La visita di Orbán a Putin ha mostrato, ancora una volta, quanto l’Italia sia arretrata nell’analisi della politica internazionale. La mossa di Orbán è stata interpretata in chiave moralistica, come l’invasione di Putin. Orbán viene ritratto

(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – La visita di Orbán a Putin ha mostrato, ancora una volta, quanto l’Italia sia arretrata nell’analisi della politica internazionale. La mossa di Orbán è stata interpretata in chiave moralistica, come l’invasione di Putin. Orbán viene ritratto come Al Pacino nell’Avvocato del Diavolo: un essere malvagio interessato alla promozione del Male universale. Orbán – sentiamo dire – si è recato in Russia per causare il male dell’Ucraina, della democrazia e dell’Unione Europea. C’è addirittura chi chiede che gli venga sottratta la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea. La scienza politica nasce con la separazione della morale dalla politica. Dunque, predisponiamoci a indagare le cause politiche del viaggio di Orbán usando la sociologia al posto della morale.

La prima causa del viaggio è che l’Ungheria confina con l’Ucraina. Il primo dovere di Orbán è difendere la sicurezza degli ungheresi. Orbán è consapevole (come tutti) che il conflitto può degenerare nella Terza guerra mondiale e, quindi, in uno scontro nucleare davanti all’Ungheria. Così come Giorgia Meloni non vuole la guerra civile in Libia, Orbán non vuole la Terza guerra mondiale in Ucraina. Recandosi a Mosca per trovare una soluzione diplomatica, Orbán si comporta come Meloni che si reca in Libia per scongiurare un’altra guerra tra Haftar e i suoi rivali. Come mai i media italiani non riescono a vedere un fatto così elementare e macroscopico? Orbán è vittima di ciò che gli studiosi di radicalizzazione chiamano bad essence. La persona a cui viene attribuita un’“essenza malvagia” è odiata per ciò che è e non per ciò che fa. Orbán è il Male, quindi, può fare soltanto cose malvagie.

La seconda causa del viaggio di Orbán a Mosca è che l’esercito ucraino sta crollando. Non c’è giorno in cui i russi non conquistino un nuovo territorio. L’esercito ucraino perde sempre. Non c’è mai stata una Bakhmut, una Mariupol o una Avdiivka in favore degli ucraini. Gli ucraini subiscono continue disfatte e il loro futuro è addirittura peggiore. La ragione è presto detta. L’esercito ucraino è sempre più debole rispetto al 24 febbraio 2022; quello russo, invece, è sempre più forte. L’esercito ucraino ha iniziato la guerra al massimo delle proprie forze; quello russo al minimo delle proprie possibilità. L’Ucraina ha speso tutto il proprio potenziale offensivo; la Russia ha appena avviato la sua macchina da guerra. Conoscendo i rapporti di forza, Orbán ha svolto il seguente ragionamento: “A me conviene fermare la guerra prima che la Russia minacci Kiev innescando conseguenze imprevedibili che potrebbero travolgere l’Ungheria”.

La terza causa del viaggio di Orbán è la sconfitta di Macron. Orbán è consapevole che l’opzione dell’invio di truppe francesi in Ucraina non è più possibile dopo che Macron è stato frantumato dal voto democratico. Il che ha indotto Orban a ragionare come segue: “Se l’Unione Europea non può fermare i russi con le armi, allora gli Stati Uniti potrebbero fare qualche mossa estrema che potrebbe devastare l’Ungheria. Meglio fermare la guerra al più presto”.

Lo studio della sicurezza internazionale non ammette pregiudizi verso i leader politici, i popoli e i governi, che impediscono di valutare correttamente gli eventi e i rapporti di forza. Gli interessi nazionali dell’Italia sono in pericolo perché l’Unione Europea è dominata da una classe politica e mediatica corrotta, incapace di valutare correttamente ciò che accade in Ucraina.

Questa è una delle ragioni per cui l’Ucraina è un Paese distrutto, smembrato, spopolato e senza più futuro.