano con la croce. La statua viene portata a braccia dai sacerdoti fino all’uscita della chiesa per essere poi presa dai fedeli. I battenti, al grido di «fratelli in nome di Maria, con forza e coraggio, battetevi», in ginocchio, procedendo a ritroso e con lo sguardo verso la statua dell’Assunta, escono dal santuario per sistemarsi, incolonnandosi, dietro il mistero di «San Girolamo penitente».
Residui medioevali.
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Evidentemente in questa insignificante località del profondo Sud, la gente che vi abita vive ancora nel profondo Medioevo, quando la Chiesa esercitava un potere incontrastato sulla Società. Il sole girava attorno alla Terra, creata 6.000 anni fa dalla mano di Dio, e tutti noi eravamo discendenti di Adamo e Eva.
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Potresti andare in qualche altro blog a grufolare, visto che Pengue è proprio del paesello medievale 😀 ? Così, tanto per farci sentire l’assenza della tua saccenza 😀
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In effetti intendevo proprio scrivere un commento ironico nei confronti di quel “vinaio” del sig. Pengue, il quale si è decisamente montato la testa (forse ha esagerato nel consumare il prodotto che vende) per il fatto che molti seguono le notizie che recupera dalla rete, in palese violazione del copyright.
Decisamente non si è reso conto che di quell’insignificante paesello di Guardia Saframonti, non importa proprio nulla a nessuno!
L’accusa di “grufolare” da parte un poveretto che pare non avere altro scopo nella vita oltre a quello di scrivere sui blog è veramente divertente!
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