
(Giancarlo Selmi) – Oggi lo commemoreranno. In una esondazione di vuota retorica e di allucinante ipocrisia. Mentre, in parlamento, continueranno a lavorare su qualche legge che contribuirà a cancellarne la memoria, a rendere inutile il suo sacrificio. Favorendo gli eredi di coloro che l’hanno ammazzato.
Lui avrebbe votato contro. Contro le schifezze volute da Cartabia, Nordio e la presidento. Lui avrebbe gridato la sua rabbia ai giornali. Perché mai nella storia d’Italia si è aiutata tanto la mafia e la corruzione che di mafia campa.
Pulitevi la bocca quando parlate di lui. Vergognatevi quando evocate il suo sacrificio. Perché state dissacrando la memoria di un eroe civile. Un eroe che ha dato la sua vita sognando il trionfo della legalità. Sogno che voi state distruggendo.
Grazie Giudice Borsellino, grazie a nome di tutti gli italiani onesti. Di tutti gli italiani che non avevano, non hanno e non avranno paura di essere intercettati. Di quelli che non si fanno corrompere, non corrompono. Di quelli per i quali la legge e la legalità sono garanzie.
Non minacce.
Posso dire di aver avuto il privilegio di avergli stretto la mano quando nel 1989 venne a far visita alla scuola superiore che frequentavo in Sicilia.
Davvero una persona formidabile; ancora oggi il suo ricordo suscita emozioni positive nelle persone perbene.
Stride fortemente l’antitesi delle dediche agli aeroporti; da una parte la dedica dell’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino, quasi a voler diffondere nel mondo la determinazione fino al supremo sacrificio nella lotta alla criminalità organizzata e alle sue estensioni tossiche.
Dall’altra la dedica ad un uomo di malaffare (sentenza di condanna docet) quasi a voler diffondere nel mondo la bassezza in cui, dopo quelle stragi, è caduta l’Italia.
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