
(di Alessandro Robecchi – ilfattoquotidiano.it) – Prima ti spacco la testa e poi… parliamone. Di tutto il tragicamente grottesco a disposizione nel Paese, la vetta più alta di demenza, provocazione, insulto all’intelligenza, è il comunicato di Casa Pound dopo il pestaggio torinese del cronista Andrea Joly, per mano di suoi attempati arditi (45 anni l’uno, 53 l’altro, quelli finora identificati). Dopo il pestaggio, il clubbino dei picchiatori ha diffuso una nota che è forse peggio delle bastonate, invitando il pestato (“Se non cerca solo visibilità”, testuale) a partecipare a un dibattito sulla violenza alla loro festa, che è un po’ come invitare Matteotti a dibattere sul suo omicidio, sempre, naturalmente, se non è in cerca di visibilità. Non è il caso qui di discutere sulla capacità di provocazione di alcuni arditi, non merita, diciamo.
Ora si dibatte argutamente sullo scioglimento di Casa Pound, dopo il pestaggio di Torino, come si discusse animatamente sullo scioglimento di Forza Nuova dopo l’assalto alla Cgil. Allora c’era Draghi con la sua agenda, ora c’è Meloni con i suoi arditi, cambiando l’ordine degli inquilini di Palazzo Chigi il risultato non cambia: il manipolo di balilla, aggressivi e ignorantissimi, non ha nulla da temere. Ne riparleremo (inutilmente) alla prossima violenza. La provocazione degli anziani balilla di Casa Pound contiene però un piccolo nocciolo dello spirito dei tempi: la belluina ipotesi che “parlandone” si possa sistemare la faccenda. E del resto proprio loro ne sanno qualcosa, perché in tempi passati hanno accolto nelle loro sedi, vantandosene, fior di giornalisti, che hanno accettato “il dibattito” cascandoci con tutte le scarpe. Si consegnò così ai balilla una legittimazione: sì, sono estremisti, ma in fondo bravi ragazzi. Insomma, il “dibattito”, la contiguità, il consociativismo in nome del “confronto” è diventato una specie di lasciapassare che lava tutti i peccati. Poi arrivano le bastonate, ma che ci volete fare, dettagli.
Una faccenda che nella politica italiana ha molti padri, dal Violante de “i ragazzi di Salò”, al Veltroni del “Non esistono nemici, solo avversari”. Approccio morbido e rassicurante: tranquilli, gente, i nemici non ci sono più, uh, che brutta parola! Divergenze, ecco! Niente che non si possa risolvere con un bel dibattito, una chiacchierata, una rimpatriata goliardica.
Mutatis mutandis, al netto della violenza e della paccottiglia fascista da mercatino della nostalgia, la cosa è parsa evidente la settimana scorsa, quando in una un po’ ridicola celebrazione di unità d’intenti e di strette di mano e abbracci, è andata in scena la famosa partita del cuore, tra cantanti e politici. La Russa, con Schlein, Fratoianni con Gasparri, Conte con tutti quelli che l’hanno selvaggiamente insultato per anni. Tutti amici e tutti sorridenti, in una overdose di consociativismo che metteva un po’ i brividi. Certo, che orrore la violenza politica, nessuno la evoca o la invoca, ma il pappa e ciccia tra chi colleziona busti del Duce e chi dovrebbe dar prova costante – per statuto, diciamo – di antifascismo, non è un bello spettacolo. Anzi, è uno spettacolo indecoroso per chi – molti elettori – si aspetta un’opposizione dura, intransigente, ferrea, non solo in Parlamento, ma nel Paese, nelle impostazioni culturali, nella dignità. C’è tanta gente con cui bere un caffè e giocare a pallone, milioni di persone. Perché farlo con Gasparri? Con tutte le differenze del caso (non moltissime), è come andare a un dibattito sulla violenza con Casa Pound. In sintesi: una cazzata.
O come discutere con i sedicenti antifascisti. Pari sono.
"Mi piace""Mi piace"
Strani mondi.
La sinistra non ha mai lottato per mantenere i suoi centri sociali e quando questi hanno fatto resistenza gli è arrivata addosso la montagna e gli stessi rossi di nuova generazione. (Potrebbe benissimo starci come alter ego di Forza Nuova, Nuova generazione! Perché in fondo gli attuali politici federali sono stati improntati a compiere un disegno.
Nessuno a destra ha mai fatto trapelare di voler chiudere casa Pound, mentre a sinistra c’è stato un contrasto sottile con l’uso strumentale del braccio cause varie. La scusa o forse meglio il nemico , quello che poteva inspirare un’idea di comunismo, non comunione ma Arte, idee, giovani anarcoidi, non schematizzati nelle logiche vincolanti dei partiti; perché i partiti veicolano un costume , una morale , un fare istituzionale e psicopompi di dinamismi interni ed esterni.
Inquadrare l’elettorato è stata forse una missione, un elettorato in grado di acconsentire e accondiscendere del volontà della segreteria amministrativa.
Un elettorato epurato, inquadrato , strutturato per sorreggere la nuova fase economica di forte insediamento in funzione antisivietica a folle velocità, inglobando la politica intera per dirottarla verso gli obiettivi .
"Mi piace""Mi piace"
Il paria dei cieli.
Non di sola scorza di verza, bucce ed ossa vivono i suini.
Suini, come di Assiri , un popolo con le sue copiose caratteristiche?
La matematica non fu mai un mestiere ,
I gruppi umani che emergono negli scaglioni generazionali si emancipano dagli altri del Mucchio facendo branco.
Un branco che sa mordere.
E allude ad una forza e violenza in albore in grado di spaparagliare ,in gergo antinomista , ciò che è un ostacolo ad un obiettivo , prefigurato nel gruppo, obiettivi condivisi dal branco ed estrinsecatisi in atti ostili.
Non si dovrebbe trattare dunque di soli suini, ma una di una specie (razza) più evoluta.
Non è solo un elettorato vago e ondivago che viene cercato di inquadrare, ma una forza attiva in propulsione legata alle vittorie di Giorgia Meloni, io sono Giorgia, madre e cristiana, dopo le Europee, e la diaspora con la von der lyne , i quadri, gli assetti europei, i quadri economici, gli assetti operativi e le inquadrature (armate, tanto siamo in Nato) mutano di conseguenza.
Il potere occulto del viatico politico: quello di modificare gli assetti della società fin dentro al suo cuore, al suo cuore bambino.
I giovani divengono uomini, le giovanili divengono donne, madri, nel Tempo le generazioni che di accavallano di distinguono l’uno dall’altra. Il branco è la misura del gruppo ad orologeria, quello in azione con l’istinto della belva al posto del lume della coscienza, o coscienza estrapolata e resa istinto?
"Mi piace""Mi piace"